| Capodanno |
il giorno
dopo ripeteva il medesimo giro per riscuotere da ciascuno di essi la strenna in
denaro.
Il banditore comunale era solito annunciare
nelle piazze o vie del paese gli atti e le decisioni dell'amministrazione:
esilio, proscrizione, pubbliche aste,vendita dei giornali, bandi di concorso,
bandi di leva….ecc. Ma anche fatti di vita quotidiana che dovevano arrivare alla
gente. Per esempio, se un bovino veniva ferito e quindi doveva per forza
maggiore essere macellato, il banditore comunale annunciava a tutto il paese, la
vendita della “carne a basso macello”. La cosa si ripeteva per altri avvenimenti
come la mancanza d'acqua, un oggetto smarrito….ecc.
Con l'avvento e la diffusione
della stampa, questa singolare figura fu sostituita pian piano totalmente
dagli avvisi stampati, anche se per lungo tempo le due cose hanno convissuto.
Nell'era di Internet e di Villaggio Globale, parlare di un banditore o strillone
che dir si voglia è quanto meno fuori luogo e anacronistico. Oggi esiste una
sociologia delle comunicazioni di massa atta ad individuare percorsi e metodi
efficaci per rendere un messaggio pubblicitario capace di catturare l'attenzione
della massa. Rivalutare la figura del banditore vorrebbe dire fare molti passi
indietro e non è sicuramente quello che ci proponiamo. Vale comunque la pena di
ricordare questa figura pensando a quanti provvedimenti comunali, avvenimenti o
altro sono stati urlati a squarciagola: piccoli o grandi fatti che hanno segnato
la storia.
Oggigiorno sopravvivono timide iniziative di gruppi sporadici che
usano ancora portare “li boni festi” come conferma annuale di un legame di
amicizia….. “Senz' èssari chiamati simu venùti….”. Trattandosi di canto
augurale, a tutti è data la possibilità di unirsi ai suonatori con il rischio
che il gruppo, aumentando di numero possa trasformare il canto augurale in una
festa notturna.
Carlo
Grillo
