Capodanno


          IL CAPODANNO TRA PASSATO E PRESENTE

LA  FIGURA  DEL BANDITORE  COMUNALE



La fine dell'anno, in tutte le città e paesi della Calabria, come in molte parti del mondo, c'è ancora l'usanza di sparare una gran sorta di petardi, bombe a mano, tric trac e colpi d'arma da fuoco. Inoltre si usa ancora buttare in mezzo alla strada oggetti di vario genere: comodini, vecchie trabacche, materassi, elettrodomestici rotti o semplicemente bottiglie, vasi di terracotta, piatti…..ecc! Usanza questa che, purtroppo, fa registrare ogni anno un numero non indifferente di incidenti.

Anticamente però, nella notte che precede il capodanno, si respirava un'aria del tutto diversa grazie ad una figura adesso scomparsa, ma ancora piena di fascino: il banditore comunale o (come lo avrebbero chiamato successivamente) lo strillone. Il termine “banditore” deriva da “bando”, dal latino “bandum”. Questo personaggio, a notte inoltrata, percorreva le strade del paese a suon di tromba o di tamburo, facendo sosta presso le case dei benestanti. A voce alta, e sotto forma di canto, augurava le buone feste ed il principio dell'anno al padrone di casa e alla sua famiglia….


“Li boni festi vi dugnu cantannu….
Natali, Pifanìa e Capudannu….”,



il giorno dopo ripeteva il medesimo giro per riscuotere da ciascuno di essi la strenna in denaro.

 

Il banditore comunale era solito annunciare nelle piazze o vie del paese gli atti e le decisioni dell'amministrazione: esilio, proscrizione, pubbliche aste,vendita dei giornali, bandi di concorso, bandi di leva….ecc. Ma anche fatti di vita quotidiana che dovevano arrivare alla gente. Per esempio, se un bovino veniva ferito e quindi doveva per forza maggiore essere macellato, il banditore comunale annunciava a tutto il paese, la vendita della “carne a basso macello”. La cosa si ripeteva per altri avvenimenti come la mancanza d'acqua, un oggetto smarrito….ecc.

Con l'avvento e la diffusione della stampa, questa singolare figura fu sostituita pian piano totalmente dagli avvisi stampati, anche se per lungo tempo le due cose hanno convissuto. Nell'era di Internet e di Villaggio Globale, parlare di un banditore o strillone che dir si voglia è quanto meno fuori luogo e anacronistico. Oggi esiste una sociologia delle comunicazioni di massa atta ad individuare percorsi e metodi efficaci per rendere un messaggio pubblicitario capace di catturare l'attenzione della massa. Rivalutare la figura del banditore vorrebbe dire fare molti passi indietro e non è sicuramente quello che ci proponiamo. Vale comunque la pena di ricordare questa figura pensando a quanti provvedimenti comunali, avvenimenti o altro sono stati urlati a squarciagola: piccoli o grandi fatti che hanno segnato la storia.

Oggigiorno sopravvivono timide iniziative di gruppi sporadici che usano ancora portare “li boni festi” come conferma annuale di un legame di amicizia….. “Senz' èssari chiamati simu venùti….”. Trattandosi di canto augurale, a tutti è data la possibilità di unirsi ai suonatori con il rischio che il gruppo, aumentando di numero possa trasformare il canto augurale in una festa notturna.

                                                                    Carlo Grillo