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CALABRIA DA CANTARE
di Erminia
Pietramala

Musica come incastro perfetto di suoni e voci, di
lontananza magnifica, di tempi che furono e poco sono, di tutto ciò che
appartiene ad un mondo che talora pare vanificarsi sotto i nostri
occhi.
E ben vengano
allora opere che sotto forma di CD nascondono la tenera esplosività di quello
che siamo o forse siamo stati.
“Seculu brigante” è il prodotto in musica
di Calabria Logos che è Associazione Culturale nonché gruppo di musica
etnica diretto dal bravo e camaleontico Carlo Grillo, da tempo in prima
linea a battersi per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari
calabresi.
“Seculu Brigante…ovvero…Scene di vita popolare calabrese” è dunque
e quindi il risultato di tutto questo lavorìo, è spettacolo portato in
scena, è ora segmento musicale per “palati” raffinati. E' palpabile,
bellissimamente palpabile, la miscidazione di generi nel racconto musicale. Si
sposano il blues al jazz, il folk al rock avvinti da un filo rosso che sta nella
calda sonorità popolare. A pelle batte la chitarra bettente (e passi il gioco di
parola) che si scangia con quella classica nelle mani di Carlo Grillo, metallico
e vibrante il flauto traverso di Carlo Mercuri, la fisarmonica di Enzo
Naccarato, il contrabbasso di Giovanni Reale.
I testi sono nove, tutti
rigorosamente dialettali, nati da quella stessa cartina al tornasole che è
la popolarità del lavoro “testi di tradizione orale, riveduti ed arricchiti da
musiche inedite”. I loro titoli sono: Arbiru, `A furmica e la
cicala, Ninna nanna, Si muaru, Cum'è duce, Ti
rivigli, Calavrisella, All'aspre pene, Seculu brigante.
La vocalità spetta a Carlo Grillo, ad Antonio Grillo e alla brava Velia
Ricciardi. L'amalgama è di quelle felicissime.
Ci si aspetterebbe solo il gioco
musicale e tonale da un lavoro siffatto che affonda le radici in un microcosmo
che già di per sé assomma variegatezza musicale e, invece, va sottolineata la
cura e la ricerca testuale che attribuisce alla parola grande
significatività sicchè tanto il significante quanto il significato diventano
importanti. “…..Simu arrivati aru seculu brigante…quannu parravanu `na
vota `ppè sempre…'nua vulimu giustizia de li Santi…ca i Santi n'hannu datu lu
talentu…”. E' l'incipit del brano che dona il titolo alla raccolta. E
racconta dei cambiamenti dei tempi e del suo fluire rapido e delle “guagliune”
che si maritano e se ne vanno lontano assai nel mentre resta la donna del
poeta-cantore “…Sulu `a guagliuna mia c'haju trovàtu…bene de core li `nn'haju
volùtu…”. E l'amore è dolore nel canto popolare ed è tanto forte da far
morire come intensamente si racconta “…Dintra `na vara `ccù le manu
`ncrùcia…Pue tannu, bella, ti lu pue avantàre…Ca signu muortu `ppè tia cumu
`na crucia…”.
E'
il brano Si muaru, cui fa eco All'aspre pene che prende un afflato
maggiore e il penare non è sol amoroso “All'aspre pene mie `nun c'è la
fina…Nun sacciu quale Diu chi mi mantèna…'A terra chi scarpisu punge `e spine…E
l'aria se nutriscia di valene…”. Strazia l'anima Cum'è duce che ci
racconta dell'amore senza parole di Rosa e `Ntoni, gioca sulla doppia vocalità
maschile e femminile e il flauto ha un rapporto tanto stretto con la parola da
farsi contrappunto d'anima. Brano tra i più intensi e belli.
La raccola è
comunque un percorso musico-testuale assai interessante che ha come
baricentro sempre l'uomo e le sue emozioni. E sol per questo val la pena
ascoltarla e immeggersi nel crogiuolo ricchissimo che offre e che solo le parole
non bastano a dire.
Antonietta
Cozza
Articolo pubblicato su "La provincia cosentina" del 29 Gennaio
2004
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La tradizione musicale della nostra terra, le nostre
radici, i tesori chiusi dentro gli scrigni della memoria, sono fonte
d'ispirazione per un cantautore calabrese davvero interessante, Carlo Grillo,
produttore ed anche uno degli interpreti del CD “Seculu Brigante”
realizzato con il suo gruppo “Calabria Logos”, in cui la musica
tradizionale calabrese è ri-arrangiata e reinterpretata per essere diffusa
e soprattutto, mai dimenticata.
Nove canzoni tutte molto orecchiabili e
gradevoli che entrano nella testa e stentano ad uscirne.
Basta ascoltare questo CD per
entrare in un contesto musicale denso di suggestioni, in cui il recupero della
tradizione e delle sue ammalianti sonorità, si innesta su una ricerca
individuale colta e raffinata. La musica è quella mediterranea, solare ed
insieme malinconica, dalle venature arabe, in un intreccio di suoni e di
culture. Il disco, infatti, oltre ad avere radicate matrici di musica
etnica, porta con sé alchimie di connubi audaci: con il jazz, il pop, il
blues,...
I
testi, rigorosamente in dialetto calabrese, hanno il piglio della poesia vera,
quella lontana dai luoghi comuni e dai facili autobiografismi sentimentali. Il
dialetto genera un substrato linguistico che va perfettamente di pari passo con
la musica, realizzata con strumenti popolari, tradizionali, acustici che creano
atmosfere di grande fascino.
Suoni e parole della nostra terra, dunque, una lingua
per molti “antiquata”, di uomini stanchi e vecchi, una lingua che molti
considerano perdente, ma che Carlo Grillo ha scelto e rivitalizzato per
raccontare la sua musica. Assolutamente devoto alla sorgente popolare, ovvero
gli anziani, custodi orgogliosi di annali mnemonici praticamente inediti fatti
di novene, filastrocche, canti tradizionali e poco frequentati, Carlo Grillo
effettua ricerche musicali in loco, sicuro com'è dell'importanza di un
simile lavoro di censimento. “Ho compiuto - precisa Carlo Grillo- ricerche sulle
tradizioni etno-musicali delle zone limitrofe di Cosenza dove vivono contadini,
massaie, operai e dove le generazioni più vecchie sono le ultime testimonianze
di un microcosmo di canti e musiche che rischia di andare perduto”.
Al fianco di
Carlo Grillo (chitarra classica , battente e voce) autore di parole e musica di
tutti i brani -solo due sono una rielaborazione di canti tradizionali-
troviamo Carlo Mercuri al flauto traverso e barocco, Enzo Naccarato alla
fisarmonica, Giovanni Reale al contrabbasso, Antonio Grillo e Velia Ricciardi
alle voci.
“Seculu Brigante” è ricco di una sensibile compattezza dal
punto di vista dell'amalgama strumentale; al primo ascolto emergono la chitarra,
le ritmiche fantasiose della fisarmonica, un suono di presa immediata, secco,
essenziale eppure stuzzicante e gradevole. Poi, via via, come sfogliando un
libro di immagini, dopo i suoni si apprezzano le storie raccontate, i
personaggi, l'attimo fuggente, i sogni di visioni fra realtà e fantasia, le
invocazioni, l'essere donna, madre, amante…temi cari alla tradizione popolare,
protagonisti di canzoni di oggi, espressioni di ansie e valori, attese e
sofferenze di sempre.
Il disco è aperto dalla canzone “Arbiru” che simboleggia
metaforicamente la donna, forte nella sua apparente e attraente delicatezza,
un connubio entusiasmante di blues e liricità.
“Cum'è duce” é una canzone
meravigliosa che dopo un'introduzione melodica affidata al flauto con
accompagnamento di chitarra, spicca la voce di Velia Ricciardi, che duettando
con i fratelli Grillo, Antonio e Carlo, riesce a creare un'atmosfera di
oniricità che ci avvolge in una nuvola di pathos. Velia Ricciardi canta anche la
canzone più tenera del CD, “Ninna Nanna”, dove la sua dolcissima voce disegna
melodie molto languide e suadenti.
Brano polifonico stupendo “Calavrisella” dove le voci
maschili si mescolano in maniera magica disegnando melodie che gareggiano in un
flusso continuo di sonorità ondeggianti. A chiudere il CD è la canzone che dà il
titolo al lavoro, “Seculu Brigante” che vede coinvolti, in perfetto connubio
voci che di fondono in un insieme di sonorità che colpiscono per
semplicità e gradevolezza.
Di elevato livello l'esecuzione dei musicisti dotati di
un'impeccabile tecnica che eseguono i brani in modo molto piacevole e raffinato.
Il complesso musicale dei “Calabria Logos” è alla ricerca del suono originale
attinente alle antiche tradizioni calabresi e attraverso la carezza della
chitarra, i ricami dolcissimi del flauto, il suono penetrante del contrabbasso e
l'inconfondibile armonia della fisarmonica, vivifica i toni ed i colori della
nostra splendida terra.
Indubbiamente un ottimo disco, molto fresco e orecchiabile che
piace sin dal primo ascolto. Si resta avvolti in sonorità calde, vere e vive;
intrappolati da musica nuova inanellata a radici antiche, popolari che creano
una sorta di nuova autenticità musicale.
E' bello sapere che in una
città come Cosenza, tra le paludi stagnanti della musica commerciale e da
discoteca, si possono aprire dei meravigliosi barlumi di luce come quello
offerto dai “Calabria Logos” con il loro “Seculu Brigante”, musica in
fondo senza tempo, ipnotica e sognante.
Erminia
Pietramala
Articolo pubblicato su "Il quotidiano della Calabria" del 19 Febbraio
2004
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Si è costituita recentemente a Cosenza un’ Associazione Culturale che si
propone di “riscoprire” e “rivalutare” le tradizioni popolari attingendo al
folklore più autentico della Calabria. L’Associazione, che prende il nome di
“CALABRIA LOGOS” ha già effettuato (e continuerà a farlo) una serie di ricerche
sul campo in cui ha raccolto preziose testimonianze dalla viva voce di persone
appartenenti al mondo contadino e a quello agro-pastorale: un corpus
molto nutrito che comprende canti, racconti, proverbi, indovinelli,
scioglilingua e anche solo musiche realizzate con strumenti tipici calabresi,
quali la zampogna, l’organetto, la chitarra battente ecc. Il faticoso
lavoro di ricerca sul campo prevede anche la rielaborazione dei dati raccolti
con l’intento di dar vita ad una fase successiva di rivalutazione attraverso la
recitazione ed il canto, veicoli di crescita spirituale, sociale e culturale. Il
gruppo “CALABRIA LOGOS” propone, infine, al pubblico uno spettacolo dal titolo
“SECULU BRIGANTE…..ovvero….Scene di vita popolare calabrese” scritto e diretto
da Carlo Grillo. “Il lavoro - ci spiega Grillo - comprende un
repertorio di canti tradizionali arricchito da musiche inedite e dove non
mancano ampi spazi dedicati alla musica calabrese d’autore”. La musica la fa
da padrone inserendosi a volte con enfasi, altre volte con dolcezza in quelle
scene di vita popolare come l’incontro tra la calavrisella ed un giovine, le
feste patronali, la mietitura, le serenate..ecc.
Anselmo
Fata
Articolo
pubblicato su "Presila Ottanta" Anno XXI N° 234 - Dicembre
2003
L'Associazione Culturale "Calabria Logos" nasce per la riscoperta e la
rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi: Presidente è Carlo Grillo che
proprio nei giorni scorsi ha presentato un CD dal titolo Seculu brigante che contiene un estratto dei brani più significativi di uno spettacolo
teatrale e musicale in cui vengono presentate scene di vita popolare
calabrese.
Grillo,
che collabora con il nostro giornale con articoli sulla cultura contadina, sta
portando avanti un lavoro di ricerca sul campo per raccogliere quelle
testimonianze che ormai si stanno perdendo e che appartengono alla cultura
agro-pastorale di alcune zone della Calabria.
Gli arrangiamenti musicali del CD,
oltre allo stesso Grillo sono di Carlo Mercuri al flauto, di Enzo Naccarato alla
fisarmonica e dell'irresistibile Checco Pallone alla chitarra e alle
tammorre.
Pietro
Pontieri
Articolo pubblicato su "Paesi Silani", Anno X N° 61,
Gennaio 2004

A volte la tradizione incontra la tecnologia. Quella moderna, avanzata, a passo con i tempi che mutano velocemente. Si affaccia dalle finestre di Internet per essere ascoltata o letta, sfogliata o, più affettuosamente, dedicata. E così nasce un sito intitolato alla cultura e alle tradizioni popolari calabresi. Realizzato dall’associazione culturale “Calabria Logos”, presieduta dal musicista ed etnologo Carlo Grillo, il sito, consultabile all’indirizzo www.calabrialogos.it dà spazio alla musica, ai proverbi, ai riti, alla gestualità, ai canti e balli di una tradizione, quella calabrese che non merita altro che essere riscoperta e valorizzata per ciò che è realmente: un immenso patrimonio culturale che si apre al mondo offrendo arte, musica e poesia. Il sito contiene anche tante informazioni utili per i turisti che volessero visitare la Calabria e ammirarne le zone artistiche. E allora quale mezzo più veloce, funzionale e immediato di un sito Internet? Un sito in cui vengono sapientemente illustrati i luoghi e gli itinerari turistici, i beni monumentali ed artistici. Inoltre, una finestra web si affaccia sul mondo della gastronomia, offrendo specialità culinarie tipiche della regione: sapori ed odori, quasi tangibili. Non manca, però, lo spazio dedicato agli uomini illustri, personaggi che hanno segnato linee di demarcazione all’interno di contesti socio-politici, letterari e sociali. Per ultimo, una visione d’insieme sulla storia locale. Quella passata e quella presente.
Il sito offe anche la possibilità di ascoltare dalle casse del proprio computer musica popolare prodotta dal gruppo Calabria Logos. Un viaggio nei ricordi, sbiaditi o marcati che siano, di una musica dal ritmo sorprendente, che fa muovere gli arti quasi incondizionatamente. Nel programma sarà possibile ascoltare un’inedita versione del canto Calavrisella, simbolo musicale della tradizione calabrese. Un edizione moderna che ben si sposa con l’intento antico. Polifonica, strumentata, piena di vita, fa riscoprire la bellezza di canti relegati, ormai, in un cantuccio della nostra memoria, troppo esposta a stimoli, più o meno positivi provenienti da troppe zone del mondo.
La riscoperta e la rivalutazione delle musiche popolari calabresi viene sancita grazie ad alcuni strumenti tipici della tradizione locale. E giù con zampogne, chitarre battenti, organetti che riproducono canti e balli riconducibili all’essenza del nostro essere. Attraverso un attento lavoro di ricerca e di studio, l’associazione Calabria Logos si preoccupa già da diversi anni di veicolare il patrimonio popolare alle nuove generazioni, digiune di leggende, racconti, modi di dire. Un apprezzabile finalità che trova consenso da più parti. Critica compresa. Ampio spazio l’associazione ha dedicato alla ricerca. Contadini, pastori, operatori di agrumeti verranno osservati nel loro ambiente naturale, in momenti di festa e vita lavorativa per testimonianze la vita semplice e pur tanto tribolata della gente del Sud. L’associazione, nata nel 2000, con sede a Mendicino, in provincia di Cosenza, ha all’attivo numerosissime manifestazioni artistico-culturali, teatrali, musicali di genere rock, jazz, blues, classica e moderna. Basta ricordare il successo ottenuto con il CD “Seculu Brigante”, da cui traspare tutto il folk di una tradizione che ben si sollazza con la canzone d’autore. Nove canzoni calabresi. Uno spettacolo orecchiabile, vero, passionale. Un crescendo di emozioni e sensazioni scaturite dalla complicità di testi e musica. Un insieme di musica etnica, ritmica…
Nel sito Internet molto bella e interessante è la sezione dedicata alle foto de “I ricordi in bianco e nero”. Un “come eravamo” per scoprire la necessaria origine di noi, il legame fra ciò che è stato e ciò che non c’è più. E il discorso potrebbe continuare, in un “logos” che non avrà mai fine. Come le tradizioni e la cultura popolare di una terra, perpetuate da chi, con immensa passione, riesce a cullarle nella crescita del tempo.
Caterina Provenzano
Articolo pubblicato su "Il quotidiano della Calabria" del 26 Maggio 2005
CALABRIA LOGOS – SECULU BRIGANTE
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E' ormai sera, nella piazzetta si beve buon vino e si mangia cibo gustoso. C'è un gruppo che suona la colonna sonora della festa. Tanta allegria, un po' di malinconia, sorrisi, risate e grida felici. C'è chi balla a ritmo della musica alla luce delle prime lampade elettriche.
Chiudere gli occhi e
volare con la mente in una Calabria che forse non c'è più. Con la mente, si,
perché sono fisicamente da tutt'altra parte ed in un altro tempo. Questi
sono i "Calabria Logos", gruppo di musica etnica calabrese. Questo viaggio
mi hanno regalato.
Una simile intensa emozione la provai un paio di anni fa quando ebbi l'onore
di salire sul palco affianco ai celeberrimi "TENORES DI BITTI Remunnu 'e
Locu". Vederli cantare, abbracciati tra loro nella tipica postura del "canto
a tenore", mi ha permesso di respirare in pochi minuti secoli di una cultura
tanto diversa dalla mia. I "Calabria Logos" sono riusciti a spedirmi altrove
così come i "tenores" e non è da tutti, ve lo garantisco…….incredibili.
Si sentono influenze più "moderne", jazz, blues ed altro ancora ma la base è
rigorosamente "popolare". I testi sono in dialetto e gli strumenti usati (la
chitarra battente, l'organetto, la zampogna, le tamorre) sono quelli di
tanto tempo fa prima delle contaminazioni dell'elettronica e
dell'elettricità. Il prodotto è un suono "genuino" che potrebbe stancare
rapidamente i giovani abituati ai suoni moderni e potenti ma non l'orecchio
attento, non chi apprezza sinceramente il grande lavoro svolto da questo
gruppo di appassionati.
Le musiche sono ora
dolci e struggenti ("Ninna nanna") ora frenetiche ed allegre ("A furmica e
la cicala") che mi fanno venire voglia di ballare al centro di quella
piazzetta che immaginavo. Se hanno fatto venire voglia a me che non ballo
neanche sotto minaccia armata significa che i "Calabria Logos" hanno
raggiunto, forse, uno dei loro scopi: quello di appassionare, coinvolgere e
trasformare l'ascoltatore in un genuino Calabrese di tanti anni fa.
Bravi "Calabria Logos", bravi e coraggiosi e pazienti per aver sapientemente
scavato e ricercato nella cultura della loro terra quei suoni, frasi e
sensazioni che rischiano di essere dimenticate con la progressiva e naturale
scomparsa di quegli antichi testimoni ancora viventi.
Grazie per il vostro lavoro.
Massimiliano Etere
Recensione pubblicata su "Suonare Suonare", 8 Novembre 2006 - www.suonaresuonare.it
I Calabria Logos vincono il Concorso
MY CHANCE ON AIR

La musica calabrese programmata in 30 Radio Italiane
grazie al Popolo di Internet
I CALABRIA LOGOS vincono il Concorso “My Chance On Air”.
Le 30 Radio Partners trasmetteranno la loro musica che potrà essere ascoltata da circa 700.000 ascoltatori in molte città d'Italia ogni 10 giorni più eventuali repliche della trasmissione durante lo stesso periodo.
Il progetto è rivolto a bands, cantanti, cantautori, poeti, registi etc….. iscritti al sito www.mychance.it il quale offre a tutti gli artisti la possibilità di avere gratuitamente una propria vetrina on line e dunque proporre la propria musica, sottoposta in seguito al giudizio di esperti appartenenti al variegato mondo dello spettacolo.
Ogni settimana le Radio Partners (ben 18 Radio Web e 12 Radio FM) faranno ascoltare i primi tre classificati in base alle votazioni dei navigatori del sito.
Ecco la Classifica della Settimana che va dal 14 al 21 ottobre 2006.Settimana dal 23/10/2006 al 30/10/2006
1 classificato: Calabria Logos – con il brano Si muaru Voti 437
2 classificato: Diaciannovecento – con il brano Follia Voti 316
3 classificato: Griffo – con il brano Troppo bello Voti 228
La musica dei "Calabria Logos", dunque, viene catapultata, su una ribalta nazionale grazie al popolo di Internet che, come sappiamo, è fatto prevalentemente da giovani. Quei giovani che hanno saputo apprezzare la musica calabrese d'autore (ricordiamo che il brano “Si muaru” è stato scritto da Carlo Grillo, leader della formazione, così come gli altri due presenti nel sito: “Arbiru” e “Seculu brigante”).
Carlo Grillo, etnomusicologo, è anche il Presidente dell’omonima Associazione Culturale nata con lo scopo di “ riscroprire e rivalutare le tradizioni popolari calabresi attraverso un attento lavoro di ricerca e di studio, affinchè si abbia coscienza che tutto il corpus di tradizione orale, comprendente gli usi, i costumi, i canti, i racconti, le leggende, le danze, i modi di dire della nostra terra, sia considerato, anche dalle nuove generazioni, un grosso patrimonio da tutelare e mantenere vivo”.
Grillo riscopre vecchi canti tradizionali e li ripropone in chiave moderna. La musica si inserisce a volte con dolcezza, altre volte con enfasi in quelle scene di vita popolare calabrese ed accoglie al proprio interno contaminazioni musicali che vanno dal folk al rock, al blues.
Peter
Articolo pubblicato su "Musica Punto Amici", 23 Ottobre 2006 - www.musicapuntoamici.com
TAMBURELLI E TAMMORRE TARGATE “CALABRIA LOGOS”

Antonio Grillo, voce solista dei Calabria Logos (gruppo di musica etnica che vive ed opera a Cosenza)ha recentemente scoperto il gusto di suonare il tamburello. Ne ha comprati di diversi esemplari in pelle sintetica finchè non si è imbattuto in una tammorra di fattura artigianale. Come per incanto gli è balzata in mente l'idea di costruirsene una da solo.
Un un batter baleno ha allestito un piccolo laboratorio nel garage di casa e da qui è iniziata la grande avventura. Pinze, tenaglie e taglierini insieme a pennelli, colla e chiodini rappresentano ormai la linfa vitale delle sue creazioni. Pelli di capra e di pecora (che lui rimedia presso i pastori del luogo) ormai sono dappertutto.
E' inutile dire che il gruppo Calabria Logos ha da tempo smesso di comprare tammorre. Anche il loro tamburellista ufficiale, Gennaro Sciarrotta, per i concerti, utilizza gli strumenti costruiti nel laboratorio di Antonio.
Il tamburello, di forma più piccola rispetto alla tammorra, è molto diffuso anche in Calabria dove prende il nome di "tammurinu o tambureddu". Esso è presente in molte iconografie calabresi a carattere turistico-commerciale e viene spesso utilizzato come emblema della nostra Regione. Lo troviamo raffigurato su un numero cospicuo di musicassette e dischi ma anche su oggetti di diverso tipo e materiale.
Tamburelli e tammorre vantano origini antichissime.
Sono stati rinvenuti graffiti rupestri che raffigurano sacerdotesse fenice con il tamburo a cornice in mano o nell'atto di suonarlo e da ciò si ritiene che esso sia sempre stato uno strumento essenzialmente femminile, perchè strettamente connesso ai rituali di fertilità. Da noi, come in altre regioni del Sud Italia, sono impiegati per accompagnare la tarantella, che come è noto, richiede un forte sostegno ritmico.
La costruzione ha inizio con la concia della pelle (di pecora o di capra) che si esegue con sale e allume di rocca. La base, su cui si applica la pelle, è costituita generalmente da telai circolari in legno e da una cornice. Però possono esistere, su volontà del costruttore, tamburelli e tammorre di diversa forma come nel caso della forma a mezza luna … ed altre. La pelle, ancora bagnata, viene tesa e successivamente fissata con colla e chiodi (o anche spille). A volte si rende necessaria l'aggiunta di un controcerchio di legno.
Alcuni costruttori sono anche in grado di decorare le cornici di legno con illustrazioni di carattere floreale o raffigurazioni di geste cavalleresche. Una volta applicata la pelle al telaio, il tamburello sarebbe già pronto per essere suonato ma si usa aggiungere (un pò per migliorare il suono, un pò per tradizione) anche una parte metallica costituita dai cimbali, originariamente ricavati da latta di sarde. Sono coppie di piattini metallici battuti e temperati ed applicati con fili di ferro. Sono detti anche sonagli.
Le dimensioni del tamburello variano dai 15 ai 50 cm di diametro. Anche il numero di cimbali varia a seconda della gravità del suono che si vuole produrre. Infatti la componente grave del suono prodotto è costituita dalla percussione della pelle di capretto o di capra, mentre quella più acuta dipende dai cimbali metallici.
Il tamburello
si suona scuotendolo con la mano sinistra e colpendolo dal basso con la
destra utilizzando la punta delle dita e facendolo vibrare con l'indice o il
medio inumidito. A seconda delle varie tecniche vengono impiegate anche il
palmo e il polso. In alcuni casi, al fine di ottenere un suono più
vellutato, si lasciano i peli dell'animale attaccati alla pelle.
Un tipo di tamburello industriale, privo di pelle con solo i sonagli, è
utilizzato nella musica pop e rock. Si suona battendolo contro il fianco.
Per suonare all'aperto durante un rituale è necessario fare uso di strumenti dalla voce potente e a tale scopo il telaio di legno della tammorra viene costruito con un diametro superiore ai quaranta centimetri.
La tammorra viene detta anche tammurro.
Come è stato detto sopra per il tamburello, la tammorra è un tamburo a cornice con la membrana di pelle essiccata di animale (anche per la tammorra è quasi sempre capra o pecora) tesa su una forma circolare di legno alla quale vengono fissati i sonagli.
Suonare la
tammorra richiede più sforzo fisico rispetto al tamburello e per questo
motivo i suonatori sono, quasi esclusivamente, uomini.
In pratica, bisogna impugnare energicamente il telaio con la mano sinistra e
tenuto perpendicolarmente al corpo, mentre la pelle viene percossa dalle
dita e dal palmo della destra.
La
tammorra può essere suonata da sola o anche utilizzata per accompagnare il
canto.
Nel secondo
caso abbiamo la tammurriata una forma musicale vocale e strumentale, ad
andamento essenzialmente binario mentre il ritmo della tarantella (è bene
ricordarlo) è ternario.
La
tammurriata si esegue durante le feste religiose ( nell'area Vesuviana) e
nelle occasioni rituali che accompagnano i pellegrinaggi devozionali alla
Madonna.
Comunque tamburelli e tammorre si accoppiano spesso con altri strumenti percussivi, come le castagnette o nacchere, il cupi cupi e i campanacci.
Alla struttura ritmica corrisponde una particolare scansione metrica dei versi, di undici sillabe, che durante il canto subisce però variazioni estemporanee sia nel numero delle sillabe che nell'organizzazione. La danza, in origine un mezzo medianico inseribile in un vasto complesso magico/religioso, diviene pure essa parte indispensabile della vita di una comunità, in un contesto rurale.
Peter
Articolo pubblicato su "Il Corriere del Sud", Anno XV N° 15/2006 - 16 Settembre
NUOVA RACCOLTA DI CANTI POPOLARI

Una nuova raccolta di musica e canti popolari calabresi è stata prodotta su Cd dal gruppo “Calabria Logos”, l’Associazione Culturale per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi, con sede in Mendicino (CS).
Il gruppo di musica etnica, che si esibisce in concerti in molti centri calabresi, ove riscuote grande successo, è diretto da un artista di valore come Carlo Grillo.
Questa nuova raccolta, dal titolo eloquente “Ancora Sud”, contiene dodici brani che sono frutto di una attenta e meticolosa ricerca di suoni e di canti popolari che rischiavano di perdersi in un colpevole oblio in una terra che dovrebbe prestare più attenzione alle proprie tradizioni e alla propria storia culturale.
Merito di “Calabria Logos”, oltre ad offrirci l’ascolto di musica e canti inediti, quello di arricchire la cultura calabrese, di validi riferimenti artistici e di tradizioni popolari.
Anselmo Fata

ARTICOLO-INTERVISTA IN SEGUITO ALLA VITTORIA
DEL CONCORSO MY CHANCE ON AIR
"Calabria Logos è un gruppo di
musica etnica calabrese che nasce in seno all'omonima Associazione
Culturale per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari
calabresi. Si è costituito nel luglio del 2000 a
Cosenza,
città in cui vive ed opera". Nella settimana scorsa la formazione
cosentina è riuscita a piazzarsi al primo posto nel Concorso “My
Chanche On Air” con il brano dal titolo “Si Muaru”. Riusciamo ad
intervistarli:
1
Cosa avete provato quando avete appreso la vittoria?
Diciamo che non c’è stato l’effetto sorpresa che ha decretato una nostra
vittoria. Nel Concorso “My Chance On Air” la votazione dura tutto l’arco di
una settimana e c’è la possibilità di tenere sotto controllo la classifica
che si aggiorna simultaneamente. Siamo balzati al primo posto sin dal primo
giorno e lì siamo rimasti sino alla fine. Colgo l’occasione per ringraziare
tutti coloro che ci hanno votato: amici, conoscenti, colleghi musicisti,
fans ed in particolare alcuni siti amici. Tra questi
www.ntacalabria.it
diretto dal dott. Nino Pansera, un sito che è un vero portale. Un grande
punto di riferimento per tutti i calabresi sparsi nel mondo.
2 La
vostra vita artistica cambia dopo questo importante riconoscimento?
Ci auguriamo che cambi. I primi segnali già arrivano. Alcune radio partner
del progetto (ben 18 radio FM e 12 radio web) ci hanno scritto chiedendoci
l’intero Cd per programmarlo in appositi spazi destinati alla musica etnica.
Noi andiamo avanti con i nostri propositi di divulgazione della musica
calabrese, popolare e d’autore, e in questo sappiamo bene che le radio sono
una vera forza.
3
Preferite il pubblico di Internet o gli altri fruitori musicali che vi
ascoltano ormai da tempo.
Il pubblico è pubblico con le dovute differenze chiaramente! Il “Popolo di
Internet” ci piace molto perché è fatto prevalentemente da giovani. Quei
giovani che non vanno pazzi per la musica etnica e popolare ma preferiscono
generi musicali più alternativi e ribelli. Ecco che allora la soddisfazione
per noi è stata doppia. Internet è come l’attore del cinema: tu sei davanti
ad un monitor, sai che ti stanno votando ma non vedi nessuno.
4 Progetti per il futuro sia a livello
musicale che personale?
Tanti. Calabria Logos riprenderà al più presto il proprio lavoro di ricerca
sul campo nella nostra amata terra ma non solo. Abbiamo intenzione di
volgere uno sguardo alle vicine Regioni del Sud, alla Puglia per esempio.
Riproporre le pizziche salentine, che tanto assomigliano alle nostre
tarantelle “riggitane”, ci riempie di entusiasmo. Dopo anni di esibizioni
abbiamo capito che la gente non vuole più svolgere un ruolo passivo nei
nostri concerti. Vuole far sentire la propria presenza inventando spesso
“passi di tarantella” molto coinvolgenti ed intriganti, che finiscono per
coinvolgere un gran numero di persone. Inoltre troverete tutte le ultime
novità sul nostro sito
www.calabrialogos.it
. Stiamo anche preparando il prossimo Cd che dovrebbe uscire per Natale.
Francesco Iriti
Articolo pubblicato sul Portale www.ntacalabria.it