






EUGENIO BENNATO
www.eugeniobennato.com
Nel 1969 (nato a Napoli nel 1948) fonda la "Nuova Compagnia di Canto Popolare", cominciando così la ricerca della musica etnica in Italia. La "Nuova Compagnia di Canto Popolare" conquista il pubblico più giovane, e segna enormemente il lavoro di artisti che negli anni '60 hanno dato vita alla "Scuola Napoletana" (Pino Daniele, Edoardo Bennato, Toni Esposito, Alan Sorrenti, etc.). Con la NCCP Bennato registra sei lp, e dopo un memorabile esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1972) comincia una serie di fortunate tournée in Italia e all'estero (Francia, Gran Bretagna, Germania, Yugoslavia, Unione Sovietica, Argentina, etc.).
Nel 1976
Eugenio Bennato fonda "Musicanova",
un nuovo gruppo con il quale realizza numerose fortunate
incisioni, e con il quale va in tour in Italia e all'estero.
Nel frattempo sviluppa un'intensa atttività di compositore
di colonne sonore per cinema, teatro, e balletto.
Nel 1998 Eugenio Bennato crea il movimento artistico "Tarànta Power".
Nel gennaio del 2000 DFV ha pubblicato due cd ("Taranta Power" e "Lezioni di Tarantella") interamente dedicati al progetto di Eugenio Bennato, che consiste nella riscoperta ed attribuzione di un nuovo significato al potere musicale della tarantella, che ne enfatizzi le sue qualità di strumento di liberazione individuale ed allo stesso tempo di aggregazione sociale. Il progetto presenta il lavoro di alcuni dei Maestri della tarantella ("Lezioni di Tarantella"), come Andrea Sacco con la sua magica chitarra battente, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, e le sue varianti regionali, pugliesi, campane e calabresi, insieme ad un originale contributo creativo di Eugenio Bennato accompagnato dal gruppo Musicanova ("Taranta Power"). La Tarànta, o Tarantella - danza rituale del Sud Italia - con il suo movimento travolgente, la sua purezza ritmica, con l'espressione delle donne moderne rapite dalla sua magia, con la sua forza emergente che fa sognare - ed in quanto grande danza mediterranea del futuro, al pari del flamenco e del fado - è il filo conduttore di un viaggio che attraversa il mito antico e contemporaneo della musica del Sud.
Oggi la Tarànta ha catturato l'attenzione di una grande
platea che legge in essa uno splendido modello di danza
liberatoria, a metà fra le suggestioni mediterranee dei
ritmi greci e degli echi musicali nord e medio orientali.
Eugenio Bennato si è avvalso per la realizzazione di questo
progetto della collaborazione di musicisti provenienti da
Campania, Calabria, Puglia e Basilicata. Questo progetto sta
progressivamente guadagnando alla Tarànta la sua
affermazione definitiva di forza unitaria della tradizione,
viva nel presente e proiettata nel futuro.
Di notevole interesse è il successo ottenuto ad Tarànta
Power in Italia e all'estero, dove l'energia e l'impatto
della forza della musica hanno scatenato anche fra i più
giovani - avvezzi alle avanguardie, al rap e all'hip hop un
desiderio di ballare, scatenarsi e muoversi, presi da
stupore, entusiasmo e ammirazione.
OTELLO PROFAZIO
Un pioniere della musica folk in Calabria.
Otello Profazio, inizia la sua longeva attività nei primi anni sessanta, anni in cui la canzone assume forti connotati sociali e politici. Egli ripropone i canti di tradizione orale della sua terra offrendo al pubblico un prodotto musicale nuovo, che ci rimanda per molti versi al più grande cantastorie del sud che è Ignazio Buttitta. Otello Profazio ha inciso tantissimo, ha condotto e preso parte a numerose trasmissioni radiofoniche, ricordiamo «Quando la gente canta» e televisive, con la partecipazione a «Canzonissima 1974. Ha sempre rappresentato degnamente la Calabria sia in Italia che all’estero.
Con il disco “Qua si campa d’aria”, ha conquistato il disco d’oro vendendo più di un milione di copie in tutto il mondo, un primato fino a quel tempo mai più raggiunto da una canzone di stampo folk. Tra le sue raccolte vogliamo ricordare:
Storie
e leggende del Sud -
L'Italia cantata dal Sud -
Gesù, Giuseppe
e Maria
Il brigante Musolino - Qua si campa d'aria - Tra Scilla e Cariddi - Mannaja
all'ingegneri
ROSA BALISTRERI
Il canto ed il ricordo di Rosa Balistreri: la cantatrice di Sicilia, come la definì il suo amico Ignazio Buttitta, era una donna del popolo, non bella, non sofisticata, ma con una voce rara, inimitabile, inconfondibile a volte selvaggia e struggente, appassionata e piena di tenerezza e dolcezza.
Sempre in bilico fra la sua ingenuità ed un’apparente spregiudicatezza che la facevano etichettare come disinvolta e sregolata, Rosa nascondeva timidezze e teneri sentimenti, lei che aveva avuto una vita povera e piena di sofferenze: aveva provato la fame, la violenza, la solitudine, l’emarginazione, il sopruso e riversava nel suo canto la disperazione, la speranza, la gioia, la grinta dando voce al sentimento degli oppressi, degli ultimi, calpestati nei loro diritti. Infaticabile è stata la sua opera di recupero del grande patrimonio in musica della Sicilia, che ha lasciato a tutti come prezioso dono ed eredità.
Sara Cappello
TERESA DE SIO
www.teresadesio.com
1980: Viene pubblicato il suo primo album solista, "Sulla Terra Sulla Luna".
1982: Esce "Teresa De Sio", che contiene tra le altre canzoni "Voglia 'e turnà" e "Aumm Aumm". A sorpresa il disco vende oltre cinquecentomila copie e una lunghissima tourné corona il successo dell'anno assieme ad una totale stima da parte della critica.
1983: Con la pubblicazione di "Tre", ancora cinquecentomila copie vendute, la popolarità della De Sio diviene indiscussa.
1985: Due anni di lavoro per la realizzazione di "Africana", primo album dove compaiono composizioni in lingua italiana con una inversione di tendenza anche sul piano sonoro, molto più vicino ad un linguaggio rock.
1988: Esce il doppio album "Sindarella Suite".
1991: "Ombre Rosse".
1993: Esce "La Mappa del Nuovo Mondo", naturalmente con testi e musica da lei composti e scritto in italiano (c'è un solo brano in dialetto napoletano). Un lavoro che si concentra su di una forte ispirazione poetica.
1995: A settembre viene pubblicato "Un Libero Cercare", album interamente scritto in italiano.
1996: La De Sio partecipa alla Rassegna del Festival di Recanati (è nella giuria del premio fin dalla prima edizione) con una composizione per voce recitante e sonorizzazioni di chitarra elettrica, intitolato "La Cattiva Sorella".
1997: Il mese di gennaio è un mese febbrile: scrive tre inediti e sceglie le canzoni "storiche" da inserire nel tour che servirà per la registrazione dal vivo del suo nuovo disco.
1998: Anche l'inverno '98 vede Teresa De Sio tornare a suonare dal vivo, un ritrovato amore per i concerti che si concretizza con trentacinque date, il più lungo tour degli ultimi cinque anni.
1999/2000: E' l'anno della realizzazione del progetto "La Notte del Dio che Balla", di cui Teresa De Sio è anche direttore artistico.
Settembre 2004: Teresa finalmente ritorna in studio per registrare le nuove canzoni. Nasce così "A Sud! A Sud!", il titolo del suo nuovo album, uscito nel Dicembre 2004. "A Sud! A Sud!" sta ricevendo il gradimento del pubblico e della critica e nel Marzo del 2005 dara' il via al nuovo tour.

LA MACINA
www.macina.net
La Macina, da trentacinque anni si dedica con tenacia e passione inesausta a mantenere vive le tradizioni musicali delle Marche e dell’Italia Centrale nel migliore dei modi: frequentando con pazienza i contadini e le vecchie operaie delle filande, imparando da loro rispettosamente. Gastone Pietrucci canta con vigore e passione, la sua voce è potente e calda, spazzerebbe via l’intera Sanremo in mezza canzone.
Il suo nome circola al di fuori del circuito degli appassionati solo ora, dopo che La Macina ha inciso un disco insieme a uno dei più valorosi gruppi rock italiani, i conterranei Gang dei fratelli Severini: due esempi di fierezza messi assieme, una “colla della memoria” e due reagenti che assieme sprigionano forza e tenerezza; perché la tradizione, per dirla con Confucio, non è vegliare sulle ceneri, ma saper coltivare le scintille e tenere acceso il fuoco.
Le radici tradizionali della Macina e quelle più progressive dei Gang non hanno
creato alcun problema di integrazione, i suoni acustici e elettrici si
compenetrano con estrema naturalezza: la chitarra elettrica lascia emergere la
fisarmonica o il mandolino senza che si creino interferenze sonore, lo stesso
avviene con le voci di Marino Severini e Gastone Pietrucci.
“Il metodo per realizzare Nel tempo ed oltre, cantando (titolo preso da
un verso del poeta Alfonso Gatto) è stato lo stesso di sempre, quello sincretico
e classico della cultura popolare, che da sempre ha imparato a convivere con
l’orizzonte della sua stessa scomparsa e per questo, ogni volta, riesce a creare
e ricreare insiemi dotati di bellezza e utilità. Utilizzando anche scarti e
rifiuti delle culture dominanti. Raccontare è anche e soprattutto comprendere.
Ed è la condivisione della memoria che tiene unito il senso del condividere, ciò
che è comune, l’identità. Il custode della memoria è colui che passa ai più
piccoli una speranza per il futuro. Raccontare cantando è ricordare, ma nel
racconto c’è l’emozione e lì c’è la chiave per la creazione di un immaginario
nuovo. Indispensabile per il futuro” (Marino Severini, The Gang).
SARA CAPPELLO
www.palermoweb.com/lamusicadelsole
Sara Cappello cantautrice dialettale palermitana, è già da diversi anni impegnata a rielaborare e ricercare brani della nostra tradizione musicale dialettale, conservati e tramandati grazie all'opera di autorevoli ricercatori quali il Favara, Giuseppe Pitrè, Salamone Marino, Lionardo Vigo etc.. ed a creare un suo nuovo repertorio nello stile della tradizione, scrivendo e musicando nuovi testi. Sara Cappello proviene da una famiglia di musicisti ed ha al suo attivo numerosi spettacoli inseriti in varie manifestazioni indette dal Comune, dalla Provincia Regionale e dalla Regione.
Ha iniziato nel 1989 incidendo una raccolta di canti cristiani "Come l’aquila",ed un CD prodotto da Teatro del sole nel 1996 dal titolo "Vurria sapiri unn'abiti a lu nvernu". Suoi brani sono stati inseriti nel CD-rom "Viaggio in Sicilia" del 1997 ed in un altro CD dal titolo "23 maggio" edito dalla rivista "Avvenimenti" pubblicata su tutto il territorio nazionale nel 1998 in ricordo di Falcone e Borsellino.
E’ stata presente con i suoi spettacoli in tre edizioni di "Palermo di scena" e nel dicembre1998 è stata impegnata in diversi comuni siciliani con un concerto inedito di canti natalizi originali dal titolo "Scinniu cca’ lu Celu".
Nel 1999 ha scritto e cantato per la "Lupa" di Verga testi e musiche con la compagnia "Teatro Minimo".
ETTORE CASTAGNA
www.ettorecastagna.it
Ettore Castagna, nasce a Catanzaro nel 1960. Si interessa di antropologia culturale dal 1979.
Negli ultimi anni si è occupato più specificamente di antropologia del turismo e animazione territoriale per il recupero e la valorizzazione delle culture locali in diversi progetti di ambito nazionale.
Altri settori di lavoro sono giornalismo, letteratura, documentarismo, etnomusica con una particolare attenzione alla didattica ed alla progettazione nei più diversi contesti comunicativi.
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Nistanimera
è il
nome del gruppo fondato da Ettore Castagna, in greco di Calabria, vuol dire
“notte e giorno” e indica lo scorrere del tempo senza interruzioni. E’ un modo
che permette il sogno nella realtà, un modo speciale di vivere il tempo nella
gioia come nel dolore.
Il gruppo è formato da musicisti provenienti dalla Calabria meridionale e dal
Salento che hanno al loro attivo le più diverse esperienze nell’ambito della
ricerca e della riproposta della musica di tradizione orale di queste due aree.
MARIA MORAMARCO E UARAGNIAUN
"Uragniaun" è un gruppo di riproposizione della musica popolare del Sud dell'Italia, in particolare dell'entroterra della Puglia. "Uragniaun" è l'antico nome del Garagnone , il roccione dell'Alta Murgia che la leggenda vuole tagliato dallo spadone del " prode Orlando ". Il gruppo che ripropone criticamente le canzoni popolari della tradizione pugliese nasce ad Altamura circa 20 anni fa . Protagonisti e fondatori sono : Maria Moramarco , Luigi Bolognese e Silvio Teot. Provenienti da esperienze musicali diverse, i tre musicisti altamurani hanno, nel corso degli anni, perfezionato lo studio delle armonie popolari mediterranee giungendo ad uno stile personale di grande effetto. Coadiuvati da altri musicisti hanno rappresentato il loro spettacolo in tutta l'Italia e all'Estero. Numerose le collaborazioni con la RAI e costante la presenza del gruppo alle rassegne internazionali di cultura popolare.
Maria Moramarco , voce leader dei UARAGNIAUN , ha condotto per anni una intensa attività di ricerca sul campo reperendo variegato materiale originale che lei interpreta e propone da lungo tempo. Ha collaborato con autori di livello come Otello Profazio, Pietro Basentini, La Compagnia dell'Arco e il Teatro Abeliano oltre ad aver preso parte a trasmissioni radiofoniche e televisive. Lo spettacolo che il gruppo propone in concerto è un vero e proprio viaggio nelle radici popolari del Sud dell'Italia con i migliori canti della tradizione pugliese : dalle tarantelle del Gargano ai canti della Murgia , dai balli del brindisino alle pizziche del Salento nonché i classici del repertorio popolare campano , lucano e siciliano .
XICRO'
Xicrò è un nome strano, impronunciabile (forse), andrebbe letto Scicrò oppure alla maniera greca, un po’ aspirata, Chicrò. È la traccia di un antico passato greco rimasta nel nome di Cirò, il paese calabrese del vino. Il progetto musicale da cui nascono il gruppo e il disco viene fuori da un’idea artistica di Antonello Ricci: da un lavoro di ricerca sulle radici musicali del Sud Italia e in particolare della Calabria, dalla memoria e dalle suggestioni, dai percorsi intellettuali e dall’irruzione straripante delle melodie e dei ritmi della chitarra battente, della zampogna a paro, degli strumenti musicali della tradizione contadina e pastorale calabrese, della voce urlata e lacerata dei solari canti all’aria della mietitura e di quella sommessa e sussurrata delle ancestrali ninne nanne - antico e iniziatico modello melodico. Un itinerario musicale senza folk revival, da vere radici popolari italiane.
Il repertorio è totalmente originale: modelli sonori, ritmici e poetici della tradizione calabrese possono essere anche riconoscibili - non necessariamente - il pensiero musicale viaggia attraverso l’invenzione di suoni come quelli del basso fretless di Alessandro Cercato, di ritmi come quelli dei bodran e dei tamburelli di Arnaldo Vacca, di un misterioso scintillio sonoro come quello delle chitarre battenti di Antonello Ricci la cui voce rincorre testi verbali sorprendentemente visionari, “semplicemente” d’amore. Alessandro Cercato, compositore, ha suonato fra gli altri con Pierangelo Bertoli, Rossana Casale, Cristiano De André, Grazia Di Michele. Antonello Ricci, antropologo, ha suonato con Musica Nova di Eugenio Bennato, con Roberto De Simone, con Novalia, con Gianna Nannini e Teresa De Sio. Arnaldo Vacca, moderno tamburellista, ha suonato fra gli altri con Musica Nova, con l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, con Teresa De Sio, suona con Indaco. Il loro primo CD è uscito per CNI.
ALFIO ANTICO
www.alfioantico.it
Al momento è senz'altro il più grande virtuoso della tammorra. Per alcuni il più
grande di sempre. La sua tecnica è semplicemente straordinaria: vederlo suonare
incanta, tale è lo spettacolo visivo e sonoro. E parte integrante di questo
incanto sono i suoi tamburi, che costruisce personalmente: di ogni tipo e
dimensione, decorati da raffinati intarsi che lui stesso scolpisce sulle
cornici.
"Non è un semplice tamburellista e la sua non è solo musica. Alfio è prima di tutto un artista: la sua arte è impregnata di quella tradizione nella quale è stato immerso sin da bambino ed ogni volta che quelle mani si posano sulla pelle di uno dei suoi tamburi è come se questa tradizione riprendesse vita. Quando Alfio li suona i tamburi parlano, e lui parla con loro, grazie a loro e per mezzo di loro. Un personaggio unico ed irripetibile: chi ama la musica tradizionale e la tradizione in genere credo dovrebbe sentirsi in debito nei confronti della donna che mise nelle mani di Alfio, per la prima volta, un tamburello."
Valerio Mari
MUSICANTI DEL PICCOLO BORGO
www.musicantidelpiccoloborgo.it
I “Musicanti del Piccolo Borgo” possono essere considerati una formazione storica del folk revival italiano. Il gruppo si è infatti costituito alla metà degli anni Settanta, con l’intento, che rimane immutato, di recuperare e riproporre il patrimonio della tradizione musicale popolare dell’Italia centro-meridionale. I “Musicanti” hanno perciò svolto, particolarmente nel primo periodo della loro attività, una serie di ricerche sul campo, soprattutto nel Molise e nel Lazio, che hanno prodotto un’ampia documentazione del repertorio musicale tradizionale; queste iniziali campagne di registrazione etnofonica si sono poi trasformate in un più generale contatto con la cultura contadina, e quindi in una conoscenza più profonda non solo degli esempi, ma anche dei modi e dei significati dell’espressione musicale all’interno di quella cultura. Uno dei settori nei quali i “Musicanti del Piccolo Borgo” si sono più impegnati nel corso della loro lunga attività è quello dell’organologia, con l’apprendimento e l’uso degli strumenti più strettamente legati al nostro mondo agropastorale, come il piffero, la zampogna, la chitarra battente, l’organetto e, recentemente, il “bufù”, il grande tamburo a frizione molisano.
Il repertorio proposto dai “Musicanti del Piccolo Borgo” comprende tutte le forme musicali tradizionali tipiche dell’Italia centro-meridionale, dalle ninne nanne agli stornelli, dai canti religiosi ai saltarelli e alle tarantelle, e presenta, in una rispettosa rielaborazione, che ne permetta la fruizione anche in contesti diversi da quello originario, sia testi e melodie frutto della ricerca sul campo, sia brani tratti dalla discografia esistente.I ”Musicanti”, nei CD pubblicati, ed ed ancor più nei concerti, vogliono infatti realizzare un viaggio attraverso i suoni, innanzitutto, della tradizione molisana e laziale, ma anche, superando confini spesso culturalmente poco consistenti, di quella campana, lucana, pugliese, calabrese, siciliana. Di ciò, e della varietà di colori e di impatto sonoro, è testimonianza anche l’elenco degli strumenti utilizzati: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra, chitarra battente, chitarra basso, piffero, zampogna(a chiave e alla zoppa, surdulina), flauto dritto, violino, organetto (a due, quattro e otto bassi), castagnette, traccole, tamburi e tamburelli (campani, pugliesi e calabresi), “bufù”.
ARAKNE MEDITERRANEA
www.araknemediterranea.com
L'associazione "Arakne Mediterranea" opera da oltre dieci anni nel Salento in collaborazione con l'Università di Lecce, le amministrazioni locali e regionali. Si compone di artisti studiosi e ricercatori che intendono far conoscere e sopravvivere quello che in greco si chiama "dromena", le azioni, gli usi e i costumi, le danze, i canti di espressione popolare.L'associazione ha sede a Martignano e da alcuni anni partecipa a progetti e programmi interculturali promossi dalla Comunità europea.
Ci sono almeno due vie fondamentali da seguire per chi propone i canti, i ritmi e le danze di tradizione orale: una via è cercare di dare una nuova veste al materiale reperito, non curando l'esattezza della tradizione ma andando dove l'istinto musicale, la conoscenza di più stili, il gusto personale possono condurre; l'altra è seguire per quanto possibile la tradizione popolare "a memoria d'uomo", così come viene espressa e tramandata dalle generazioni precedenti (le nostre nonne), come un tempo si faceva spontaneamente seguendo i modi di questo cantare, esprimersi, "armonizzare", nelle diverse occasioni dek quotidiani: lavoro nei campi, incontri d'amore, feste."Arakne" ha scelto la seconda via, fresca della memoria di nonne "tamburelliste, cantanti e danzatrici" popolari di Galatina, Martignano, Ostuni, Lecce, Torrepaduli, Ortelle, che hanno trasmesso direttamente la loro passione per la pizzica ed il canto popolare, autentica espressione di una cultura "altra".
Con lo spettacolo "Attarantati ieri e oggi" la compagnia ha partecipato a numerosi festival internazionali: Cuba, Bagdad, Grecia, Pechino, oltre a rappresentarlo nelle piazze di tutta Italia. Nel suo complesso costituisce una prima selezione di canti, arie, nenie, popolari direttamente attinte dalla tradizione orale e caratterizzate dal dialetto griko-salentino ancora in uso nella provincia di Lecce.
MARENIA
www.marenia.net
Marenia nasce da
MAR di Maria e
ENIA di Ylenia che è il mio nome.
Quali immagini scorrono davanti ai vostri occhi quando pronunciate il
nome Marenia?
Rilassatevi e ... immaginate.
In
Sustaria
(il nostro ultimo progetto)
potrete ascoltare un brano molto rock come " E signu 'cca ca pianzu" ed
un altro con struttura e melodia bossa come "Scantu".
Marenia "fa" una musica che non segue la moda del tempo o il mercato
discografico, quando la musica pulsa dentro Marenia prende carta e penna
e le da voce, parole e melodia.
Così nascono le mie canzoni attraverso un processo del tutto naturale.
Perchè in Sustaria ho scelto di scrivere
in vernacolo e precisamente in quello cosentino?
E' la mia lingua di sfogo, mi spiego meglio: Quando mi arrabbio
"sbraito" in dialetto pieno di "ddru" finali (Chi non è cosentino non
riesce a pronunciarle!).
In questo periodo sono molto "arrabbiata" per le tragiche vicende che
sconvolgono quotidianamente il mondo.
L'unico mezzo che ho per non rimanere indefferente è la mia musica.
Uso la musica per denunciare il malessere e la "Sustaria" di "giovani",
per non dimenticare e per non essere dimenticati.
Il
mio non è un percorso solitario, altri uomini visionari mi accompagnano:
- Lello Cardone chitarrista
- Nicola Orabona batterista
- Lello Somma bassista
"Invisibile"
è il disco di quattro musicisti che
cominciano a conoscersi, a capirsi , a confrontarsi.
"Sustaria"
sarà il disco dell'avvenuta conoscenza e della consolidata stima e
rispetto reciproco di quattro musicisti che credono fortemente in quello
che suonano.
Maria Ylenia
ANTONELLA MAZZA
www.antonellamazza.com

Nata a Lamezia Terme, (CZ) sotto il segno dei Gemelli,
Antonella Mazza
studia Contrabbasso al Conservatorio G.Verdi
sotto la guida del M°Ezio Pederzani e al Conservatorio di Novara col M°Davide
Botto.
Si laurea Dottore in D.A.M.S. (110 e lode) con una tesi in Etnomusicologia.
Diploma in Designer del Suono.
Segue i corsi della Civica Scuola di Jazz, le Clinics del Berklee College of
Boston coi M° Dave Clark e Bruce Geertz, il corso sperimentale di Jazz al
Conservatorio di Bologna; Formazione orchestrale ad Alcaniz (Spagna).
Seminari con John Patitucci, Claude Tchamitchan, G.Rosciglione, G.Tommaso, Paolo
Costa, Massimo Moriconi, Attilio Zanchi.
Studia Contrabbasso con Rino Zurzolo, Riccardo Fioravanti.
Basso elettrico con Enzo Lo Greco.
Canto con Loretta Martinez.
Tra le sue partecipazioni televisive :
Italia 1, "Super"
Radio Rai 2, Carta di Riso
La7, Il Volo, condotto da Fabio Volo, 80 puntate
Rai 2, BULLDOZER, condotto da Dario Vergassola e Federica Panicucci 20 puntate
Rai 2, BULLDOZER, condotto da Enrico Bertolino e Federica Panicucci, 20 puntate
RADICANTO
www.radicanto.it
Quello dei
Radicanto
è canto tradotto. Canto che attraversa più culture, più linguaggi. Canto dal
centro incerto, ricordo vago di una tradizione
vaga, ricordo essa stessa di infiniti spazi e infinite storie.
È musica del nostro tempo che traduce la tradizione (pugliese e del
mediterraneo), facendola risuonare nel presente attraverso i suoni del presente.
Così il suono popolare che è per eccellenza suono della non appartenenza (suono
di tutti e di nessuno) non potrà fare a meno di incontrare il suono
contemporaneo, il suono altrui, ascoltato dallo strumento altrui dando vita ad
una scrittura che ricorda più scritture e in cui il detto è quasi pretesto del
dire.
È scrittura
della citazione ironica e malinconica, spesso legata all'improvvisazione e
quindi all'essenza del jazz, senza necessariamente essere jazz.
Un ponte, quindi, tra passato e presente che si pone come apertura illimitata al
nuovo, come ritmo in grado
di parlare direttamente al nostro corpo.
Poesia e riso, melodia e parodia nutrono un canto che ricorda mille
canti: una forma che è mille forme, una materia immateriale che si riscrive
continuamente. Una scrittura che vive nel tempo incerto del concerto, creando
infinite traduzioni, infinite interpretazioni di una tradizione eccedente,
inesauribile. Un racconto senza fine, che interroga il tempo grande della
storia.
ARIACORTE
www.ariacorte.it

Il gruppo di musica popolare Ariacorte nasce nel ‘96 a Diso. In pochi anni di vita il gruppo ha raggiunto un notevole successo di pubblico e ricevuto lusinghieri apprezzamenti dalla critica nei numerosi concerti eseguiti sia in Italia che all’estero, tanto da essere considerato uno tra i più ricercati gruppi salentini. Attraverso un continuo e crescente lavoro di ricerca gli Ariacorte hanno raggiunto un ottimo livello di assieme musicale, basato su ritmi e suoni del passato, ma con arrangiamenti e colori musicali volti verso il futuro. Inoltre l’armonioso intreccio di voci, supportato dalla sonorità del linguaggio degli strumenti , arricchito dalla vivacità degli arrangiamenti e dalla presenza scenica di alcuni danzatori imprime allo spettacolo del gruppo una crescente intensità emotiva che alla fine coinvolge anche l’ascoltatore meno attento. Lo spettacolo proposto degli Ariacorte è il risultato di una lunga e profonda ricerca svolta sulla musica del Salento: musica popolare dove influssi e innovazioni emergono necessariamente.
Il repertorio degli Ariacorte comprende appassionati canti di lavoro, struggenti canzoni d’amore, canti di protesta e soprattutto pizziche: “de core” e “tarantata”. Quest’ultimo è il ritmo più eccitante e nello stesso tempo inebriante e commovente, è nello stesso tempo il ritmo del cuore e il palpito del respiro; non è possibile rimanere indifferente, il crescendo ostinato e frenetico dei tamburelli va direttamente al cuore. Nell’ambito del discorso di rivalutazione e divulgazione del patrimonio culturale tradizionale, gli Ariacorte non intendono compiere un’opera di recupero nostalgico-commerciale, bensì partendo dal linguaggio espressivo tradizionale e con il supporto dello studio approfondito delle caratteristiche armoniche, melodiche e ritmiche, si propongono di sviluppare una musica che, pur avendo radici antiche, si presenta come una reinterpretazione di moduli, scale e ritmi tipici della cultura musicale popolare in rapporto ad un’espressività moderna in chiave improvvisativa.
CARLO MURATORI
www.carlomuratori.it
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Carlo Muratori è un cantautore che vive ed opera a Siracusa, in Sicilia.
Nel 1977 ha formato I CILLIRI, un gruppo musicale con il quale ha divulgato alcuni dei canti popolari di lavoro, di lotta, d'amore portati alla luce con le sue ricerche.
Nel maggio 1987 ha pubblicato l'album Afrodite, come solista: un album sperimentale, una musica di chiara matrice etnica, ma non per questo "antica". Insieme agli strumenti acustici tradizionali si mescolano suoni di altre culture e suoni elettronici, canti popolari e nuove canzoni.
Nel 1983 ha costituito l’associazione culturale Folkstudio-SR, con un ensemble musicale stabile con cui ha intrapreso campagne di ricerca sulla musica sacra siciliana di tradizione orale. Ha messo in scena "Li tri chiova" , spettacolo di musica e poesia sui canti processionali del Venerdì Santo; e Stidda di l'Orienti sulle tradizioni natalizie.
Nel 1994 inizia la svolta cantautorale. Firma un contratto discografico con la CGD – WARNER per la quale pubblica due dischi di rara bellezza, di cui è autore dei testi e compositore: esce Canti e Incanti (Nov 94), e Stella Maris (Mar 96). Con il primo cd vince a Dicembre 94 il premio nazionale Piero Ciampi. Le recensioni su tutte le riviste specializzate (e non) sono state entusiaste e pressoché unanimi.
A Giugno 95 ha partecipato per Max-Generation al festival SONORIA di Milano. Due brani dell’album sono stati poi inseriti nella come colonna sonora de LA PIOVRA 7. Con Stella Maris ha vinto il primo premio nel referendum indetto da Vivere Giovani (del quotidiano La Sicilia) come miglior album di autore siciliano del 1996.
Giugno 1997, a Vercelli, è stato invitato a rappresentare la Sicilia a FOLKERMESSE, l’orchestra sperimentale di musica etnica formata da i musicisti italiani più rappresentativi del genere (Ambrogio Sparagna, Riccardo Tesi, Daniele Sepe, Elena Ledda, Lucilla Galeazzi ed altri). Ha inciso nel dicembre 97 Stidda di l’Orienti- echi di canti natalizi della gente di Sicilia.
A Dicembre 98 ha partecipato (in rappresentanza dell’Italia) all’IBM Word Music Festival di Belo Horizonte in Brasile, classificandosi al primo posto nella classifica di gradimento stilata dal pubblico e dalla critica della Rassegna brasiliana.
A Marzo 99, prodotto dall’AICS, ha pubblicato Pesah elaborazioni per coro polifonico ed orchestra da camera delle lamentazioni del Venerdì Santo in Sicilia. Da fine luglio ai primi d'agosto organizza e dirige (sin dall'estate del 2000) LITHOS-transiti a sud est, una rassegna nazionale di musica popolare e nuove tendenze, con degli itinerari tematici che attraversano la provincia di Siracusa. La Rassegna quest'anno è giunta alla sua quinta edizione. Nel contempo è impegnato in un rilevamento dei fenomeni etno-musicali degli Iblei siracusani; e sta conducendo una ricerca, con registrazioni sul campo, sui canti del lavoro e sulla musica sacra dei paesini della provincia. Ha collaborato alla stesura di Thapsos, il cd di Riccardo Tesi per il Manifesto, per il quale ha scritto tre brani (Fammi ballare ed il testo di Largo Waltzer e Thapsos), e per lo stesso autore ha scritto LUNE, che apre il cd omonimo per il Manifesto.
Nel gennaio 2001 è uscito PLICA POLONICA – non tagliate quella treccia, il suo più recente lavoro cantautorale.
MANIGOLD
www.manigold.it
Incalzante, coinvolgente, sfrenato è il concerto dei
Manigold scandito a tempo binario quando si tratta di
partire per viaggi di sogno e di danza.
Poesia e forza, energia prorompente e magia si fondononella proposta musicale
del gruppo che affonda pienamente le radici nei Sud del mondo e che da lì nasce
e si propaga in ramificazioni multiformi dai colori rock e jazz, reggae e swing.
Musica balsamica d’autore dai testi diretti o intricati, cantati velocemente,
parole e incanto che non danno tregua.
Si balla sopra dentro o sotto e non importa da dove venga il pungolo, se è
forte.
La formazione ha all’attivo il cd
Tracce di
Sud
prodotto dalla Finisterre di Roma e importanti partecipazioni a festival e
rassegne italiane ed europee in Francia, Olanda, Svizzera, Romania e Grecia. Nel
2002 i Manigold sono finalisti al Folkontest e nel 2003 suonano a La Palma a
Roma, a Sant’Arcangelo dei Teatri, a Etnica con la partecipazione di Roberto
Ottaviano, al Negroamaro Festival, sono selezionati fra i 7 gruppi italiani per
il FIMU a Belfort in Francia, chiudono la rassegna Venettnic@ a Venezia nel
Padiglione della Biennale con la Boban Markovic Orkestar.
Dividono il palco con Riccardo Tesi e Banditaliana, Kocani Orkestar, Diaframma,
etc. I musicisti partecipano individualmente a progetti importanti come La notte
della Taranta, Pizzica sinfonica, Meridiana Multijazz Orchestra, Tarantula Rubra
Ensemble, Tabulè, Demotika Orkestra, Nidi d’Arac, Anima.
AMBROGIO SPARAGNA
www.ambrogiosparagna.it
Ambrogio Sparagna, figlio di musicisti tradizionali di Maranola (LT), studia Etnomusicologia all'Università di Roma con Diego Carpitella con cui realizza numerose campagne di rilevamento sulla musica popolare italiana.
Nel 1976 dà vita alla prima scuola di musica popolare contadina in Italia presso il Circolo Gianni Bosio di Roma dove nel 1984 fonda la Bosio Big Band, un'originale orchestra d'organetti con cui nel 1988 mette in scena Trillillì, Storie di magici organetti ed altre meraviglie, un'opera " folk" che utilizza la favola come espediente narrativo.
Nel 1992 scrive l'opera Giofà il servo del Re e nel 1993 la cantata Voci all'aria per Radio Tre Rai.
Nel 1995 pubblica l'album Invito e compone La via
dei Romei.
Per il bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi compone la cantata Un
canto s'udia pe' li sentieri, trasmessa in diretta Rai per le celebrazioni
leopardiane.
Nel 1999 compone per l'Accademia della Canzone di San Remo le musiche per
Sono tutti più bravi di me, un musical diretto da Emanuela Giordano e mette
in scena per il Festival Musicorum Tempora di Villa Adriana La serva padrona
di Pergolesi, che ha fra gli interpreti Lello Arena nel ruolo di Vespone.
Per il Giubileo compone una Messa popolare per soli, coro, assemblea,
orchestra d'archi e strumenti popolari che viene presentata a Ravenna e a Roma
nella Chiesa di S. Ignazio. Pubblica
l'album
L'avvenuta profezia, Viaggio nelle Pastorali e
nei repertori del Natale.
Nell'Aprile del
2001 è ospite con la Bosio Big Band dei
Concerti di Radio Tre dalla Sala Paolina del Quirinale e pubblica l'album
Vorrei Ballare.
A dicembre mette in scena
Voi
ch'amate
una sacra rappresentazione per attori, soli, coro e orchestra di strumenti
popolari.
Nell'estate del 2002 compone con Giovanni Lindo Ferretti Attaranta. Tradizione/Tradimento e nella primavera del 2003, su commissione della Regione Basilicata, Passaggio alla città, un'originale cantata su testi di Rocco Scotellaro.
Nell'inverno del
2003 compone con Lindo
Ferretti l'oratorio sacro
Litania
che viene presentato in diretta radiofonica dalla Cappella Paolina del Quirinale.
Nell'estate
2004 è Maestro concertatore della
Notte della Taranta dove per l'occasione fonda una grande orchestra di sessanta
elementi composta da strumenti popolari, con cui dà vita ad uno straordinario
spettacolo di canti e musiche tradizionali del Salento.
IVAN GRANATA
www.ivangranata.it

Ivan Granata nasce a Bari nel 1974. Oltre la chitarra suona clarinetto e flauto traverso. Tra studi jazz e classici collabora con diverse formazioni musicali suonando proprie composizioni, musica medievale, magrebina e popolare. Dal 2004 si dedica esclusivamente alla propria musica e la "ricerca chitarristica", grazie a Ethnoworld s.r.l. pubblica il doppio CD autoprodotto "Rivelazioni/Incauto sperimentatore".
Dal sito di Ivan Granata:
6/12/04 Gilda Camero: "Le Rivelazioni di un Incauto Sperimentatore" (BariSera, Musica)
"Corde che vibrano al ritmo di un battito delicato. Dita che scivolano a
delineare trame impalpabili di sonorità lievi che si incontrano, si uniscono
sotto forma di danza. Come un disegno da i tratti scontornati, in cui le note
splalancano porte di scenari vicini, di terre che vivono dentro gli spazi
confinati dell'anima. Sfumature sentimentali, per piccole grandi storie
raccontate nel tempo sospeso del suono quelle del polistrumentista Ivan Granata,
che sapientemente unisce grande tecnica, estro (ha creato con il liutaio Piero
Pascale una chitarra acustica senza tasti) all'intensità di una passione vera,
autentica, che affiora in mille modi diversi di sfiorare le corde, di far
risuonare non solo lo strumento ma anche le corde dell'anima. Artista
camaleontico, in grado di cambiare "colore" alla sua musica, passando dalle
sonorità medievali a quelle del finger-style[...]
Le sue preziose perle perle, cristallini e avvolgenti ritratti di sensazioni
sono racchiuse nel suo doppio cd strumentale, Rivelazioni/Incauto
sperimentatore, pubblicato dalla Ethnoworld srl (New Age) che ha il sapore più
profondo del nostro essere a sud, di quella tradizione musicale legata a melodie
ancestrali, antiche, come in Tarantella, all'uso tutto mediterraneo di strumenti
a corda, dell'acustico come momento primordiale della nascita di un brano, di un
fraseggio musicale.
Nelle Composizioni di Ivan, si ritrovano il silenzio dell'Altamurgia, di un
universo aspro e ovattato, dal fascino millenario, della Terramadre, impregnata
di dolcezza, di un legame forte, così come del percorso di note che attraversano
i vicoli di Barivecchia (in questo brano c'è Francesco Saverio Piccarreta al
contrabasso), fino alla condizione dell'umana specie, velata di struggente
malinconia, narrata in uno dei pezzi più belli, Solo.
Una musicalità nella quale le Rivelazioni sono gli stati d'animo, con le parole
scritte sulle corde dell'Incauto sperimentatore, il cui incipit è affidato alle
acrobazie pizzicate che si odono come melodie interiori ne La Casa dei segreti,
con le variazioni melodiose di Germogli (tre momenti differenti), che evocano
paesaggi marini, con le onde che accarezzano al tramonto la sabbia ancora calda
e che si ritrovano nell'azzurità della Bassa Marea, ricco d'intensità e
suggestione, in cui Ivan duetta con Michele Sansone alla fisarmonica: il
risultato è di grande effetto. Suoni che viaggiano lontano, fino a catturare la
leggerezza del Vento d'Oriente speziato. Atmosfere che possiamo trovare,
riassaporare in Moresque in cui Ivan è affiancato da Aldo Grillo[...]
Da ascoltare come tutti gli altri brani, in una dimensione raccolta, per
arrivare alla profondità della musica, alla radice della sua essenza".
MARIO SALVI
www.mariosalvi.it
Mario Salvi è nato a Roma il 7 ottobre 1956, comincia ad interessarsi alla musica tradizionale dell’Italia centro-meridionale nel 1977 svolgendo ricerche sul campo nel Lazio e in Campania.
In tale contesto si interessa dapprima allo studio degli strumenti tradizionali a percussione (tamburello, tammorra, ecc.) e poi, dal 1979, inizia a suonare la fisarmonica diatonica tradizionalmente nota come “organetto”. Questa piccola fisarmonica popolare diventa ben presto lo strumento d’elezione di Mario Salvi, portandolo in pochi anni a distinguersi come uno dei migliori interpreti dell’organetto italiano.
Tra il 1981 e il 1986 collabora con la scuola di musica popolare del Circolo "Gianni Bosio" di Roma alla realizzazione di corsi di tamburello e organetto e dal 1987 ad oggi tiene seminari a Roma, Milano, Firenze, Sermoneta, Forlimpopoli, Urbino, Rieti, Viterbo, Belluno, Lecce, Ostuni, l’Aquila, Cuneo, in Spagna (Barcellona) e in Olanda (Groningen).
Dal 2000 tiene un corso annuale di organetto presso il Centro Accademico Musicale di Villa Castelli (Brindisi). Nel 2003 è chiamato a svolgere un corso di insegnamento dell’organetto presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, nell’ambito del corso sperimentale di musica popolare ideato da Daniele Durante e coordinato da Antonio Farì.
Dal 1984 persegue una propria ricerca espressiva e compositiva, tendente alla sintesi tra la musica popolare italiana e quelle di altri Paesi mediterranei e dell'Est europeo, che lo porta nel 1988 a incidere il disco LP "Effetti Personali", e successivamente nel 1997 il CD “Caldèra”. Nel 2001 incide il CD “Il mare di lato” in trio con gli organettisti Stefano “Ciuma” Delvecchio (Bevano Est) e Roberto Tombesi (Calicanto).
Dal 2000 vive e lavora in Puglia, a Ostuni. Nel 2001 crea il sito web www.organetto.it, primo portale di informazioni interamente dedicato all’organetto in Italia.
Nel 2003 pubblica il nuovo CD “Taranteria”, interamente dedicato alla tarantella, sia nelle sue varie forme tradizionali regionali, sia in versioni di propria composizione.
Discografia:
“Effetti Personali” (LP - SudNord 1988) - “Caldèra” (Finisterre 1997)
“Il mare di lato” Ciuma, Salvi, Tombesi Trio (A14/Felmay 2002) - “Taranterìa” (Finisterre 2003)
Partecipazioni a Compilations:
- “Planet Squeezebox” (Ellipsis Arts USA 1995)
- “Mare Nostrum” (Libera Informazione Editrice 1997)
- “Finisterre” (Finisterre 1999)
- “Bar Italia” (Nascente GB 2000)
- “A musical journey to Italy” (WeltWunder D 2000)
- “Musiche dal mondo/Strumenti del mondo: la Fisarmonica” (F.lli Fabbri Ed. 2002)
- “Musicattiva” (Controchiave 2002)
- “Vent’anni e più di …” (Circolo G. Bosio/il Manifesto 2002)
- “Italie – instruments de la musique populaire” (BudaMusique F 2003)
Il gruppo
Sancto Ianne, nato a SAN GIOVANNI DI
CEPPALONI (BN) nell’estate del
1995,
viene fondato da alcuni musicisti che, animati dalla forte passione per le
tradizioni popolari, decidono di rielaborare i materiali sonori della
propria terra utilizzando un linguaggio molto personale ma sempre rispettoso
delle memorabili lezioni del “passato”.
Sancto Ianne sviluppa il suo percorso musicale attraverso l’uso di strumenti
tradizionali (plettri, fisarmonica, violino, percussioni), ma con la forza
ed il vigore di una rock band capace di dare il meglio di sé nelle
esibizioni live, delle vere e proprie maratone di musica e ballo sfrenato, a
cui è assolutamente impossibile resistere.
Le tammurriate e le tarantelle (un mix di celebri brani tradizionali e
composizioni originali) diventano così il passpartout che permette
all’ensemble di partecipare ad importanti manifestazioni internazionali in
Italia ed all’estero, riscuotendo sempre un notevole successo di critica e
di pubblico.
Nell’estate del
2001 il
gruppo ha vinto l’European Folkontest (il più importante concorso italiano
per gruppi folk emergenti) a Casale Monferrato (AL) ed ha, così avuto la
possibilità di partecipare, sempre nello stesso anno, come unico
rappresentante italiano, al Festival Interceltique de Lorient in Francia da
molti considerato il più prestigioso folk festival del mondo.
Qui Sancto Ianne ha tenuto ben cinque concerti, è stato invitato a diverse
trasmissioni televisive ed ha vinto, dopo diverse selezioni, il prestigioso
premio TROPHEE DAGAN CELTIC CIDER come miglior formazione non celtica
partecipante.
I Sancto Ianne hanno realizzato due lavori discografici: TANTE BANNERE,
TANTI PADRUNE (Sie 01,
2000)
e SCAPULA’ (Folkclub Ethnosuoni – CNI ,
2002)
distribuiti in Europa e Nord America e recensiti positivamente dalla stampa
italiana e straniera. Il gruppo, inoltre, è presente anche nelle antologie:
TRIBU’ ITALICHE – CAMPANIA (EDT – WM 024 , 2002), LAS MUSICAS DE ITALIA (FNAC,2003)
e FOLK GENETICAMENTE MODIFICATO (in allegato all’omonimo libro di Luca
Ferrari edito da Stampa Alternativa,
2003).
Il nostro ultimo disco SCAPULA’ è stato e continua, tutt’ora, ad essere
programmato con successo in diverse radio europee (Germania, Svizzera,
Spagna, Belgio) ed, inoltre, TRAD MAGAZINE (la più autorevole rivista
francese di musica folk) gli ha conferito il BRAVOS (l’equivalente della
nostre lode).
CANZONIERE GRECANICO SALENTINO
www.canzonieregrecanicosalentino.net
Il Salento, terra di mezzo per vocazione storica, è la terra
d’origine di un
fenomeno di
possessione e trance unico in Italia: il tarantismo. Fenomeno che si è
conservato fino ai nostri giorni, in un contesto considerato
pienamente acquisito
alla civiltà occidentale. Come vuole evidenziare anche
il sottotitolo di un
CD del gruppo: ca la taranta è viva e nun è morta.
Sicuramente, con il mutare delle condizioni socio culturali anche il
concetto di tarantismo
si è modificato. Pensare che la pizzica-tarantata si sia
mantenuta inalterata attraverso i cambiamenti della società (abbandono
dell’agricoltura,
penetrazione nell’area di nuovi modelli culturali) è
quanto mai sbagliato.
Il tarantismo, come è stato conosciuto e studiato, si è concluso,
perché è conclusa la credenza nel fatto che la tarantola
pizzichi e provochi
una malattia. Quello che oggi bisogna fare è individuare
le radici uniche
ancora vitali delle vecchie culture, cogliere i tratti essenziali
che ne sopravvivono e tener conto di come si sono trasformate e
come potrebbero
trasformarsi. Anche se oggi i giovani non hanno contatto
diretto con il lavoro
duro dei campi, il tarantismo o la lamentazione
funebre, non per
questo sentono meno il peso della sofferenza e della
malinconia che ha
prodotto la maggior parte dei nostri canti, ed alcuni di loro hanno
un disagio esistenziale certamente non inferiore a quello che
colpiva le tarantate
di anni fa.
I nuovi tarantati non sono posseduti da niente e da nessuno e ugualmente,
in cerca di un loro
dio, si radunano a centinaia, prendono il tamburo, ballano,
cantano e cercano di entrare in una trance dove non si è malati e
non ci si sente
malati. La cultura che c'è dietro questi fenomeni è
completamente diversa da quella di possessione perché non è considerata una
malattia, non va curata, non c'è da vergognarsi.
Il Canzoniere Grecanico Salentino è il primo gruppo di ricerca folclorica formatosi in Puglia, alla metà degli anni 70. In quel periodo il quadro culturale del patrimonio folklorico era quello di una sopravvivenza dei modelli studiati e filmati alla fine degli anni 50 da E. De Martino e dalla sua équipe. Con una grossa differenza. Mentre negli anni '50 la popolazione aveva ancora una propria cultura strettamente collegata al un mondo agricolo, la cultura era ancora viva, negli anni successivi le modificazioni delle condizioni economico-culturali avevano di fatto svuotato di significato i modelli ereditati. Non solo ma questi erano divenuti anche oggetto di derisione da parte della cultura predominante, un anacronismo. In quella situazione l’impegno del CANZONIERE GRECANICO SALENTINO fu di operare per una nuova circolazione della comunicazione popolare. Non un ripiegarsi sul passato e la tradizione, alla ricerca difensiva di un'identità perduta, mitizzando i più dimenticati segni, materiali e simbolici, di una cultura dimenticata; non un recupero nostalgico-archeologico ma un procedimento di espressione autonoma, contrapposto al condizionamento della musica commerciale. Da allora l’impegno del CANZONIERE è sempre andato in questa direzione.
TAMBURA NOVA
www.tamburanova.it
L’ associazione Tambura Nova è nata nel 1996, fondata da Ermanno Pastore, Michele Barbato ed Ugo Maiorano, da una esigenza di recuperare,ordinare e diffondere tradizioni musicali-popolari in via d’estinzione. Il primo progetto fu quello di cogliere le canzoni più conosciute (Michelemmà, Canto di S.Fedisti, Cicerenella, e così via) contaminarle, soprattutto nel discorso ritmico, e porgerle ai giovani. E’ stato un inizio difficile, le istituzioni come la scuola, i teatri, gli impresari, non credevano nel nostro progetto di recupero e diffusione, la verità è che, forse, neanche noi avevamo idee chiare sul da fare. Ci siamo documentati, giorno dopo giorno, abbiamo portato la nostra musica nelle piazze, nei locali tra i giovani, ci siamo imposti agli Enti comunali e notavamo un riscontro positivo da parte di chi ascoltava. Questa esperienza bellissima ci ha arricchito, oltre che di uno sviluppo conoscitivo e morale, ci ha fatto scoprire una vera e propria ideologia: un qualcosa di mistico, di benefico. Ho dato un significato a tutto ciò:
la conoscenza di quei versi antichi, che parlano d’amore, di fratellanza, di rispetto per gli altri, di trovare gioia anche nel semplice e nelle difficoltà della vita; entrare nei luoghi dove sono vissuti i nostri antenati e cantare le loro canzoni; tutto ciò ha un valore insormontabile.
Questo è il nostro obiettivo, quello di consegnare a tutti, coloro che sono predisposti ovviamente, un bagaglio di valori dimenticati.
Dal 1996 al 1998 abbiamo avuto enormi progressi, perdemmo la collaborazione di Ugo, ma tantissime persone hanno poi aderito alle nostre iniziative, e tantissimi giovani hanno seguito i nostri spettacoli ovunque.
La nostra associazione, inoltre organizza corsi di Musica Popolare, presso il Centro Sociale di Pagani. Attualmente collabora con il Comune di Pagani, di San Valentino Torio e con la Provincia di Salerno, in un progetto di educazione-musicale nelle scuole, inerente alla tradizione dell’Agro Sarnese Nocerino e dei Paesi Vesuviani. Più di duecento sono i ragazzi coinvolti in questo progetto.
L’associazione come gruppo musicale ha partecipato come gruppo musicale a circa 200 manifestazioni in quattro anni, in Italia ed all’Estero:
Il B.I.T. 2000 e 2001 a Milano ed il B.I.T.E.G a Riva del Garda, Leçions de music a Parigi, Music people in Canada, Expo Scuola Paestum (SA), e così via. Dall’11 al 17 Settembre 2000 si è esibita in Germania a Monaco di Baviera. Nel 2002:"la domenica del Villaggio" con Mengacci.
Il gruppo "TAMBURA NOVA" completo è formato da Michele Barbato e Giovanni del Sorbo alle chitarre, Alfredo Benincasa al basso acustico, Pasquale Benincasa alle percussioni, Enrico Battaglia al mandolino e violino, Ermanno Pastore voce e tammorre, Cristiana Cesarano e Nuccia Paolillo voci femminili, castagnette e ballo.
Così Cantò Partenope è l'ultimo lavoro discografico dedicato ai classici autori dell'800 e '900 napoletano.
In ultimo, Tambura nova collabora con altre associazioni, in particolare con l’ass. Gusta Minori, per la diffusione delle tradizioni della Costiera amalfitana.
.............................................................................................. M° Ermanno Pastore.
DRAGAN TRIO
http://xoomer.virgilio.it/dragantrio/index.html
Dragan Trio, quartetto (sic) da strada e da camera naturalmente orientato verso est ma aperto a ogni genere di contaminazione.
Il Klezmer e la musica balcanica nelle sue varie forme come solido retroterra musicale e culturale su cui poi innestare brani propri, di tradizione jazz o classica: questo e' il viaggio del Dragan Trio, una vera trasvolata musicale all'insegna dell'ironia e della spontaneita', della freschezza e della contaminazione tipiche delle "gypsy band". La formazione essenziale e totalmente acustica permette al gruppo di esibirsi senza bisogno di amplificazione, in modo da ricreare un contatto diretto e immediato con le persone portando la musica nelle strade e nelle piazze.
Le esibizioni piu' recenti li vedono sul palco delle "Streghe di San
Giovanni", alla Ex Snia Viscosa per la rassegna "Buena Snia Social Concert",
alla Palma per "Musicattiva".
Partecipano a varie iniziative dedicate alla musica e all'arte di strada; un
loro brano originale viene incluso nel CD dell’edizione 2002 del festival
“Artistinpiazza” a Pennabilli. Si trovano spesso a lavorare assieme a clown,
funamboli e mimi, dando cosi’ vita a spettacoli bizzarri e imprevedibili in
giro per le strade della capitale.
I trascorsi dei singoli componenti del gruppo sono lo specchio di quel nomadismo musicale che il Dragan Trio costruisce nei suoi spettacoli: dal rock al jazz, dalla musica per banda alla canzone d'autore, dallo ska alla musica classica, i quattro individui hanno suonato veramente di tutto prima di trovarsi in questo progetto. Proprio su questa base il Dragan Trio condurra' gli ascoltatori nel proprio personalissimo (!) universo sonoro.
Un po' di "perle" raccolte in giro per strada
"Guarda un po', c'e' un cavallo morto li' per terra!" (alludono al contrabbasso)
"Ma voi suonate anche insieme?" (a Campo de' Fiori)
"Che musica fate? ... Er Klezmer de Roma?" (A Campo de' Fiori)
"...Si', pero' adesso ce la sonate la societa' dei magnaccioni?" (il comandante del barcone sul Tevere)
"Scusate ragazzi, non potreste dedicare un pezzo ai due poliziotti di quartiere?" (A Campo de' Fiori, un giornalista di GBR con troupe al seguito...)
LUCA BASSANESE
www.lucabassanese.it

Luca Bassanese nasce Vicenza, 29 anni fa.
Studia chitarra e pianoforte; inizia ad esibirsi all’età di 14 anni, ma il suo obbiettivo principale rimane costantemente scrivere ed interpretare le sue canzoni. La musica per lui è un’esigenza personale prima di tutto, ma sogna comunque di arrivare a più gente possibile perché, dice, “sono consapevole che tale esigenza sia un bisogno di comunicare i miei pensieri, le mie idee, con la speranza di dare un contributo ad uscire dall’anestesia e dall’indifferenza che circonda la nostra quotidianità”. Nel 2000 gli viene assegnato il “Premio La Spezia”. Lavora con alcune compagnie teatrali; è attore protagonista nel cortometraggio “Il mare” di Gionata Zarantonello, prodotto da Stream.
Luca Bassanese è un cantautore attento e poetico narratore del nostro vivere, lo racconta in maniera cosmopolita e spiazzatamente aperta, desideroso di conoscere e confrontarsi a nuove culture come necessità di crescita collettiva. Lo dimostra anche il suo modo di fare musica che unisce tradizione italica (Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano) alla patchanka (Manu Chao, Mano Negra), alle cadenze balcaniche.
E' la nuova promessa della canzone pop(olare) italiana: l'impegno e la denuncia sociale in un linguaggio moderno e smaliziato, il ritmo a incalzare inesorabile: ballare e lasciarsi andare, con la testa aperta sul mondo.
"Confini" è il brano che l'ha portato a vincere all'ultima edizione del prestigioso “Premio Recanati” , tra i più importanti festival della canzone d'Autore italiana, per la miglior musica.
E’ uscito il 18 marzo 2005 il suo CD "EP" dal titolo “Oggi che il qualunquismo è un’arte mi metto da parte e vivo le cose a modo mio” con quattro tracce all’interno come anteprima all’album in uscita per Ottobre 2005.
ll titolo del singolo dice Bassanese: “Più che un titolo è un’affermazione che faccio prima di tutto a me stesso, un po’ come guardarsi negli occhi allo specchio di prima mattina ricordando di non scegliere sempre la strada più breve, quella meno difficile".

TAMMURRIA
www.tammurria.it
Il gruppo Tammurria nasce nel 2003 ad opera di Alessandro Tuma e Barbara Spennato, volontari del Centro Diurno di Assistenza ai Disabili “Alberto Tuma”. Trova terreno fertile, grazie a molti amici che hanno sostenuto e appoggiato la loro iniziativa. La loro attività musicale quindi, nasce in un contesto solido, in una realtà dove le piccole cose trovano grande considerazione.
Gli stessi “TAMMURRIA”, sono volontari del “Centro Diurno Alberto Tuma”, e trascorrono le loro giornate allietando le ore pomeridiane dei ragazzi, con le loro canzoni e le loro tradizioni popolari. Il mito della “Taranta” e la realtà che li circonda, si fondano insieme e creano il loro affiatamento e l’instancabilità , che portano nel cuore e nelle loro mani.
Il
gruppo si compone di dodici elementi di cui otto musicisti e quattro
ballerini che intendono far rivivere gli usi
i costumi, le danze, i canti della tradizione popolare salentina.

Il CD
"Terra te sule"
realizzato nel 2004 è frutto della
collaborazione dei tammurria e di diverse realtà musicali della zona.
Al suo interno sono presenti sia brani classici della tradizione salentina
rielaborati e riarrangiati dai Tammurria , come "U rusciu tu mare", "Lu
tristu furese" , "Kalinifta" ed altri, ma anche brani scritti dal gruppo
stesso tra i quali "Lu salentu" , "Storia te core" o "Tammurria na malatia"
che vuole essere una sorta di inno del gruppo.
Tutti i brani, comunque , hanno al loro interno i ritmi caldi e frenetici della musica salentina, la polivocalità delle melodie e l'intreccio di strumenti musicali di ieri (tamburelli, nacchere, fisarmonica) e di oggi (chitarre, basso elettrico) , strumenti da sempre presenti nella tradizione salentina (violino a sonagli, organetto diatonico, violino) e strumenti che provengono da altre culture musicali ( djambè , maracas , congas ).
Il CD è composto da 15 brani e con il suo acquisto ( vai al sito) si può contribuire al grande progetto di solidarietà che i Tammuria cercano in qualche modo di finanziare.
ROSALUNA
www.rosaluna.it
I
Rosaluna
propongono una musica eclettica, che racchiude rock, etnica, psichedelia,
ritmi percussivi mediterranei e latini… Non ci sono etichette per
descriverla!
1999: E’ l’anno della formazione e del primo
demo-tape VIVALDI, nel quale Marco Ambrosi (chitarra e voce) Gianni Donvito
(basso e voce) e Daniela Rossi (Batteria) rielaborano in modo personale
l’attuale corrente del Post-Rock.
2000: Nell’estate esce il primo CD-R
autoprodotto MATA E GRIFONE.
2001: A luglio esce il primo EP ufficiale
BARRIERE, sempre autoprodotto. E’ l’anno dei primi concerti, dei concorsi
nazionali (vincono il concorso nazionale “Rockness” a Bracciano –RM-) e
delle prime recensioni. Il nome del gruppo comincia ad affacciarsi nel
panorama indipendente italiano, grazie soprattutto alla sua originalità. Si
arricchisce delle percussioni di Daniele Di Domenico e della presenza ormai
consolidata di Graziella Ferrise (chitarra, percussioni e voce). L’EP è la
risposta al precedente lavoro: alle sonorità più solari, si oppongono suoni
più cupi, che lasciano intravedere l’anima rock del gruppo, pur senza
abbandonare la matrice cantautoriale che si respira in “Milena” e
“Specchio”.
2002: A Gennaio il progetto si arricchisce
ulteriormente. Daniela Rossi e Daniele Di Domenico lasciano il gruppo, e la
formazione viene rivoluzionata dall’entrata di Pasquale Nigro (fisarmonica e
tastiere), Manuel Franco (percussioni) e Antonio Ruggero (batteria).
2003: La formazione è ormai ben rodata, e
Antonio Ruggero lascia il gruppo per curare altri progetti. Manuel Franco
passa alla batteria e il gruppo comincia a lavorare al nuovo disco. Nel mese
di febbraio parte un tour per promuovere INCROCIO, che riscuote ampi
consensi, da Milano a Reggio Calabria. A febbraio i Rosaluna incidono
“Andrea”, cover di Fabrizio De Andrè, che sarà inserita in una compilation
interamente dedicata al cantautore da vari gruppi italiani e che uscirà in
edicola col Mucchio Extra del 21 giugno.
A settembre esce nei negozi un album con tutti i brani di “Incrocio” in
veste rinnovata, con l’aggiunta di due inediti su etichetta LATLANTIDE/AUDIOGLOBE.
2004: Nuovo cambio di formazione per i Rosaluna…
Graziella decide di non suonare più nei concerti ma di collaborare
esternamente con i suoi testi e la sua voce, per dedicarsi alla sua più
grande passione: la letteratura!
…ed ecco che Gianni decide di abbandonare la sua attività di cantante!
Dopo un’iniziale spiazzamento i Nostri incontrano Nicola Montesano, cantante
di Sapri (SA), e Giuseppe Licciardi, bassista di Mirto Crosia (CS).
L’inevitabile accade… Si comincia a suonare insieme! Dopo soli venti giorni
di prove la nuova formazione dei Rosaluna si esibisce sul palco del Teatro
Masini di Faenza (RA) nell’ambito dell’Anteprima MEI-omaggio a De Andrè… La
nuova avventura parte avendo come nume tutelare il grande Faber!
…e ora? Ora si riprende da dove avevamo lasciato: il disco nuovo, atteso per
i mesi a cavallo tra il 2004 e il
2005!
VITO MERCURIO
www.vitomercurio.it
Diplomato in violino presso il conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, Vito Mercurio intraprende successivamente gli studi di composizione. La sua attività artistica si esprime in vari generi musicali. Lavora come violinista al teatro San Carlo di Napoli e partecipa all'Orchestra da Camera "Franco Michele Napolitano". Si esibisce con un suo "Trio" in numerosi concerti.
A questa intensa fase dedicata alla musica classica segue un momento particolarmente proficuo e creativo che lo vede impegnato con il musicologo Roberto De Simone nella partecipazione di numerose Opere Teatrali, tra cui si annota "Io Raffele Viviani", su testi di Viviani elaborati da Antonio Ghirelli. Si apre una felice parentesi con Edoardo Bennato con il quale si esibisce in una serie di concerti dal vivo.
È presente nell' LP "Aggio girato lu munno" del gruppo "La Nuova Compagnia di Canto Popolare", nel quale resta per ben otto anni. Diventa arrangiatore e autore di numerosi brani. Nasce l'album "Storie di Fantanasia", di cui il brano "Fantanasia" viene scelto da Lina Wertmuller e inserito nel film "Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti".
Stabilitosi a Milano, Vito Mercurio incontra Giorgio Gaber, che gli affida gli arrangiamenti della colonna sonora del lavoro teatrale dei brani, del disco di Ombretta Colli "Aiuto! Sono una donna di successo", non solo, ma lo ha voluto anche per la realizzazione delle musiche del suo spettacolo teatrale.
Nell'
87,
come coautore è presente al Festival di Sanremo con il brano "Nostalgia
Canaglia" cantato da Albano e Romina Power, brano classificatosi al terzo posto.
Sempre nell' 87,
prescelto a rappresentare la musica italiana, lo ritroviamo al "Mediterraneo
Music Festival" - Antalya (Turchia), dove viene particolarmente apprezzato per
il suo discorso musicale, ritenuto per eccellenza il linguaggio dei popoli del
Mediterraneo.
Torna al Festival di Sanremo nell' 88, come arrangiatore del brano "Mi Manchi", cantato da Fausto Leali (che gli affida anche gli arrangiamenti dell'album "Non c' è neanche il coro", in cui sono inseriti due brani, "Vedrai" e "Bambini Cattivi", di cui è coautore con Leali)
Lo ritroviamo ancora a Sanremo nell' 89 quale produttore di un giovane artista, Antonio Murro, che presenta un brano di Vito Mercurio: " 'A paura". Murro incide poi un LP in cui tutti i brani sono di Vito Mercurio.
La particolarità della sua
musica e la spiccata personalità artistica, gli permettono di essere spesso
ospite in trasmissioni televisive nazionali, tra le quali citiamo:
Tg l'una, Uno Mattina, Canzonissima, Tg Agricoltura, L'una Italiana, Gratis,
Torno Sabato - la lotteria con Giorgio Panariello, Le vie del mare ed altre.
In quest'ultimo periodo svolge un'intensa attività di compositore di musica classica e contemporanea. Ha da poco ultimato la sua prima opera "Alchimia", sinfonia elettroacustica per orchestra, voce recitante, soprano e live electronics, su testo di Carmela Forlenza, e numerosi brani per piccole formazioni.
Inoltre svolge un'intensa attività editoriale e discografica. Ha creato la "Note Di Merito", edizioni musicali che personalmente dirige. Figurano in catalogo numerose opere musicali firmate da nomi prestigiosi e da talenti emergenti della musica internazionale.
È
da qualche anno
impegnato con il suo
gruppo
"Vito Mercurio e Famiglia d'Arte",
nella diffusione e valorizzazione degli autentici valori della tradizione
musicale campana.
Una delle sue più fortunate composizioni, "Viandante", è stata recentemente incisa da Peppe Barra nell'album "Guerra" e dal grande Roberto Murolo nell'album "Ho sognato di cantare".
BALBALORD
www.balbalord.it
Balbalord suonano musica TRAD in maniera il più possibile coinvolgente ed energica, nel rispetto delle regole insegnate dai “puristi” ma con l’intenzione di chi prima di dedicarsi a questo genere ha suonato rock, punk, reggae-dub, ska, metal e via di questo passo. Anche gli arrangiamenti sono moderni ed improntati alla contaminazione e l’aspetto compositivo sta assumendo una sempre maggiore importanza nella proposta musicale del gruppo.
Ecco le loro proposte musicali:
CONCERTO da BALLO
Il BAL-FOLK dei BALBALORD è
incentrato sulla musica piemontese - occitana - centrofrancese - bretone, con
qualche incursione nella musica basca ed irlandese e comprende una buona varietà
di danze per dar vita ad una classica e coinvolgente festa da bal talvolta
coadiuvata dalla power-animazione del nostro
“Fatur” Mamo,
inviato BALBALORD in mezzo al popolo danzereccio.
ABASH
www.abash.it
Il gruppo Abash si
forma nell'ottobre del 98' sulla scia della rinata
musica etno-popolare salentina.
Alla ricerca di una identità, il gruppo incontra i ritmi tribali e ossessivi
della vicina Africa e le suadenti melodie orientali, ma l'anima rock prevale e
dà vita a quel rock mediterraneo un po' progressive di cui gli Abash possono
ritenersi unici interpreti.
Maurilio Gigante scrive il primo brano,"Salentu e Africa" e sarà il loro
manifesto musicale.

Nel maggio 2000 esce il loro primo CD "Salentu e
Africa", prodotto dal gruppo dove finalmente il popolare e l'etnico trovano
nuova linfa in una esplosiva miscela rock che specie nelle esibizioni live
suscita l'interesse di quella critica pugliese meno distratta dal fenomeno
"pizzica".
Il secondo disco esce nel Luglio del 2004 ed è prodotto da Rai Trade, successo di vendite per gli Abash che con "Spine e malelingue" confermano l'indirizzo progressive della loro musica ma anche il sogno di un di Mediterraneo di pace e un Salento approdo di nuove speranze.
DANIELE SEPE
www.danielesepe.com
Daniele Sepe nasce a Napoli.
La sua poliedrica attività comincia con il "Gruppo Operaio E Zezi di Pomigliano", con cui partecipa a numerosi Festival internazionali tra cui Rennes, Martigues e Bonn.
Dopo numerose collaborazioni con artisti del calibro di Gino Paoli, Roberto de Simone e Roberto Murolo, e ad un crescente interesse per la musicajazz, comincia a scrivere la propria musica da solo dando vita a formazioni che vanno dai 3 elementi a vere e proprie big band di 20 persone.
Nel 1989 esce il suo primo lavoro
discografico "Malamusica", seguito a breve distanza da "l'Uscita dei
Gladiatori".
Contemporaneamente scrive musica per il teatro, balletto e, soprattutto
per il cinema ("Blues metropolitano, L'Amore Molesto, "Cronaca di un amore
violato, etc.).
Rappresenta L' Italia in numerosi Festival tra cui Marsiglia, Nantes, Womex di Bruxelles, Etc.
Durante la Guerra del Golfo, autoproduce, assieme ad una cinquantina di musicisti napoletani, una musicassetta di canzoni pacifiste, che distribuisce gratuitamente fuori le scuole e le fabbriche di Napoli.
Nel 1994 pubblica il CD "Vite perdite" che
ottiene grande successo di pubblico e di critica, procurandogli l'entrata nelle
classifiche italiane ed internazionali.
Premiato come uno dei 100 dischi degli anni '90
da salvare dalla rivista "Rockstar", e miglior disco dell'anno da "Rockerilla.
Nel 1995 esce "Spiritus Mundi" che bissa i
successi di "Vite perdite", e che, assieme al primo, viene inserito in numerose
antologie a grande tiratura da "Polygram", "Il Manifesto" e "La Repubblica".
Sempre con il "Manifesto pubblica due CD dal titolo "Trasmigrazioni che
vede coinvolti numerosi musicisti "immigrati in Italia", e "Viaggi fuori dai
paraggi".
In seguito pubblica "Lavorare Stanca" per la Compagnia Nuove Indye.
ETNORITMO
www.etnoritmo.it

Il progetto musicale
PAOLO FARINA, ideatore del progetto
Etnoritmo, ha scelto di utilizzare per i testi di queste
canzoni il dialetto della propria terra di origine (Castellana Grotte, in
provincia di Bari) sia perché, come tutti i dialetti, è un linguaggio emotivo,
dotato di grande plasticità, sia per cercare di salvaguardare un patrimonio
espressivo diverso che l’attuale tendenza all’omologazione rischia di far
estinguere.
Le musiche di questo disco sono il
risultato della contaminazione tra diversi linguaggi musicali: canzone d’autore,
musica etnica (Sud Italia, Nord Africa e Vicino Oriente), rock e, in misura
minore, musica techno, jungle e drum’n’ bass.
I musicisti:
PAOLO FARINA: musiche, testi, voce.
Pugliese, trasferitosi a Milano
all’età di 23 anni, è autore di musiche e testi.
ROBERTO KRISCAK: tastiere, arrangiamenti, programmazione e
campionamenti per Mamm’ ind’a cucein’, Afr’ch’ italion’, Chessa terr’, Luna
bianca, Terra rossa, Cre matein’ Sole remix.
(Triestino, vive a Milano dove
svolge l’attività di tastierista e arrangiatore).
MASSIMILIANO LOTTI: chitarra elettrica, arrangiamenti, missaggi
(Incanta Studio, Milano) per Nan s’ sop’, Cre matein’, Mamm’ ind’a cucein’, Afr’ch’
italion’, Chessa terr’, Luna bianca, Terra rossa, Cre matein’ Sole remix.
(Milanese, è chitarrista, arrangiatore e tecnico del
suono).
SILVIO VERDI: basso elettrico, tastiere,
arrangiamenti per U re d’i cicch’, Luna bianca.
(Milanese, lavora come
bassista e arrangiatore.)
LELE SEGHETTI: tastiere, arrangiamenti in Cre matein’.
(Milanese, è tastierista e arrangiatore).
GIANCARLO PARISI: fiati in Mamm’ ind’a cucein’ (sax soprano),
Afr’ch’ italion’ (zammaruni, zampogna a paro cromatica), Chessa terr’ (flauto
dolce basso), Luna bianca (sax soprano, zammaruni), Nan s’ sop’ (friscalettu), U
re d’i cicch’ (clarinetto, friscalettu).
ANTONIO NEGLIA : chitarra acustica e classica in
Mamm’ ind’a cucein’, Chessa terr’, Terra rossa.
GIANMARCO PICUZZI: basso elettrico in Afr’ch’
italion’.
MIRELLA MASTRONARDI: coro e voce in Afr’ch’
italion’, U re d’i cicch’, Chessa terr’, Cre matein’ Sole remix.
MARIA ANTONAZZO: coro e voce in Chessa terr’, Mamm’
ind’a cucein’, Afr’ch’ italion’, Luna bianca, Terra rossa, U re d’i cicch’.
GIGI NARDELLI: coro e voce in Nan s’ sop’.
MINO DI MARTINO: voce in Luna bianca.
ARRIGO DUBAZ: missaggio per U re d’i cicch’ (Arix
Studio, Milano).
IL PICCOLO RICCARDO: voce in Luna bianca, Cre matein’
Sole remix.
VOCI IN DIALETTO BARESE:
Antonio N. e Giuseppe G. in U re d’i cicch’ e Afr’ch’ italion’.
GIANNI MAROCCOLO
www.giannimaroccolo.com
Gianni Maroccolo nasce a Manciano (GR) il 9 maggio 1960.
Un pezzo della
nostra storia. Gianni Maroccolo, o più intimamente Marok, per chi con lui ha
condiviso suoni e note, ha attraversato la scena del rock indipendente italiano
sotto le vesti - mutevoli e intrecciate - di musicista, produttore, scopritore
di gemme rare e, perché no, alchimista di incontri.
Musicalmente nasce a Firenze, il laboratorio della scena dark wave italiana,
dove negli anni ’80
dopo aver seguito i corsi di
contrabbasso, fonologia e musica elettronica del Conservatorio Musicale fonda,
nella sede storica di via de' Bardi, i LITFIBA.
Nello stesso periodo inizia a coltivare la passione per il connubio tra musica e
recitazione, componendo numerose colonne sonore per il teatro, su testi di
Gabriele D’Annunzio, Samuel Beckett, Pierpaolo Pisolini e Curzio Malaparte; per
il cinema, dove si occupa delle musiche di films come: “Tutti giù per terra”,
“Escoriandoli”, “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, “Paz”; per radio e
televisione dove compone musiche per documentari, cortometraggi e commedie
radiofoniche.
Con Piero Pelù, Federico "Ghigo" Renzulli (chitarra), Antonio Aiazzi (tastiere)
e Francesco Calamai (batteria) - sostituito prima da Renzo Franchi e
successivamente da Luca de Benedictis, in arte Ringo de Palma - i Litfiba vivono
la stagione del post punk italiano fino al 1989,
l'anno di "Pirata", quando Maroccolo e Ringo de Palma (in seguito morto
tragicamente) lasciano la band. Rimangono, di quell'avventura, gli oltre 400
concerti in tutta Europa e soprattutto il bellissimo album "17 Re", capolavoro
della band del quale Maroccolo ha curato interamente gli arrangiamenti.
Parallelamente ai LITFIBA fonda l’ensemble “BEAU GESTE”, con Francesco Magnelli
e Antonio Aiazzi; un progetto di musica elettronica minimalista che produrrà 3
albums e con cui realizzerà altre tre colonne sonore per cinema e teatro,
sonorizzazioni, installazioni sonore di spazi e mostre d’arte contemporanea.
Non abbandonando mai il ruolo di musicista e compositore, inizia nel 1987
l’attività di produttore artistico, collaborando con artisti di tutto rispetto:
CCCP Fedeli alla Linea, TIMORIA, ANDREA CHIMENTI, MARLENE KUNTZ, BANDABARDO’,
DIAFRAMMA, CSI, PGR, ecc.
Nel 1993 è membro fondatore dei CSI – CONSORZIO
SUONATORI INDIPENDENTI, il gruppo musicale che, guidato da Giovanni Lindo
Ferretti, riuscirà nel 1997 a raggiungere il
vertice massimo delle classifiche discografiche, pur non abbandonando mai la
ricerca musicale e stilistica che da sempre lo ha contraddistinto.
Parallelamente ai CSI, fonda l’etichetta discografica CPI – CONSORZIO PRODUTTORI
INDIPENDENTI, realtà emblematica della scena musicale italiana indipendente
degli anni ’90.
All’attività puramente musicale, si affiancano, seminari e docenze presso
scuole, università, ed enti e istituzioni collegate ai Progetti Speciali del
Fondo Sociale Europeo.
Con il doppio "Noi Non Ci Saremo" nel 1998 finisce
anche il percorso dei C.S.I. e con esso tutti i progetti paralleli (Il Maciste,
Sonica e i Dischi del Mulo), ma non l'idea di avere ancora qualcosa da dire con
la musica: Maroccolo si dedica alla composizione delle musiche che faranno parte
del primo disco dei PGR - Per Grazia Ricevuta, in cui
confluiscono la gran parte dei protagonisti dei CSI, orfani di Zamboni. Con i
PGR realizza tre album: Pgr, Montesole e il recente
d’Anime e d’Animali.
Fra il
2003 e il 2004
realizza la colonna sonora dello spettacolo teatrale “INIZIALI
B.C.G.L.F.” per la regia di Giorgio Barberio Corsetti e intraprende un suo
percorso “solista” che lo vede realizzare il suo primo album “A.C.A.U.
La nostra Meraviglia”, un piccolo gioiello di musica “minimal-pop” in cui si
ritrovano le voci e le musiche di una storia lunga 25 anni: Piero Pelù, Franco
Battiato, Manuel Agnelli, Giorgio Canali, Ginevra Di Marco, Cristiano Godano,
Fiamma, Lorenzo Cherubini, Cristina Donà, Andrea Chimenti, Federico Fiumani,
Franceso Renga, Raizz, Carmen Consoli, Giovanni Lindo Ferretti, Cia, Cristiano
Della Monica e poi Magnelli, Daniela Forma, Andrea Lepri, Nina "pigna" Maroccolo,
Alberto Cottica, Superpippo, Furio Di Castri, Vittorio Cosma.
Un disco psichedelico, semplice, sincero e diretto pensato nella sua bicocca
marina, in totale solitudine, proprio come ai primi tempi della sua vita
musicale...
Durante l’estate del 2004 è in tour con i PGR e cura insieme ad Ambrogio Sparagna e Giovanni Lindo Ferretti l’ultima edizione de “La Notte della Taranta”. Il M.E.I. “Audiocoop” gli ha attribuito il “Premio alla carriera 2004”.
Alla fine dell’anno 2004 lo ritroviamo insieme al gruppo MARLENE KUNTZ, come musicista stavolta: collabora infatti al loro nuovo album “BIANCO SPORCO” uscito nel marzo 2005 e sarà con loro sul palco nel tour.
Attualmente sta dedicandosi anche ad un nuovo progetto musicale con una giovane artista bresciana, IVANA GATTI, nella duplice veste di musicista e produttore, mentre prosegue l’attività didattica iniziata nel 1998, come docente e responsabile di area nell’ambito dei corsi finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro (nei settori di musica, spettacolo, multimedia) organizzati dal “CENTRO MUSICA DI MODENA” in collaborazione con la Regione Emilia Romagna ed il Fondo Sociale Europeo.
LUCILLA GALEAZZI
www.lucillagaleazzi.it
Lucilla
Galeazzi, cantante
umbra, autrice, ricercatrice di musica popolare.
Una carriera ricchissima di esperienze. la collaborazione con artisti del
calibro di Giovanna Marini e Roberto De Simone le hanno dato la possibilità di
esibirsi con grande successo nei teatri e festival europei più importanti e di
sviluppare una notevole tecnica esecutiva ed una raffinata sensibilità musicale.
La sua ricerca si è sempre orientata verso il mondo contadino meridionale,
riportando alla luce antiche ninne nanne, canti di lavoro, melodie popolari che
oggi tornano a noi grazie all'impegno di artisti come lei. In possesso di una
voce di grande bellezza e calore, ricca di influenze espressive e stilistiche
tipiche della nostra tradizione popolare, è una delle cantanti più interessanti
emerse negli ultimi anni nel panorama del folk revival italiano.
Ciò che colpisce di Lucilla Galeazzi è
quella sua voce antica, tonante, solidamente ancorata alla terra grazie a radici
che scendono nel profondo e sembrano continuare a scavare.
Lucilla, oltre ad essere una grande compositrice, è una straordinaria interprete
della tradizione, capace, come pochi, di provocare telluriche emozioni.
Nel 1977 entra nel mitico quartetto di Giovanna Marini e vi resta fino al 1984 tra concerti e dischi di valenza eccelsa e di diffusione internazionale.
Nel 1986 lavora negli spettacoli di Roberto De Simone accanto a Irene Papas e calca palcoscenici stellari, come il San Carlo di Napoli. Nel frattempo collabora con Ambrogio Sparagna, Carlo Rizzo, il maestro di bandoneon Mosalini, vince il Festival di Recanati con la canzone Il canto magico delle sirene, diventa solista dell'Orchestra Europea Jazz a Strasburgo.
Nel 2000 canta l'opera di Luciano Berio Folks Songs; canta a Roma per il Giubileo; interpreta a Chieti Passio et Resurrexio di Sergio Rendine.
Nel 2001 è ospite del festival Banlieues Bleues e alla Fête de la Musique, entrambi a Parigi; è invitata al Festival Folk Dranuter, il più importante del Nord Europa.
Venti le sue partecipazioni in sala di registrazione, centinaia i concerti in tutto il mondo.
MURRA
www.murra.it
Murra è un gruppo di musica etnica, con venticinque anni di attività, che per diciassette anni ha operato nel campo delle tradizioni popolari, svolgendo un lavoro di ricerca atto al recupero di ciò che ha caratterizzato la storia e la tradizione della Sicilia. Tuttavia il lavoro del gruppo, negli ultimi sei anni non si è limitato soltanto al tipo di ricerca suddetto ma anche all'introduzione di sonorìtà e strumenti tipici della cultura mediterranea in generale.
Il gruppo ha partecipato a manifestazioni di
vario tipo: festivals, rassegne, lavori teatrali, ecc.; ha partecipato alla I.
Rassegna del Canto e della Musica Popolare Premio 'A. Uccello" di Città del
Mare, nonché alla rassegna del Folk d’autore di Giacalone (PA). In entrambe le
occasioni lo spettacolo è stato ripreso e trasmesso da RAITRE.
E' stato ospite di trasmissioni radiofoniche della sede RAI Sicilia (Palermo e
Catania), nonché della manifestazione Vediamoci in piazza, in seno al IX
Festival della Canzone Siciliana, ripresa e trasmessa dalle emittenti private a
carattere regionale Antenna Sicilia e TeleEtna. In quest'ultima emittente è
stato ospite delle trasmissioni televisive NOIOGGI e Insieme. Inoltre è stato
ospite della trasmissione televisiva W l'estate su RAIUNO.
Il gruppo ha partecipato anche a manifestazioni
all'estero quali Lange Nacht der Museen (La Lunga notte dei Musei) tenutasi in
Germania nelle città di Mannheim e Ludwigshafen nel marzo del
'99, nonché
alla seconda edizione del Festival Nazionale Folk tenutosi a Malta nel maggio '99.
Nel settembre 2000
ha preso parte al Festival Internazionale di Teatro nelle Cinque Terre in
Liguria tra i cui ospiti vi erano anche Dario Argento, Dacia Maraini e Peppe
Barra. In occasione del festival il gruppo ha anche effettuato una performance
con Peppe Barra.
Ha pubblicato un CD dal titolo Murra. Con due brani del CD, nell’ottobre e nel
dicembre 2002,
è stato ospite della trasmissione Demo, che va in onda su Radio1 Rai, condotta
da Michael Pergolani e Renato Marengo. Ha partecipato alla MARATONA TELETHON
2002, dalla piazza di Catania, con diretta
televisiva su RAI2.
A maggio 2004
ha pubblicato il secondo CD dal titolo “Sale”.
Formazione
Raffaele Messina:
chitarra
classica, chitarra battente, basso, mandolino, bouzuky, voce solista
Giampiero
Cappellino:
fisarmonica, chitarra battente, percussioni, voce
Pierfrancesco Fazio:
percussioni, voce
Rosa Giambra:
voce solista, castagnette
Fabio Messina:
violino, mandolino, mandola, bouzuky, oud, ciaramella, percussioni, voce
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AIORESIS
www.aioresis.it
Dalla sua nascita (dicembre 2000) il
gruppo Aioresis è stato protagonista
in molte manifestazioni come feste patronali, sagre, feste dell'unità, festival,
convegni, per oltre 50 concerti all'anno.
Nel 2002 incide 5 brani di cui uno (Oria oriamu)
viene inserito in una compilation di brani inediti.
Nel 2003 incide finalmente il cd "W ci Balla", del
quale sono state già vendute oltre 3000 copie ed è in ristampa.
Nel 2004 l'energia e la musica degli Aioresis sono
state più presenti anche al di fuori della Puglia; si sono esibiti: in
manifestazioni per la promozione del Salento (a Roma, ad Alvignano (CE), a
Torino, a Messina, a Diamante, a San Salvo, ad Acerra, Cerreto Sannita (BN) e
Pesaro); in Festival (Emergenza Festival a Squinzano, Festival
Immigrantimmigrati a Paola (CS), Festival delle pro-loco a Monteroni); in
numerose feste e sagre estive in quasi tutta la Puglia. Inoltre il gruppo è
stato presente alla diretta su RAI2 del 9 gennaio 2005
dei programmi televisivi "Mattina in Famiglia" e "Mezzogiorno in Famiglia" ed è
stato ospite nel programma televisivo "L'AIA - suoni dal mediterraneo",
trasmesso su TELENORBA in prima serata il 17 aprile 2005,
ed infine l’organettista e il mandolinista hanno partecipato come orchestrali
all'ultima edizione della "Notte della Taranta" che si è tenuta a Melpignano
(LE) il 21 agosto 2004 e sono stati riconfermati
con l’aggiunta del flautista per quella del 2005.
Ad Agosto 2005 è stato presentato "Fuori la voce", l'ultimo lavoro discografico della giovane band salentina quasi completamente ristrutturata nel modo di vedere, vivere e suonare la musica che da sempre la contraddistingue. Numerosi i festival importanti di cui il gruppo è stato ospite, tra i tanti: La notte della Taranta, Vivifolk (CB), Solopaca folk fest (BN), Sudestival (BA), Diso folk fest (LE), "La luna nel pozzo" festival internazionale del teatro in strada (VE); numerose anche le date del tour estivo che ha portato gli Aioresis tra le folle di Puglia, Molise, Basilicata, Campania, Toscana, Umbria e Veneto e che gli ha visti dividere il palcoscenico con grandi nomi del folk e del teatro internazionale come Faraualla, Bizantina, Ziringaglia, Folkabbestia, Mijikenda Cultural Troupe, Uduchà, Boris ruge, La Compagnia dell’astronauta, Teatrovivo, Tecie du bà, Chiendent-theatre..
" ..... La storia degli Aioresis comincia a Sud, nella terra tra due mari chiamata Salento dalla città omonima della Calabria, nel Cilento. Questo angolo di Puglia si protende tra l'Adriatico e lo Jonio verso sud-est fino alla punta estrema: il capo di Santa Maria di Leuca. Il Salento, dunque, non è solo un sud, ma è già oriente, è terra di confine, dove per secoli si sono avvicendate le civiltà che hanno fatto la storia del nostro Paese: Fenici, Greci e Turchi hanno lasciato traccia nella cultura, nella storia e nella lingua degli autoctoni. In particolare, la Grecìa salentina è la zona ellenofona della provincia di Lecce dove un tempo si parlava il griko, oggi conservato nel repertorio di splendidi canti d'amore e di pianto dell'antico Salento ...... Gli Aioresis devono il loro nome ad un'antecedente classico del tarantismo, ossia all'antico rito dell'altalena, al quale corrisponde il mito di Erigone, figlia di Icaro, che dopo aver trovato il cadavere del padre, ucciso dai vignaioli ubriachi, corse ad impiccarsi ad un albero. Per mettere fine ai suicidi di massa delle vergini attiche fu istituita la festa dell'aiora, che si svolgeva in primavera, in un clima effervescente di festa di capodanno. Il rito dell'aiora era presente nel tarantismo e consisteva nell'atto di dondolarsi ad una fune appesa al soffitto delle abitazioni o agli alberi. La tarantata si lasciava dondolare dalla fune in un atto di identificazione simbolica con il ragno, che sospeso al filo della tela, oscilla trasportato dal vento ...... di Annalisa Marinello".
Gli AIORESIS sono:
Max Però
- organetto e voce
Giulio
Bianco
- fiati
Alain My
- chitarra e voce
Francesca
Dipierro
- voce solista
Agostino
Torsello
- tamburi a cornice e darbouka
collaborano:
Giulio "Skizzo" Rocca - batteria e "springi"
Alessio Gaballo - basso

I BIRBANTI
http://leonensemble.altervista.org
Leone Marco Bartolo
Voce, chitarre, flauto, friscalettu, basso, pianoforte, cassa, piatti e tamburo
Trasferitosi in Salento, nel 2002 fonda insieme ad Egidio Cogli "l’Ensemble", curandone le composizioni inedite ed i testi delle canzoni che ama spesso scrivere in quartine di endecasillabi in rima alternata. Ha suonato con l’orchestra di fiati di Gioia del Colle e con il complesso bandistico “V. Bellini” di Longi (Me); da qui la passione per la musica classica che si nota puntualmente nei suoi arrangiamenti. La sua passione per il teatro lo ha portato a musicare diversi spettacoli per l'attore Beppe Lo Parco e per la compagnia teatrale dialettale "Nebros".
Egidio Cogli
Voce e chitarre
Chitarrista eclettico, fantasioso e affidabilissimo ha imparato la chitarra osservando di nascosto da bambino le lezioni dei maestri di una scuola di musica… risparmiando parecchio sulla teoria. Il suo curriculum occuperebbe troppo spazio se scritto per intero: citeremo solo le sue collaborazioni con Pino Zimba, Claudio Miggiano, Zoè e la pubblicazione di diversi lavori tra cui l’ibrido rock “Piantiamola” dei Ripest. Lasciato il circuito musicale per qualche anno cerca di rientrarci con la sua Ensemble adesso. Alcune canzoni sono musicate da Egidio con la sua caratteristica verve e con l'inconfondibile classe di chi fa musica da più di una vita.
" Il nostro spettacolo non è assolutamente fisso: da un repertorio di circa 40 brani selezioniamo i più adatti al tipo di
pubblico o richiesta. Se si tratta di una serata all'insegna del ballo che ballo sia; al contrario, in una serata più
tranquilla si preferiranno brani più soft... e così via. Gli inediti sono molto importanti per permetterci di esprimerci
musicalmente, mentre nei brani tradizionali cerchiamo sempre di mantenerci entro certi canoni " (I Birbanti).
2 COSI'
www.hobisognodisuperman.it
Igor
(voce, autore testi e musiche) e
Greg
(chitarra),
i 2 Così,
cantautori poprock astigiani.
Il loro primo album insieme "Ho bisogno di Superman" (2003
Produzione Samigo/Distribuzione SELF) ha totalizzato 7.500 copie vendute.
Igor è al suo terzo album, avendone realizzati precedentemente altri 2 ossia
"Babele" (1998)
e "Pensieri Nevrotici" (2000).
I 2 Così
hanno
un'intensa attività live alle spalle (12 anni di concerti), dove si sono fatti
le ossa calcando i palchi di tutta Italia, suonando in varie cover band (ma
separatamente) e "assorbendo" da tutti gli artisti interpretati varie
caratteristiche che gli hanno poi permesso di formare il loro stile.
Le influenze musicali ed i loro ascolti spaziano a 360° dalla musica rock alla
classica e citando una loro frase: "La musica deve trasmettere delle
sensazioni, non importa il genere musicale, tutto quello che ci emoziona è per
noi buona musica".
Tra gli artisti preferiti: Beatles, Battisti, Bach, Vasco Rossi, Dire Straits,
U2.
Nel 2003 decidono di creare un progetto insieme, vista la comune passione per la musica e l'amicizia che li legava da anni e nascono così i 2 Così.
Nel solo
2004
hanno effettuato 70 concerti in tutta Italia, insieme alla loro band di 4
elementi (batteria, basso, chitarra elettrica, tastiere). Hanno suonato con
Marco Masini, Neffa, Oro, Daniele Groff, Stefano Zarfati, Simone Patrizi… Anche
all'estero si sono esibiti, in Svizzera, in Francia ed in Croazia.
Il video del singolo "Ho bisogno di Superman" vede protagonista Giorgia Wurth,
"volto nuovo" della RAI, attuale annunciatrice dei programmi su RAI 3.
I singoli dei 2 Così sono ad oggi in rotazione su oltre 500 radio in tutta Italia ed i videoclip programmati dalle principali emittenti televisive musicali.
Le loro interviste e recensioni sono state pubblicate su importanti quotidiani quali "La Stampa", "Musica di Repubblica", "Il Resto del Carlino", "Il Secolo XIX", "Il Mattino", su riviste specializzate quali "Musica e Dischi", "Rockstar", "Rocksound", "Rockerilla", su riviste teenagers quali "Ragazza Moderna", "Cioè", "Kiss Me", su grandi portali internet quali "Libero", "Kataweb", "Tiscali", "Supereva".
Il terzo singolo estratto dall'album "Ho bisogno di Superman", dal titolo "Sto già impazzendo (se non ci sei)" è stato inserito nella Compilation della rivista INDEPENDENT MUSIC e distribuito in tutte le edicole d'Italia. Per ascoltare e scaricare il brano clicca qui: http://www.leadrecords.it
I 2 Così militano nella Nazionale Cantautori, che effettua incontri calcistici per raccolta fondi a sfondo di solidarietà.
NUOVE
USCITE DISCOGRAFICHE:
Nuovo singolo
uscito a giugno 2005 dal titolo "Sarà Sara", che precede l'album, previsto per
l'inverno.
Il singolo è accompagnato dal video che vede la partecipazione di Ficarra e
Picone, comici di Zelig.
PRODUZIONE: Samigo, Lead Records, PM PROMOTION.
PROMOZIONE: PM PROMOTION
CARMINE TORCHIA
ctor16@libero.it
Sono nato a Catanzaro il 16 novembre 1977 e vivo a Sersale (CZ).
Nel 1994 ho cominciato a suonare nei NARADA, band del paese, il cui repertorio spaziava tra le cover dei grandi gruppi rock e le prime composizioni di tipo pinkfloydiana.
Nel 2003 ho dato il via al mio progetto solista, caratterizzato da un repertorio fatto totalmente da mie canzoni, ed inventandomi un nome d’arte: NEON MODI'.
Nel 2004 partecipo alla XV edizione del Premio Recanati. La canzone che ho presentato si è piazzata nelle prime 42 (fasi semifinali del concorso);
a dicembre partecipo al Premio Battisti Sanremo, la mia canzone si piazza nelle prime 45 (fasi semifinali del concorso);
partecipo alla XV edizione di Arezzo Wave arrivando alle finali regionali;
partecipo al Premio Mia Martini, che mi invita a partecipare alla fase successiva che si tiene a Roma;
sono ospite musicale (d’ora in poi non più col nome d’arte ma con quello anagrafico) dell’Omaggio a Giorgio Gaber e del Festival di Letteratura “Parole Erranti” curati dalla Pro-loco di Cropani (CZ) e dal periodico “La Masnada”, e del Premio Carmela Borelli curato dal Comune di Sersale (CZ).
Nel 2005
a luglio partecipo al Malgrate Festival che mi conferisce il premio alla critica per il miglior testo tra le canzoni inedite;
sono ospite musicale del II Festival di Letteratura “Parole Erranti”;
partecipo al 1° Festival di musica a Cropani Marina (CZ) che mi conferisce il premio alla critica per il miglior testo e il miglior arrangiamento;
partecipo alla prima edizione del Premio Musica Controcorrente che si tiene a Poggio Bustone (RI), paese natale di Lucio Battisti. Mi vengono conferiti:
1. il Primo Premio;
2. il Premio “Musica Controcorrente” alla personalità artistica;
3. il Premio “Città di Poggio Bustone”;
partecipo alla IX edizione del Festival Nazionale Vocidomani, che si tiene a Pescara, sono tra gli otto
finalisti;
suono al MEI di Faenza.
Ascolto prevalentemente musica italiana.
Ho conseguito una laurea in Architettura nel 2003 presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nella vita notturna, dal 1999 dipingo.
.
SERAFINO
www.serafino.it
1992 Prima esperienza discografica: la rivista Tournèe produce il CD promozionale "Albaria" allegandolo al mensile; fino al 1994 Serafino colleziona una serie di concerti recensiti positivamente da giornalisti del settore.
1995 A Novembre esce il CD "Serafino", album che contiene il singolo "Mina Vagante", programmato in diverse emittenti radiofoniche. Il 7 Giugno Serafino si esibisce, con la propria band, all'interno dello spettacolo Il Circo di Paolo Rossi e il 22 Dicembre, al Teatro Smeraldo di Milano, apre il musical Jesus Christ Superstar.
1996 Conduce, insieme ad Ilaria Paganini, un programma musicale dal titolo Suono Vitale destinato ad un circuito di emittenti televisive private. Il 24 Dicembre è protagonista, in Piazza Duca D'Aosta a Milano, di una performance in acustica; il TG3 propone un servizio con l'intervista a Serafino.
In questi anni Serafino lotta al fianco di Mimmo Ferrante contro le barriere architettoniche e culturali che affliggono i disabili. Diverse manifestazioni, a volte eclatanti, vengono riprese dai media nazionali. Ferrante, amico inseparabile del musicista, scompare nel Dicembre del 1996 affetto da una gravissima forma di distrofia muscolare.
1997 Il 4 Dicembre viene presentato il CD "Provare per credere", musicato e interpretato da Serafino con il supporto vocale di artisti del calibro di Franca Rame, Paolo Rossi, Claudio Bisio e Pino Scotto; il progetto è un tributo a Mimmo Ferrante. Nello stesso mese il cantautore partecipa a Telethon (RAIDUE) con il brano "Mi dichiaro in arresto" e a Help di Red Ronnie . Da segnalare la recensione su Tutto Musica con l'intervista a Paolo Rossi e Serafino.
1998 Il 28 Gennaio un concerto di Serafino al Palavobis di Milano saluta una settimana di celebrazioni in onore a Ghandi. In Ottobre parte dal Circuito Cinquestelle per il Sud Italia, un programma denominato Sudando Musica, contenitore di viaggi alla scoperta di talenti delle regioni meridionali che, attraverso il mezzo televisivo, raccontano le vicissitudini che accompagnano la vita di un artista; Serafino conduce e improvvisa jam session con i suoi colleghi… La sigla del programma è il brano "Mi converto". Il 16 Dicembre Fuego (ITALIA 1) presenta in anteprima il Videoclip "Chi mi accompagna?". In esclusiva, viene proposta un intervista a Roberto Baggio e Serafino che riesce a far reppare il calciatore su di una ritmica serrata e coinvolgente; l'iniziativa, coordinata da Luca Bonato, fa parte di una campagna di sensibilizzazione promossa dall'ANFFAS per la revisione di una legge ai soggetti affetti da gravi disturbi psichici.
1999 Il 2 Febbraio è ufficialmente in distribuzione (RTI) il singolo "Chi mi accompagna?": RAI, MEDIASET e moltissime emittenti private dedicano ampio spazio all'evento con una serie di servizi; le testate di TV Sorrisi & Canzoni, il Corriere della Sera, la Repubblica, il Mattino, La Stampa e La gazzetta dello Sport non risparmiano recensioni, grazie anche ad un comunicato diramato dall'ANSA. Nel corso del 49° Festival di Sanremo, il 26 Febbraio, Serafino si esibisce in concerto presso lo spazio allestito da Video e Radio Italia Solo Musica Italiana che inizia a programmare, via satellite, il Videoclip con Baggio. Nel mese di Luglio Serafino è protagonista di un evento davvero originale: a Fuscaldo, paese del tirreno calabrese, viene promossa una vera e propria petizione popolare per chiedere, agli amministratori locali, di organizzare un concerto del cantautore che si esibirà giorno 8 Agosto presso l'affollato Lungomare.
2000 Dal mese di Gennaio fino a Maggio, Serafino è ospite in diverse puntate del programma televisivo Casa Mosca, condotto da Maurizio Mosca, proponendo la propria musica con performance dal vivo in versione acustica. Il 26 Febbraio è di nuovo a Sanremo ma in qualità di ospite, con la band al completo, della rassegna Sanremo Rock Festival. Iniziano le registrazioni dei nuovi brani inediti e inizia una collaborazione artistica con l'attrice Bedy Moratti che presta la propria voce in un brano d'atmosfera dal titolo "Cerco Spiegazioni" presentato sul web. A fine anno Serafino viene riconosciuto come miglior artista emergente della musica mediterranea.
2001 Concerti unplugged sanciscono la versatilità e il talento di un artista che comincia ad essere apprezzato da musicisti di fama internazionale qual è Tullio De Piscopo. Serafino infatti inizia un rapporto di collaborazione con il batterista-cantante partenopeo. Ad Aprica i due si esibiscono sullo stesso Palco sprigionando energia musicale e adrenalina pura. Il singolo "Il mio Compare" dal 7 Maggio inizia ad essere programmato oltreoceano da una station americana, Radio 740 AM di Boston (USA); lo stesso brano raggiunge la vetta della speciale classifica redatta dal portale www.mp3.it per l'alto numero di downloads e, dal mese di Novembre, iniziano a programmarlo anche le radio italiane. Nello stesso mese, viene realizzato il Videoclip "Il mio Compare" nella cittadina di Cetraro e i registi sono gli studenti della Scuola d'Arte del comune calabrese.
2002 Il 3 Maggio viene presentato al Classico Village di Roma il Cd "Uè compà", un EP di 4 brani inediti, disponibile solo attraverso Internet. In Estate Serafino raggiunge la vetta della classifica italiana di Vitaminic. Continua il successo dei brani di Serafino sulla rete, sono infatti decine di migliaia i downloads complessivi e il brano “Naviga nella rete”, lanciato in via promozionale su Vitaminic, rimane in testa alla classifica etnofunk per diverse settimane. Una nuova versione del brano “Chi mi accompagna?” raggiunge la vetta della classifica italiana dello stesso portale.
2003 Il 30 Giugno esce su etichetta Swing, distribuito da Self, il singolo “Naviga nella rete”. In Agosto Serafino partecipa, in qualità di ospite, al Girofestival in onda sulle reti RAI, al TimTour nella tappa di Palermo e a NordSudOvestEst su RAIDUE.
2004 Il progetto Suoneria Mediterranea si concretizza con il nuovo programma musicale curato da Serafino in onda su Telespazio 1, un contenitore all’interno di “E’ sempre Domenica” condotto da Paolo Giura e Luigi Grandinetti. il 10 Maggio “VERISSIMO” (Canale 5) trasmette una intervista al cantautore, realizzata in Calabria, regione in cui vive. “A Sud io migrerò” diventa la sigla del programma estivo “La mappa dei piaceri” in onda su Telespazio tutti i giorni da Giugno a Settembre.
2005 A Febbraio il brano “100% Calabrese Sugnu” balza al 1° posto dei brani più venduti su Vitaminic, e il 23 Maggio esce nelle radio italiane il singolo “Very Etnico”; il 19 Giugno RadioRai1 propone una intervista e tre brani dell'album in anteprima. Dal 20 Giugno “A Sud io migrerò” è ancora la sigla del programma “La mappa dei piaceri”. La canzone “Il Cinematografo” diventa colonna sonora del Magna Graecia Film Festival. Il 22 Agosto, a Decollatura, è ospite di “Ad esempio a me piace il Sud” per ricordare il compianto Rino Gaetano.
2006 Il 13 Gennaio, su Telespazio 1, riparte la nuova serie televisiva "Suoneria Mediterranea", il programma musicale ideato da Serafino, dedicato agli artisti e alle produzioni realizzate al Sud. Il 23 Gennaio esce nei negozi l'Album Very Etnico e il 5 Febbraio parte da Napoli un tour per promuovere il nuovo Cd. "Arabica Cafè" è il singolo in programmazione nelle radio italiane.
KALAMU
www.kalamu.it
In sintonia con una diffusa tendenza
artistica improntata alla valorizzazione della tradizione e della
cultura meridionale ci siamo dedicati, ormai da tempo, alla ricerca e alla
riscoperta della nostra terra d'origine.
Nel
2000
nascono i Ventu Novu, improntato la loro musica nella tradizionale meridionale
contaminata da Rock, Blues e Country, dando vita allo spettacolo TANTATARANTA:
una rigenerazione storica e musicale della tarantella.
Nel
2002
viene pubblicato il primo CD "Donna Calabria" ...un viaggio attraverso il Sud e
soprattutto un viaggio nella Calabria: sensazioni, stati d'animo, paure ma anche
storia, piaceri, sole, mare... in una delle meravigliose terre del mediterraneo.
Parte il tour con date
importanti quali il Ritmo Festival di Pagani SA. Nello stesso anno Luca Ferrari
pubblica "Folk geneticamente modificato" in cui il gruppo viene inserito.
Nel
2003-04
esce il secondo album "Dalla
terra dei Briganti", i testi si inaspriscono per raccontare una terra non facile
che raccoglie storie di briganti vecchi e nuovi. L'album suscita grande
interesse della critica e del pubblico arrivando in breve tempo alla ristampa.
Lo accompagna un tour ricco di tappe , di incontri e scambi con artisti e nuovi
amici. Oltre sessanta concerti tra cui più di 7000 persone presenti per il
concerto della Fiera del Lavoro UNICAL CS; più di 5000 al Villaggio Globale di
Roma, il cui concerto viene trasmesso su RADIO RAI STERO 1; più di 4000 a Scalea
per il Laos Fest e ancora Festa della Primavera a Lancusi e Village at Fisciano
Università di Salerno, fino al Cpa di Firenze e nell'estate del
2004 quasi tutte le sere
in concerto.
L'entusiasmo della gente li
spinge a proseguire...
Nel 2005
parte il nuovo progetto: Kalamu...musica
calabra.
I colori del Sud prendono vita
in ritmi, musiche e danze...
La Calabria torna protagonista
in un'evoluzione di suoni contaminati del mondo che la circonda per dare voce ad
una cultura antirazziale e senza frontiere;
prende così forma il desiderio
di parlare al mondo, lontani dall'autocommiserazione, per raccontare una terra
non facile ma capace di ironizzare sui suoi difetti e sui suoi problemi.
Una musica del passato che
ritorna per rapire e travolgere le emozioni della gente.
Kalamu diviene voglia di
divertirsi danzando e zumpando sotto la luna per abbracciare la fortuna, per
raccontare...chista Kalamu che avimu dentro.
In
marzo 2005
esce il singolo "Kalamu"
che contiene 3 brani. Parte il nuovo tour che tocca tappe importanti quali il
Villaggio Globale di Roma, il C.P.A. di Firenze e di grande rilievo il seminario
musicato organizzato dall'Università della Calabria, il primo sperimentato
dall'università, con grande successo.
Maggio
2005
esce l'album "Calafrica",
prodotto dalla Sana Records di Milano e distribuito in tutta Italia dalla
Audioglobe. Dodici tracce inedite che riscuotono fin da subito l'approvazione
del pubblico; l'album denota una maturità del gruppo confermando ancora una
volta la loro creatività e spontaneità musicale... lasciando un ottimo sapore in
bocca. Sonorità etniche si mescolano alle più pure e semplici melodie del Sud
Italia; una combinazione che riesce spontanea, quasi naturale.
Si parte dalla Calabria per
abbracciare tutte le culture.
Parte
l'omonimo tour con un programma ricche di date: oltre 40 concerti estivi che
vedono i Kalamu percorrere affascinare e travolgere tutto il sud Italia: un
susseguirsi di grandi date dal Nunnefacundo festival di Buonabitacolo SA al Rock
festival PA fino ad arrivare all'Italian Gusto Festival di Londra con ben tre
concerti. Si continua con un inverno di interessanti e nuovi appuntamenti nel
Nord Italia.
ROMANO SCARFONE
www.romanofolk.net
Romano Scarfone Cantautore e Cantastorie Calabrese, diplomato in Trombone presso il Conservatorio di Musica F.Cilea di Reggio Calabria, ha sempre fatto della musica una condizione mentale che lo completa uomo. Fondatore di alcuni gruppi Bandistici, ha saputo trasformare le piazze in palcoscenici, dove i suoi allievi hanno avuto l’opportunità di vivere una straordinaria avventura artistica.
Nel sud, da sempre,il dolore segna la poesia, una poesia spesso non scritta ma tramandata dalla memoria degli uomini. Non è eccessivo affermare che le canzoni di Scarfone nascono proprio dalla necessità di recuperare quei versi scomparsi, di reinventare ciò che è stato. La sua voce è calda e flessibile dotata di un potere evocativo in grado di conferire umanità e credibilità alla sua musica. Infatti alla classica ballata, egli riesce a coniugare respiri melodici più ampi, moderatamente coniugati con ritmi e suggestioni moderni. Ma all’occorrenza, Romano sa pure sorridere, ironizzando sui mali di oggi in brani quali "L’euro".
A parte la dolcezza nostalgica di Vent’anni, l’album U TEMPU VOLA , gli arrangiamenti sono stati curati da Pin Pulitanò chitarrista è collaboratore di Romano di indiscusso valore artistico, e interamente cantato in dialetto calabrese. Ed è proprio dalla riscoperta di questa dimensione dialettale che affiorano i ricordi di personaggi quali "Micu l’urzu". Il vecchio campanaro della chiesa, o "U Foliaru", che, per sfuggire alla miseria, diceva di aver inventato una medicina naturale per annientare i parassiti e i topi che infastidivano i cittadini dei nostri paesi. In questo lavoro non può trovare spazio l’amore, la malinconia lasciata dall’esistenza dei segni ( U TEMPU VOLA), Il paese rintanato tra cielo aperto e mare Paisi di Zarrumbica e farfalli. L’album di Romano Scarfone è dunque un atto d’amore verso la sua terra, ma lo spazio della sua immaginazione è vasto.
Domenico Stranieri (critico musicale)
Ultimamente Romano ha collaborato con la compagnia teatrale di Roccella, componendo le musiche della commedia teatrale A RUGA. Con Domenico Antonio Sgrò famoso poeta dialettale, ha musicato tante sue poesie,una delle ultime che sta riscuotendo molto successo da me musicata e arrangiata SULU PROMISI.
Ha musicato diverse poesie del poeta Giuseppe Dieni. Con Salvatore Dipaola poeta genovese ha musicato e ha arrangiato due poesie "A Genova" e "A mia Nonna" ottenendo un lodevole successo. Il suo gruppo è formato da cinque validi musicisti, e una voce femminile.
Romano è regolarmente iscritto alla S.I.A.E. E' autore e compositore di circa 110 canzoni. Attualmente è impegnato a preparare i concerti per il tour in Australia. Romano è disponibile per qualsiasi tipo di manifestazione.
BRUNO CAMEDDA
www.brunocamedda.com
Bruno Camedda nasce a Villacidro nel Marzo del 1964, all'età di dieci anni viene avviato dal padre allo studio della fisarmonica. Dal nonno, suonatore di Launeddas (allievo del grande Maestro Efisio Melis), eredita le prime "Nodas" (frasi musicali tipiche della musica sarda). All'età di quindici anni inizia a suonare professionalmente nelle piazze con vari gruppi folk e orchestrine di "liscio" e di altri generi musicali.
Nel
1979
consegue presso l'accademia Lanaro di Roma i primi diplomi in fisarmonica.
Nel 1987
si trasferisce in Francia dove continua gli studi nel conservatorio Nazionale di
Avignone. Si finanzia gli studi suonando musica Provenzale nell' "Academie
Provençale d'Avignon" e musica "musette"e "gitana" nei battelli sul Rodano e in
vari locali della regione.
Con il violoncello suona occasionalmente nell'"Opera d'Avignon" ed entra a far
parte della "Jeune Orchestre d'Avignon-Vaucluse" e in varie formazioni di musica
da camera, effettuando numerose tournee in Europa.
Nel 1990
termina gli studi musicali conseguendo il più alto riconoscimento rilasciato dai
conservatori di musica francesi: medaglia d'oro in violoncello e in musica da
camera. Attualmente si dedica alla musica etnica come ricercatore interprete e
insegnante della musica popolare sarda, ha scritto e redatto con l'aiuto del
padre Ennio, numerose opere didattiche tra cui un opuscolo di teoria interamente
in "limba sarda", da lui utilizzato assieme agli ausili didattici
dell'antropologo A.F.W.Bentzon (archivio "S'iscandula") in vari progetti
scolastici.
Come musicista continua ad
esibirsi nell'isola e all'estero esprimendo con forte stile personale i
linguaggi coreutico-musicali comuni all'intera isola. La costruzione delle sue
performance si muove fra la marcata aderenza alla grammatica strutturale della
tradizione e si apprezza per il gusto jazzistico che sa imprimere.
Dal 1995
suona con Orlando Mascia e Paolo Zicca, (con successivo inserimento di Gianni
Atzori e altri occasionali collaboratori), in un gruppo etnomusicale denominato
"Fùrias" (prendendo spunto da una frase musicale del repertorio delle
launeddas).
I Fùrias contribuiranno con l'associazione "s'iscandula", alla nascita nel 1997 della prima discoteca di musica sarda "bell'arrosa", unica nel suo genere al mondo.
Ha collaborato (componendo e arrangiando per alcuni) e inciso per vari artisti sardi, tra cui: Franco Madau, Paolo Pillonca, Paolo Boi, Andrea Parodi, Duo di Oliena, Tenores di Neoneli, Sandra Ligas, Antonio Pani, Emanuele Garau, Antonello Puxeddu "Reverendo Jones" , Tribù Mediterranea ecc., nel 2000 ha inciso il suo primo CD "PESADAS", nel 2005 il suo secondo CD "DODILLAS"
CATALDO PERRI
www.cataldoperri.it
Cataldo Perri
nasce a Cariati (CS) dove lavora come medico di medicina generale, coltiva dagli
anni universitari una grande passione per la musica popolare.
Suona in maniera preponderante la chitarra battente, tipico strumento della
tradizione musicale agro pastorale dell'Italia meridionale.
Nel giugno 92
è stato invitato alla York University di Toronto per delle lezioni concerto
sulla battente.
Ha suonato con Peppe Barra nella tournèe estiva del
1993.
Ha ideato, scritto le musiche ed il canovaccio teatrale dello spettacolo " Laura
e il sultano", ispirato alla vicenda di una ragazza di Cariati rapita dai turchi
nel 1500
e divenuta la favorita del sultano di Costantinopoli.
Lo spettacolo è stato rappresentato al teatro Rendano di Cosenza e poi nei
teatri tedeschi di Norimberga e di Waiblingen.
Le musiche dell'opera ,edizioni Raitrade, vengono distribuite su cd dal titolo
"Rotte saracene". Le stesse musiche vengono spesso utilizzate dalla Rai quale
commento di varie trasmissioni televisive (Sereno variabile, Mediterraneo, Linea
blu……)
Ha suonato a Liverpool nell'ambito del progetto artistico "Invisibles cities ".
Ha scritto le musiche dello spettacolo " La zampogna e il violoncello"
rappresentato dal teatro dell'Acquario di Cosenza a Copenaghen nell'agosto
2000
in occasione della rassegna " Fire and ice".
Ha suonato nel luglio 1998
al " Festival dei due mondi di Spoleto".
Ha suonato con Eugenio Bennato nell'ambito di "Tarantella Power".
Ha ideato e scritto le musiche dello spettacolo "Bastimenti", ispirato alla
vicenda esistenziale del nonno partito per l'Argentina nel
1924
e mai più ritornato.
Lo spettacolo è stato rappresentato il
16-09-01
al teatro Rendano di Cosenza con la regia di Daniele Abbado, testi di Boris
Stetka, la Philarmonia Mediterranea, attore Giovanni Turco, ospiti Agorà, Mario
Arcari, Beppe Quirici, Armando Corsi, Lutteberg, Checco Pallone, Rosa Martirano,
sotto la direzione orchestrale del Maestro Luigi De Filippi.
Ha suonato alla "Fiera del libro di Torino" in occasione della presentazione del
libro Bastimenti (edizioni Guzzardi- Progetto 2000).
E' stato ospite di alcune trasmissioni Rai , è stato invitato al Columbus day di
New York 2002
per un concerto all' Italian Center di Stanford. Nell'ottonre
2003
su invito dell'istituto di cultura italiana ha tenuto un concerto alla Jubilee
Hall di Singapore- Nel febbraio
2004
ha tenuto un concerto nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles.Nel maggio
2004
Bastimenti è stato rappresentato al teatro Pavone di Perugia e nel luglio dello
stesso anno a Stoccarda (Germania).
Collabora
stabilmente col gruppo di musica etnica calabrese
Agorà
che utilizza tutti gli strumenti della tradizione popolare( la lira, la
zampogna, i doppi flauti, la chitarra battente, la tammorra ecc…).
Nel febbraio 2005
è uscito il suo nuovo disco Bastimenti che racchiude alcuni brani dell'opera
omonima e sei nuovi brani.
Al disco hanno collaborato alcuni fra i più grandi musicisti italiani fra cui
Armando Corsi , Mario Arcari (già collaboratori di Fossati e De Andrè), Paolo
Innarella, Lutteberg , Checco Meo, Piero Gallina, Enzo Naccarato, Checco
Pallone, Rosa Martirano, Giovanni De Sossi.
ALKEMICA
www.alkemica.com
La Nascita del Gruppo Alkemica si
deve ad Emanuele e Mirko, che, da tempo stufi di vedersi reciprocamente in altri
gruppi, decidono di Formare una Rock Band tutta loro.
Molti gli sforzi dei due che nel frattempo ammassavano "materiale creativo" per
le loro future canzoni.
Si intravede uno spiraglio di luce nel Giugno del
2006
quando conoscono Valeria Morelli, Cantante reduce anche lei da altre esperienze
tra cui il concorso canoro "Mia Martini". Serviva però ancora qualcos'altro,
così i tre si mettono alla ricerca di un basso e di un altra chitarra. La
Ricerca si conclude con l'inserimento di Paolo Scorza e Maria Francesca Bloise,
rispettivamente Chitarrista e Bassista.
Era tutto pronto per iniziare.
Il Gruppo muove i primi passi con il Nome di "The NaMeless", proponendo delle Cover come: "The Trooper - Iron Maiden" "Don't Cry - Guns'N Roses" "Highway to the Hell - AC/DC" ... Cover che Eseguiranno con riscontri positivi al "Cosenza Music Contest" tenutosi nel Luglio del 2006. Poco più tardi decidono di voler Lavorare Seriamente, così incidono alcune copie di CD Demo con le cover che hanno riscosso più successo. Da qusto cd si intuiscono le potenzialità del gruppo, che decide di fare il passo avanti abbandonando completamente le Cover per dedicarsi alla creazione di pezzi inediti. La Loro Musica si baserà sulla ricerca di sonorità particolari, che spaziano dai ritmi medievali a ritmi etnici con un orecchio particolare alle sonorità nord africane, pur mantendendo un animo Rock. Dopo Tre Mesi dalla Nascita, il Gruppo, cambiato nome in "Alkemica", presenta 4 Pezzi inediti alle Selezioni Regionali del "San Remo Rock Festival & Trend 2006" tenutosi il 26 Agosto del 2006 a Rotondella (MA) classificandosi Primi. Presso la "Sud Studio Recording" di Angelo Sposato, registrano più tardi il loro primo Demo Cd con 3 Pezzi inediti: "Alle Porte dell'Anima", "Ira" e "Malinconici Desideri"
Ora, con entusiasmo, gli Alkemica si stanno preparando per le Semifinali Nazionali del "SanRemo Rock Festival & Trend" che si terranno dal 20 al 23 Novembre 2006 a Faenza.
Il Gruppo è Formato da:
Voce:
Valeria Morelli.
Chitarra:
Dantemanuele De Santis.
Chitarra:
Paolo Scorza.
Basso:
Maria Francesca Bloise.
Batteria e
Percussioni:
Mirko Cozza
PINO PONTUALI
www.pontuali.com
Pino Pontuali si interessa di musica tradizionale e dal 1980 fa ricerca nelle campagne e nei paesi più sperduti del Lazio, raccogliendo testimonianze sui canti e sulle musiche tradizionali. Dai suonatori tradizionali acquisisce una notevole esperienza di tecnica esecutiva dell’organetto ed un vasto repertorio di musiche da ballo popolare (saltarelli, tarantelle, gighe, tresche, tresconi, manfrine, scotis, courente, quadriglie, polche, valzer mazurche, ecc.). Profondo conoscitore del repertorio per organetto, in particolare del centro Italia, è molto attivo e richiesto nelle manifestazioni di musica tradizionale, dove la sua capacità di coinvolgimento è trainante. Ha partecipato, come ospite, a trasmissioni radiofoniche e televisive. Organizza e tiene seminari sulle tradizioni musicali del centro Italia, con concerti lezione accompagnati dalla esposizione, e spiegazione sull’uso, di autentici strumenti musicali rurali. Attivamente impegnato nella didattica, insegna regolarmente organetto ad Anguillara Sabazia (dove vive). Ha fatto parte di numerosi gruppi musicali (“Su Stracasu”, “li Bettolari”, “Cromantica”, “I Forestieri”, “Il Narratore Ambulante”).
Attualmente fa parte dei gruppi:
“La Piazza” (dal 1992): ricerca e riproposta dei canti e delle musiche tradizionali del Lazio;
“IL Carro delle Stelle” (dal 2000): riproposta dei canti e delle musiche popolari delle regioni italiane;
“I Musici Ambulanti” (dal 2003): musiche da ballo contadino dell’europa occidentale.
In solitario esegue musiche da ballo popolare, stornelli, serenate, canti narrativi e canti da osteria.
DISCOGRAFIA:
1994 - La Piazza “Amore piccolino fatte grande ....” / CD/MC Robi Droli RDC 5020
1995 - “Atlante di musica tradizionale - Roots Music Atlas” / CD Robi Droli nt 6736
1997 - La Piazza “Milandè” / CD Robi Droli fy 8003 2
1997 - “Atlante di musica tradizionale 2 - Roots Music Atlas 2” / CD Robi Droli
2002 – Il Circolo Gianni Bosio “.....Vent’anni dopo” / CD Ed. Il Manifesto
2002 – “I Canti della Provincia di Roma” / CD Provincia di Roma
2007 – La Piazza “Ma che razza de città” / CD Ed. il Manifesto
ARANGARA
www.arangara.it
Arangara nasce come progetto personale del cantautore di origine calabrese Gianfranco Riccelli, che nella primavera del 2005 decide di incidere 14 degli svariati brani scritti nel corso della sua vita, dando così vita all'omonimo album: Arangara, appunto. Arangara racchiude una sintesi dell'espressione artistica di Gianfranco Riccelli, la quale si sviluppa con racconti intrisi delle più intime e genuine tradizioni della sua terra di origine, alla quale tutti i suoi figli, ma ancor di più quelli che sono costretti a lasciarla, come è stato per Gianfranco, sono legati da un malinconico affetto morboso che li accompagna lungo il corso della loro vita.
Gianfranco Riccelli con questa sua opera si ricollega al panorama della storia narrata, non la grande storia dei grandi avvenimenti, ma quella trasmessa oralmente dalla saggezza dei vecchi, musicando antichi versi che narrano la dura vita dei paesi nascosti della Calabria e che solo gli occhi che sanno guardare riescono a cogliere ed a capire. Ma non solo queste sono le influenze del prodotto artistico di Riccelli. Sono infatti facilmente riscontrabili i tratti della tradizione cantautorale soprattutto italiana, che mescolata alle influenze della musica popolare dell'Italia meridionale, crea un'amalgama coinvolgente e trascinante, fatta di scenari di volta in volta differenti fra loro, ma legati sempre da un filo conduttore comune: la narrazione in forma di poesia/canzone di singoli eventi che hanno il sapore dei racconti affascinanti e antichi, delle fiabe raccontate dai nonni, e dai quali partire per trovare dei messaggi che inevitabilmente si riversano nella nostra vita attuale. Molto di quel fascino del quale sono piene le canzoni è dato dalla loro efficace veste musicale, frutto anch'essa del nostro autore.
In seguito all'uscita del disco l'amalgama fra la tradizione popolare e la "musica moderna" ha trovato un più concreto riscontro nella realizzazione di quella che si rivela essere un'evoluzione spontanea e a tratti "sperimentale" dell'iniziale progetto solistico. Difatti attualmente Gianfranco Riccelli si avvale, nella presentazione della sua opera, della collaborazione di altri cinque musicisti, in modo da formare una vera e propria band. I nuovi componenti provengono da svariate e fra loro differenti esperienze musicali e il loro incontro, nato quasi per caso (con l'esperienza dell'"ECU: Emirati Calabri Uniti"), sta diventando un progetto curato e organico di "Incrocio" fra antico e moderno.
Il batterista, Manuel Franco, e il bassista, Giuseppe Licciardi, vengono dalla comune esperienza fatta nel gruppo dei Rosaluna, band di etno-rock con la quale hanno inciso, il primo, tre album: "Incrocio", l'omonimo "Rosaluna" e quello successivo "Musicomio", nel quale ultimo compare anche il bassista, entrato nella formazione nell'ottobre 2003. I due per qualche anno hanno girato l'Italia con la loro band e i loro compagni d'avventura (Marco Ambrosi e Pasquale Nigro), finché per vicissitudini sia personali che legate alla precarietà del mondo della musica indipendente hanno dovuto abbandonare il progetto. Manuel Franco, oltre a suonare ora negli Arangara, è impegnato anche con collaborazioni con il "Parto delle nuvole pesanti". Franco, inoltre, con gli ex componenti dei Rosaluna, Nigro e Ambrosi, fa parte anche del progetto etno-world "The Sazizz' trio" sotto lo pseudonimo di "Ruben", con il quale ha inciso nel 2005 l'omonimo album. In questa formazione, in occasione delle travolgenti esibizioni live, ha avuto occasione di partecipare sia Giuseppe Licciardi, ma ancor di più un altro dei componenti degli Arangara: il percussionista Roberto Simina, grande amico di sempre dei Rosaluna/Sazizz' trio, che con i suoi tamburelli ha dato un grosso contributo al festoso impatto live del funambolico "trio allargato".
A testimonianza della mescolanza musicale che fa da fondamento al nuovo progetto Arangara, c'è da parlare ancora degli altri due componenti del gruppo: Cesare Vitale e Fabrizio Cariati. Entrambi provenienti dalla comune esperienza fatta nella band di crossover "Massa Furtiva", con la quale hanno inciso e pubblicato nel 2005 l'omonimo demo mini cd, composto da sei infuocati brani caratterizzati, oltre che dalla solida sezione basso/batteria Minisci/Stalteri, dagli inconfondibili fraseggi funky blues del chitarrista Vitale e dai forti testi in italiano/calabrese a sfondo sociale e politico del cantante Cariati, resi ancora più incisivi dal suo singolare modo di interpretarli in chiave rap.
Tutto questo fa parte ora di "Arangara", punto d'incontro e di sintesi di mondi apparentemente molto distanti fra loro, ma che sono, insieme, la forza stessa del progetto, perchè uniti da un unico collante, che è l'appartenenza alla stessa terra d'origine, la cui essenza trova espressione nei testi di Gianfranco e nella musica suonata dal gruppo. Gianfranco, Manuel, Giuseppe, Roberto, Cesare e Fabrizio. Sei calabresi, ognuno con una storia diversa, ma tutti e sei alla ricerca di una comune storia nuova: gli ARANGARA
ANNASULEA
www.annasulea.it
Annasuléa, letteralmente ascolta….un termine del nostro
dialetto ancora vivo oggi, usato nei diversi paesi del Sannio con le varianti di
identico significato "annasùla, ausuléa, usuléa, ùsula".
Annasuléa rimanda al passato, quando le leggende e le storie si trasmettevano
solo oralmente, al racconto di storie e canti, di riti e tradizioni che ormai si
stanno perdendo.
E la scelta del nome per questo gruppo fortemente
attaccato alla proprie radici, è nata spontaneamente, ricordando i tempi in cui
i nonni, attorno al braciere, rivangavano il passato richiamando l’attenzione
con “annasuléa nu’ poco…”. Racconti di una vita di lavoro nei campi,
particolarmente della mietitura, quando si alleviava la fatica con i canti a più
voci mentre alla sera ci si riuniva attorno al fuoco, esorcizzando la fatica del
giorno con balli sfrenati. Gli Annasuléa, che hanno fatto dell’ascolto il loro
mestiere, si riuniscono a Paduli (BN) nel
2003
grazie all’iniziativa di Giulio Varricchio e di Nico Ranaldo. Al progetto si
uniranno poi Carlo Pizzi, Salvatore Picciuto, Francesco Varricchio, ed infine
Lucia Raucci di diverse origini ma tutti accomunati dalla passione per la
tradizione e dall’intento di salvare dall’oblio ciò che resta del passato. E’
con questo scopo che in questi anni gli Annasuléa sono cresciuti, in giro per le
campagne dei loro paesi a interrogare gli anziani alla ricerca di antichi
stornelli e canti.
Il materiale raccolto viene riproposto con i dovuti
arrangiamenti, senza alterarne lo spirito, utilizzando gli strumenti propri
della tradizione popolare insieme a nuove sonorità e interpretazioni. Nel corso
degli anni molto importanti sono state le collaborazioni con altri gruppi
etno-folk e popolari, come La Takkarata di Fragneto Monforte. Recentemente la
nostra prima comparsa all’estero, in Svizzera, dove abbiamo tenuto, il 29
settembre
2007,
un grande Concerto di 6 ore non stop in occasione della Festa dell’Emigrante.
Giulio Varricchio
"Tamburi a cornice e percussioni"
Nicola Ranaldo
"Fiati e voce"
Salvatore Picciuto
"Fisarmonica"
Francesco Varricchio
"Armoniche, chitarra solista e voce"
Carlo Pizzi
"Chitarra acustica e voce"
Lucia Raucci
"Voce, castagnette e ballo"
I MUSICANTI DEL VENTO
www.imusicantidelvento.it
Una brillante sintesi di ritmi etnici e melodie popolari contornate da lievi sfumature rock e blues sono le armi unite sotto il nome I Musicanti del Vento adoperate allo scopo di sensibilizzare e stimolare il pubblico alla riflessione circa piccole controversie e paradossi sociali, che l’abitudine fa apparire come scontati e dovuti problemi con cui convivere… Il ritmo acceso e allegro da clima festoso è alla base del gruppo… chitarra, mandolino, benjo, fisarmonica, violino, basso, tamburello e svariate altre percussioni sono gli strumenti adoperati per dar vita ad un’originale rielaborazione di brani popolari calabresi e non solo, ma soprattutto ad una creativa proposta di brani composti dai ragazzi stessi del gruppo!
Il metodo de “I Musicati del Vento” stà nell’unire al significativo contenuto dei testi, svariati stili musicali, ma che rimangono ben ancorati all’etnicità calabrese.
Il gruppo nasce nella primavera del 2006 a Santo Stefano di Rogliano da un idea di Paolo Presta(fisarmonicista del gruppo), sostenuta da Diego Soda (mandolinista e chitarrista). L’idea si concretizza grazie a Dino Nicoletti, che mettendo a disposizione la sua passione ed esperienza in campo musicale, è riuscito a creare i presupposti per la formazione del gruppo, facendo incontrare i vari componenti e successivamente con grande disponibilità e generosità, ha consentito ai musicisti stessi di usufruire dei suoi locali e dell’attrezzatura necessaria, permettendo loro di muovere i primi passi.
Ai musicisti iniziali si aggiungono man mano: Barbara Calabrese (ex corista), Eugenio Carpino (ex percussionista), Marco Dodaro (ex flautista), Franco Spina (ex chitarrista e corista) e Fabio Nicoletti (chitarrista e cantante solista).L’ingresso di quest’ultimo, incanala il gruppo in una direzione ben precisa; inizia infatti un’originale interpretazione dei brani della tradizione meridionale italiana e soprattutto la proposta ed l’elaborazione di brani da lui composti…comincia a delinearsi, per sommi capi, il profilo del gruppo, che esordisce a Paterno Calabro con il primo concerto. Successivamente abbandona il gruppo Marco Dodaro e ne entra a far parte Daniele Nicoletti, in veste di chitarrista e cantante; il suo ingresso segna in modo netto un cambiamento nello stile del gruppo, che si arricchisce dell’esperienza rock del ragazzo, rendendo ancora più originale l’interpretazione dei pezzi proposti.
Da questo punto in poi, il gruppo si esibisce in diverse località, riscuotendo un notevole consenso di un pubblico eterogeneo. Tra le serate più importanti, si ricorda il concerto in occasione della Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici nell’ottobre 2006. Dopo questo concerto i Musicanti scelgono di intraprendere e seguire un nuovo e più preciso progetto musicale. Nel frattempo lasciano il gruppo Dino Nicoletti (sostituito al basso da Daniele) ed Eugenio Carpino e fanno il loro ingresso Gianfranco Esposito (percussionista) e Federica Filice (violinista), che danno prova delle loro capacità musicali all’esibizione di Santo Stefano di R. nel Dicembre 2006. A questo punto il gruppo per riuscire a costruire il suddetto progetto, si sottopone ad un lungo periodo di prove (ora non più svolte a Santo Stefano di R. ma a Donnici) che lo costringe ad abbandonare temporaneamente la scena nonostante le frequenti richieste. La primavera ed estate 2007 servono al gruppo per rafforzare ulteriormente l’affiatamento e la coordinazione dei ragazzi. In questo periodo di quiescenza, il gruppo incide un demo. Dopo qualche sporadica esibizione si giunge al ritorno in scena dei Musicanti, che si riesibiscono nel novembre 2007 a Paterno Calabro…
“Ciò che sorprende dei Musicanti e la giovanissima età dei componenti(under 21), che lasciano ampiamente prospettare un loro ruolo attivo nella scena musicale calabrese…e non solo”.

RADICI CALABRE
www.radicicalabre.org
Il Gruppo Radici Calabre nasce ad Ottobre 2007 all'interno del campus universitario dell'Università della Calabria (Cosenza), dall'incontro tra giovanissimi e affiatati musicisti universitari calabresi, legati dalla stessa insana passione per la musica popolare e per le tradizioni della propria terra.
Proprio all'interno delle residenze universitarie, tra Antico e Moderno, il gruppo vive e fa rivivere sensazioni uniche, che altrimenti si rivedrebbero solo in sobborghi antichi e in varie occasioni estive. La ricerca delle proprie identità culturali, e l'esigenza di allontanarci da facili mode musicali, ci ha spinti a coltivare le nostri passioni e a ricercare suoni tramandatici dalla terra e non dai media.
Zampogne, pipite, chitarra battente, lira calabrese, organetti, tamburelli… questi sono solo alcuni degli strumenti usati, anticamente nelle società tradizionali e con questi intendiamo riscoprire suoni di un tempo lontano con uno sguardo rivolto ai suoni che navigano attraversando il Mediterraneo, fondendosi ai suoni tipici della tradizione calabrese.
Lo strimpellio della chitarra battente, la brillante e incisiva musicalità dell’organetto, il ritmo scintillante del tamburello si fondono, dando vita ad una suggestiva e coinvolgente melodia capace di trascinare al ballo non solo i veterani della musica popolare ma anche i neo amanti del genere.
Scopo principale del gruppo etnico Radici Calabre è il recupero delle peculiarità della Calabria d’altri tempi, che oramai vanno sempre più scomparendo.
LE RADICI CALABRE SONO : ANDREA Voce, cori, chit. battente, chit. acustica, organetto, pipita, flauto, ballerino; BIANCA Tamburello, nacchere, ballerina; DANIELE zampogna a chiave e surdulina, lira calabrese, chit. battente, pipita, clarinetto, tamburello; DONATO chitarra acustica, basso; GABRIELE Tamburello, didgeridoo, maranzano, darbuka; GREGORIO Tammorra, tamburello, ballerino; PAMELA Voce, cori, nacchere, ballerina; RAFFAELE Fisarmonica, organetto.
Il nostro motto… TARANTELLIZZIAMO IL MONDO CON LE NOSTRE TERZINE INFUOCATE

SABATUM QUARTET
www.sabatumquartet.it
Il bisogno di guardare, di osservare il nostro passato, è stato forse il vero denominatore comune dei primi fondatori del gruppo, ovvero Trieste Marrelli, Roberto Bozzo e Antonio Ungaro, questa analisi, non solo di carattere musicale, ma anche etico e culturale, ha evidenziato, il bisogno unanime dei tre, di intraprendere un cammino di ricerca, con il conseguente stimolo di modificare in chiave più “giovanile” i documenti reperiti. Il passo dalla ricerca, alla modifica e quindi all’incontro con il pubblico è stato brevissimo, visto la voglia di comunicazione di tutti e soprattutto le esperienze musicali dei primi due. Il trio, si componeva, in maniera goliardica, e prendendo spunto, dall’altro grande piacere in comune, ovvero il convivio, si identificò con il nome di “I CANTINARI”. Da “I CANTINARI” al SABATUM QUARTET il tempo trascorso è breve, visto che le prime uscite in trio risalgono alla primavera 2005 e l’esordio vero del SABATUM QUARTET, risale al luglio dello stesso anno. Il progetto musicale si evolve in SABATUM QUARTET (dove Sabatum, sta per fiume Savuto, luogo di battesimo dei musicisti fondatori della band), con l’innesto del quarto storico componente, cioè Rosa Mazzei.Per tutta la stagione estiva 2005, il quartetto, inanellando circa 25 serate, suona in questa formazione: Trieste Marrelli: voce e chitarra acustica, Antonio Ungaro: voce, mandolino e chitarra classica, Roberto Bozzo: cori, tamburello, mandolino e chitarra classica, Rosa Mazzei: cori e flauto traverso. A fine estate, arrivano i primi artisti, che col loro supporto contribuiranno a migliorare il sound del gruppo, ovvero Cislengo Ungaro ai cori e alla chitarra acustica e Michele Petrone ai cori ed al basso. Con l’inserimento di Cislengo, Trieste, lascia la chitarra acustica e si dirotta sulla chitarra battente, strumento più consono, sia alle caratteristiche del musicista che al progetto artistico. Il “cantiere” Sabatum, continua il percorso musicale con questa formazione per tutto il 2006, collezionando nell’anno solare, tra cerimonie private, feste in piazza, locali e raduni, circa 100 spettacoli. Il sound molto d’impatto sul pubblico, migliora ancora nell’autunno 2006 quando alla band si aggiunge con il cajòn, il percussionista Arcangelo Pagliaro. Sono di questo periodo, le molteplici uscite del gruppo in quasi tutti i locali di Cosenza, a testimonianza, che la musica popolare, sempre aberrata in città, viene rivalutata ed apprezzata, anche nel grosso centro, grazie soprattutto all’interpretazione più fresca e giovanile, data dal gruppo. Oltre ai concerti, inizia a crearsi una sorta di “esercito” Sabatum, i fan, provenienti soprattutto dalla provincia, invadendo i locali di Cosenza, rendono merito all’esperimento di esportazione del dialetto e delle tradizioni, effettuato dalla band. Tutti i paesi della Valle del Savuto, e non solo, vengono “morsi” dalla taranta del Sabatum e creano un fenomeno di massa, privo di precedenti. A coronare il grande successo di pubblico ottenuto dal quartetto, arriva a fine anno, un meritatissimo riconoscimento; la band, viene insignita da una testata giornalistica locale del “PREMIO SABATUM”, come migliore gruppo della Valle del Savuto appunto. Il nome del Sabatum, inizia a serpeggiare, anche oltre i confini della regione e ad inizio 2007, il gruppo “invade” ROMA, seguito da un centinaio di fan, prontamente organizzati con pulmann e striscioni, per sostenere i propri beniamini, impegnati in un concerto insieme alla storica band calabrese del “PARTO DELLE NUVOLE PESANTI”.All’attivo della band bisogna anche menzionare diverse apparizioni televisive (TEN, TELESPAZIO CALABRIA), l’apertura, come sigla iniziale di entrambe le edizioni del “FESTIVALLE” e la sigla musicale del TG3, nei servizi sulla “Sagra dell’uva Donnicese” 2005 e 2006.
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MARCELLO PICCIONI
www.myspace.com/marcellopiccioni
Marcello Piccioni è nato a Preci (Pg) il 10 gennaio 1960 e vive a Roma dall'età di tre anni.
Dopo aver dedicato anni giovanili di impegno e di passione al completamento degli studi Aeronautici... si diletta nello studio della fisarmonica dal 1980 al 1994, con vari insegnanti tra i quali il M° ALADINO CHIARAMONTI.
Dal 1988 al 1993 studia il pianoforte con il M° VITTORIO AJELLO. Nel 1995 inizia da autodidatta lo studio e la pratica dell'organetto. - Dal 1996 al 2005 è organettista stabile nell'orchestra BOSIO BIG BAND diretta dal M° AMBROGIO SPARAGNA, collaborando nel corso degli anni con bravissimi organettisti tra i quali RAFFAELE PINELLI, CLARA GRAZIANO, SALVATORE VERCELLINO e tantissimi altri, e occasionalmente con illustri musicisti come Francesco De Gregori, Rita Marcotulli, Francesco Di Giacomo, Gianna Nannini, GIOVANNI LINDO FERRETTI (2003 Tour estivo con "TRADIZIONE E TRADIMENTO", 2004 "LA NOTTE DELLA TARANTA"), Franco Battiato, Gianni Maroccolo e lo stesso AMBROGIO SPARAGNA. - Nel 1998 ha composto ed eseguito con l'organetto musiche di scena nello spettacolo teatrale "STREGATI DAL TANGO" per la regia di SIMONETTA CENTI.
Ha collaborato dal 1998 al 2002 in qualità di organettista anche solista con il CORO POLIFONICO DI VILLA CARPEGNA diretto dal M° ANNARITA COLAJANNI. - Nel 2002 ha composto ed interpretato, fino al 2004, musiche di scena nella commedia teatrale "LA LUNA DEGLI INNAMORATI", con "I ROMANESCHI" del CENTRO ANZIANI ROMA CASILINO 23 (VI° municipio) (fantastica esperienza artistica ed umana!) per la regia di ANNAMARIA LEANZA e RENATO MERLINO (della compagnia Checco Durante Dir. Alfiero Alfieri). - Ha partecipato nel 2004, sotto la direzione artistica del M° AMBROGIO SPARAGNA, a "LA NOTTE DELLA TARANTA" di MELPIGNANO (LE) come orchestrale effettivo. Per tale attività gli viene conferita, il 7 ottobre 2006 a CALIMERA, dal Presidente della REGIONE PUGLIA on. NICKI VENDOLA e alla presenza degli Organi dell'UNIONE DEI COMUNI DELLA GRECIA SALENTINA, la CITTADINANZA ONORARIA GRIKO SALENTINA per meriti artistici. - Dal 2005 si dedica all'attività di insegnamento, collabora con i clowns PASTICCIO & PASTICCINO, ed è cantautore organettista in varie formazioni di musica nonsolo popolare.
E' organetto solista e voce ne LE TARANTOLE. Nel mese di gennaio del corrente anno ha composto e scritto le musiche ed il testo teatrale dello spettacolo di teatro/danza "NESSUNO ASSENTE" (a lato si possono leggere alcuni brevi passaggi) per la compagnia DANSEAMOUR dei MM° ANTONELLA DI PROSPERO e FABRIZIO VALLECOCCIA
DISCOGRAFIA: partecipazione in "VORREI BALLARE" (Ambrogio Sparagna & Bosio Big Band, Finisterre Records, 2001, musician); partecipazione in "IL SIBILO LUNGO DELLA TARANTA" (Dvd. Big Sure, 2006, musician); autore in "PALINGENESI" (Palingenesi, 2007, compositore, organetto e voce).