EVOLUZIONI FOLK          di Antonietta Cozza


     CALABRIA DA CANTARE          di Erminia Pietramala

 
     NOVE BRANI DA ASCOLTARE       di Anselmo Fata
 
 
     UN CD DI CARLO GRILLO        di Pietro Pontieri
 
 
     SE TRADIZIONE SIGNIFICA INTERNET        di Caterina Provenzano
 
 
     CALABRIA LOGOS - SECULU BRIGANTE        di Massimiliano Etere
 
 
     I CALABRIA LOGOS VINCONO A MY CHANCE ON AIR        di Peter
 
 
     ARTICOLO-INTERVISTA IN SEGUITO ALLA VITTORIA        di Francesco Iriti

 

     TAMBURELLI E TAMMORRE TARGATE CALABRIA LOGOS        di Peter

 

     NUOVA RACCOLTA DI CANTI POPOLARI        di Anselmo Fata
 
 
     I CALABRIA LOGOS A LABICO        di Gianpiero Imarisio
 
 
 
 
 
 
 
SCENE DI VITA POPOLARE CALABRESE RACCONTATE IN UN CD
 
EVOLUZIONI FOLK
 
SECULU BRIGANTE : PRIMO LAVORO IN MUSICA DEI CALABRIA LOGOS



  


Musica come incastro perfetto di suoni e voci, di lontananza magnifica, di tempi che furono e poco sono, di tutto ciò che appartiene ad un mondo che talora pare vanificarsi sotto i nostri occhi.
E ben vengano allora opere che sotto forma di CD nascondono la tenera esplosività di quello che siamo o forse siamo stati.

“Seculu brigante” è il prodotto in musica di Calabria Logos che è Associazione Culturale nonché gruppo di musica etnica diretto dal bravo e camaleontico Carlo Grillo, da tempo in prima linea a battersi per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi.
Seculu Brigante…ovvero…Scene di vita popolare calabrese” è dunque  e quindi il risultato di tutto questo lavorìo, è spettacolo portato in scena, è ora segmento musicale per “palati” raffinati. E' palpabile, bellissimamente palpabile, la miscidazione di generi nel racconto musicale. Si sposano il blues al jazz, il folk al rock avvinti da un filo rosso che sta nella calda sonorità popolare. A pelle batte la chitarra bettente (e passi il gioco di parola) che si scangia con quella classica nelle mani di Carlo Grillo, metallico e vibrante il flauto traverso di Carlo Mercuri, la fisarmonica di Enzo Naccarato, il contrabbasso di Giovanni Reale.

I testi sono nove, tutti rigorosamente dialettali, nati da quella stessa cartina al tornasole che è la popolarità del lavoro “testi di tradizione orale, riveduti ed arricchiti da musiche inedite”. I loro titoli sono: Arbiru, `A furmica e la cicala, Ninna nanna, Si muaru, Cum'è duce, Ti rivigli, Calavrisella, All'aspre pene, Seculu brigante. La vocalità spetta a Carlo Grillo, ad Antonio Grillo e alla brava Velia Ricciardi. L'amalgama è di quelle felicissime.

Ci si aspetterebbe solo il gioco musicale e tonale da un lavoro siffatto che affonda le radici in un microcosmo che già di per sé assomma variegatezza musicale e, invece, va sottolineata la cura e la ricerca testuale che attribuisce alla parola grande significatività sicchè tanto il significante quanto il significato diventano importanti. “…..Simu arrivati aru seculu brigante…quannu parravanu `na vota `ppè sempre…'nua vulimu giustizia de li Santi…ca i Santi n'hannu datu lu talentu…. E' l'incipit del brano che dona il titolo alla raccolta. E racconta dei cambiamenti dei tempi e del suo fluire rapido e delle “guagliune” che si maritano e se ne vanno lontano assai nel mentre resta la donna del poeta-cantore “…Sulu `a guagliuna mia c'haju trovàtu…bene de core li `nn'haju volùtu…”. E l'amore è dolore nel canto popolare ed è tanto forte da far morire come intensamente si racconta “…Dintra `na vara `ccù le manu `ncrùcia…Pue tannu, bella, ti lu pue avantàre…Ca signu muortu `ppè tia cumu `na crucia…”.
E' il brano Si muaru, cui fa eco All'aspre pene che prende un afflato maggiore e il penare non è sol amoroso “All'aspre pene mie `nun c'è la fina…Nun sacciu quale Diu chi mi mantèna…'A terra chi scarpisu punge `e spine…E l'aria se nutriscia di valene…”. Strazia l'anima Cum'è duce che ci racconta dell'amore senza parole di Rosa e `Ntoni, gioca sulla doppia vocalità maschile e femminile e il flauto ha un rapporto tanto stretto con la parola da farsi contrappunto d'anima. Brano tra i più intensi e belli.

La raccola è comunque un percorso musico-testuale assai interessante che ha come baricentro sempre l'uomo e le sue emozioni. E sol per questo val la pena ascoltarla e immeggersi nel crogiuolo ricchissimo che offre e che solo le parole non bastano a dire.
 


                                                                               Antonietta Cozza

Articolo pubblicato su "La provincia cosentina" del 29 Gennaio 2004


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SECULU BRIGANTE : IL PRIMO CD DEI CALABRIA LOGOS
 
CALABRIA DA CANTARE
 
LA TRADIZIONE MUSICALE DELLA NOSTRA TERRA COME FONTE DI ISPIRAZIONE







 La tradizione musicale della nostra terra, le nostre radici, i tesori chiusi dentro gli scrigni della memoria, sono fonte d'ispirazione per un cantautore calabrese davvero interessante, Carlo Grillo, produttore ed anche uno degli interpreti del CD “Seculu Brigante”  realizzato con il suo gruppo “Calabria Logos”, in cui la musica tradizionale calabrese è ri-arrangiata e reinterpretata  per essere diffusa e soprattutto, mai dimenticata.
  Nove canzoni tutte molto orecchiabili e gradevoli che entrano nella testa e stentano ad uscirne.
 Basta ascoltare questo CD per entrare in un contesto musicale denso di suggestioni, in cui il recupero della tradizione e delle sue ammalianti sonorità, si innesta su una ricerca individuale colta e raffinata. La musica è quella mediterranea, solare ed insieme malinconica, dalle venature arabe, in un intreccio di suoni e di culture.  Il disco, infatti, oltre ad avere radicate matrici di musica etnica, porta con sé alchimie di connubi audaci: con il jazz, il pop, il blues,...
 I testi, rigorosamente in dialetto calabrese, hanno il piglio della poesia vera, quella lontana dai luoghi comuni e dai facili autobiografismi sentimentali. Il dialetto genera un substrato linguistico che va perfettamente di pari passo con la musica, realizzata con strumenti popolari, tradizionali, acustici che creano atmosfere di grande fascino.
 Suoni e parole della nostra terra, dunque, una lingua per molti “antiquata”, di uomini stanchi e vecchi, una lingua che molti considerano perdente, ma che Carlo Grillo ha scelto e rivitalizzato per raccontare la sua musica. Assolutamente devoto alla sorgente popolare, ovvero gli anziani, custodi orgogliosi di annali mnemonici praticamente inediti fatti di novene, filastrocche, canti tradizionali e poco frequentati, Carlo Grillo effettua  ricerche musicali in loco, sicuro com'è dell'importanza di un simile lavoro di censimento. “Ho compiuto - precisa Carlo Grillo- ricerche sulle tradizioni etno-musicali delle zone limitrofe di Cosenza dove vivono contadini, massaie, operai e dove le generazioni più vecchie sono le ultime testimonianze di un microcosmo di canti e musiche che rischia di andare perduto”.
 Al fianco di Carlo Grillo (chitarra classica , battente e voce) autore di parole e musica di tutti i brani -solo due sono una rielaborazione di canti tradizionali-  troviamo Carlo Mercuri al flauto traverso e barocco, Enzo Naccarato alla fisarmonica, Giovanni Reale al contrabbasso, Antonio Grillo e Velia Ricciardi alle voci.  
 “Seculu Brigante”  è ricco di una sensibile compattezza dal punto di vista dell'amalgama strumentale; al primo ascolto emergono la chitarra, le ritmiche fantasiose della fisarmonica, un suono di presa immediata, secco, essenziale eppure stuzzicante e gradevole. Poi, via via, come sfogliando un libro di immagini, dopo i suoni si apprezzano le storie raccontate, i personaggi, l'attimo fuggente, i sogni di visioni fra realtà e fantasia, le invocazioni, l'essere donna, madre, amante…temi cari alla tradizione popolare, protagonisti di canzoni di oggi, espressioni di ansie e valori, attese e sofferenze di sempre.
  Il disco è aperto dalla canzone “Arbiru” che simboleggia metaforicamente la donna, forte nella sua apparente e attraente delicatezza,  un connubio entusiasmante di blues e liricità.
“Cum'è duce” é una canzone meravigliosa che dopo un'introduzione melodica affidata al flauto con accompagnamento di chitarra, spicca la voce di Velia Ricciardi, che duettando con i fratelli Grillo, Antonio e Carlo, riesce a creare un'atmosfera di oniricità che ci avvolge in una nuvola di pathos. Velia Ricciardi canta anche la canzone più tenera del CD, “Ninna Nanna”, dove la sua dolcissima voce disegna melodie molto languide e suadenti.
 Brano polifonico stupendo “Calavrisella” dove le voci maschili si mescolano in maniera magica disegnando melodie che gareggiano in un flusso continuo di sonorità ondeggianti. A chiudere il CD è la canzone che dà il titolo al lavoro, “Seculu Brigante” che vede coinvolti, in perfetto connubio voci  che di fondono in un insieme di sonorità che colpiscono per semplicità e gradevolezza.
 Di elevato livello l'esecuzione dei musicisti dotati di un'impeccabile tecnica che eseguono i brani in modo molto piacevole e raffinato. Il complesso musicale dei “Calabria Logos” è alla ricerca del suono originale attinente alle antiche tradizioni calabresi e attraverso la carezza della chitarra, i ricami dolcissimi del flauto, il suono penetrante del contrabbasso e l'inconfondibile armonia della fisarmonica, vivifica i toni ed i colori della nostra splendida terra.
 Indubbiamente un ottimo disco, molto fresco e orecchiabile che piace sin dal primo ascolto. Si resta avvolti in sonorità calde, vere e vive; intrappolati da musica nuova inanellata a radici antiche, popolari che creano una sorta di nuova autenticità musicale.
 E' bello sapere che in una città come Cosenza, tra le paludi stagnanti della musica commerciale e  da discoteca, si possono aprire dei meravigliosi barlumi di luce come  quello offerto dai  “Calabria Logos” con il loro “Seculu Brigante”, musica in fondo senza tempo, ipnotica e sognante.


                                                         Erminia Pietramala

Articolo pubblicato su "Il quotidiano della Calabria" del 19 Febbraio 2004



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IL VIAGGIO A RITROSO DEL GRUPPO CALABRIA LOGOS
 
NOVE BRANI DA ASCOLTARE






Si è costituita recentemente a Cosenza un’ Associazione Culturale che si propone di “riscoprire” e “rivalutare” le tradizioni popolari attingendo al folklore più autentico della Calabria. L’Associazione, che prende il nome di “CALABRIA LOGOS” ha già effettuato (e continuerà a farlo) una serie di ricerche sul campo in cui ha raccolto preziose testimonianze dalla viva voce di persone appartenenti al mondo contadino e a quello agro-pastorale: un corpus molto nutrito che comprende canti, racconti, proverbi, indovinelli, scioglilingua e anche solo musiche realizzate con strumenti tipici calabresi, quali la zampogna, l’organetto, la chitarra battente ecc. Il faticoso lavoro di ricerca sul campo prevede anche la rielaborazione dei dati raccolti con l’intento di dar vita ad una fase successiva di rivalutazione attraverso la recitazione ed il canto, veicoli di crescita spirituale, sociale e culturale. Il gruppo “CALABRIA LOGOS” propone, infine, al pubblico uno spettacolo dal titolo “SECULU BRIGANTE…..ovvero….Scene di vita popolare calabrese” scritto e diretto da Carlo Grillo. “Il lavoro - ci spiega Grillo - comprende un repertorio di canti tradizionali arricchito da musiche inedite e dove non mancano ampi spazi dedicati alla musica calabrese d’autore”. La musica la fa da padrone inserendosi a volte con enfasi, altre volte con dolcezza in quelle scene di vita popolare come l’incontro tra la calavrisella ed un giovine, le feste patronali, la mietitura, le serenate..ecc.


                                                                             Anselmo Fata

Articolo pubblicato su "Presila Ottanta" Anno XXI N° 234 - Dicembre 2003



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UN  CD DI CARLO GRILLO


             



L'Associazione Culturale "Calabria Logos" nasce per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi: Presidente è Carlo Grillo che proprio nei giorni scorsi ha presentato un CD dal titolo Seculu brigante che contiene un estratto dei brani più significativi di uno spettacolo teatrale e musicale in cui vengono presentate scene di vita popolare calabrese.
Grillo, che collabora con il nostro giornale con articoli sulla cultura contadina, sta portando avanti un lavoro di ricerca sul campo per raccogliere quelle testimonianze che ormai si stanno perdendo e che appartengono alla cultura agro-pastorale di alcune zone della Calabria.
Gli arrangiamenti musicali del CD, oltre allo stesso Grillo sono di Carlo Mercuri al flauto, di Enzo Naccarato alla fisarmonica e dell'irresistibile Checco Pallone alla chitarra e alle tammorre.


                                                                              Pietro Pontieri


Articolo pubblicato su "Paesi Silani",  Anno X  N° 61, Gennaio 2004



 


 

 

 

 
 
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Calabria Logos: folk e strumenti tipici dalle zampogne agli organetti

 

SE TRADIZIONE SIGNIFICA INTERNET

 

La musica popolare calabrese viaggia in rete

 

     

       

A volte la tradizione incontra la tecnologia. Quella moderna, avanzata, a passo con i tempi che mutano velocemente.  Si affaccia dalle finestre di Internet per essere ascoltata o letta, sfogliata o, più affettuosamente, dedicata. E così nasce un sito intitolato alla cultura e alle tradizioni popolari calabresi. Realizzato dall’associazione culturale “Calabria Logos”, presieduta dal musicista ed etnologo Carlo Grillo, il sito, consultabile all’indirizzo www.calabrialogos.it  dà spazio alla musica, ai proverbi, ai riti, alla gestualità, ai canti e balli di una tradizione, quella calabrese che non merita altro che essere riscoperta e valorizzata per ciò che è realmente: un immenso patrimonio culturale che si apre al mondo offrendo arte, musica e poesia. Il sito contiene anche tante informazioni utili per i turisti che volessero visitare la Calabria e ammirarne le zone artistiche. E allora quale mezzo più veloce, funzionale e immediato di un sito Internet? Un sito in cui vengono sapientemente illustrati i luoghi e gli itinerari turistici, i beni monumentali ed artistici. Inoltre, una finestra web si affaccia sul mondo della gastronomia, offrendo specialità culinarie tipiche della regione: sapori ed odori, quasi tangibili. Non manca, però, lo spazio dedicato agli uomini illustri, personaggi che hanno segnato linee di demarcazione all’interno di contesti socio-politici, letterari e sociali. Per ultimo, una visione d’insieme sulla storia locale. Quella passata e quella presente.

Il sito offe anche la possibilità di ascoltare dalle casse del proprio computer musica popolare prodotta dal gruppo Calabria Logos. Un viaggio nei ricordi, sbiaditi o marcati che siano, di una musica dal ritmo sorprendente, che fa muovere gli arti quasi incondizionatamente.  Nel programma sarà possibile ascoltare un’inedita versione del canto Calavrisella, simbolo musicale della tradizione calabrese. Un edizione moderna che ben si sposa con l’intento antico. Polifonica, strumentata, piena di vita, fa riscoprire la bellezza di canti relegati, ormai, in un cantuccio della nostra memoria, troppo esposta a stimoli, più o meno positivi provenienti da troppe zone del mondo.

La riscoperta e la rivalutazione delle musiche popolari calabresi viene sancita grazie ad alcuni strumenti tipici della tradizione locale. E giù con zampogne, chitarre battenti, organetti che riproducono canti e balli riconducibili all’essenza del nostro essere. Attraverso un attento lavoro di ricerca e di studio, l’associazione Calabria Logos si preoccupa già da diversi anni di veicolare il patrimonio popolare alle nuove generazioni, digiune di leggende, racconti, modi di dire. Un apprezzabile finalità che trova consenso da più parti. Critica compresa. Ampio spazio l’associazione ha dedicato alla ricerca. Contadini, pastori,  operatori di agrumeti verranno osservati nel loro ambiente naturale, in momenti di festa e vita lavorativa per testimonianze la vita semplice e pur tanto tribolata della gente del Sud.  L’associazione, nata nel 2000, con sede a Mendicino, in provincia di Cosenza, ha all’attivo numerosissime manifestazioni artistico-culturali, teatrali, musicali di genere rock, jazz, blues, classica e moderna. Basta ricordare il successo ottenuto con il CD “Seculu Brigante”, da cui traspare tutto il folk di una tradizione che ben si sollazza con la canzone d’autore. Nove canzoni calabresi. Uno spettacolo orecchiabile, vero, passionale. Un crescendo di emozioni e sensazioni scaturite dalla complicità di testi e musica. Un insieme di musica etnica, ritmica… 

Nel sito Internet molto bella e interessante è la sezione dedicata alle foto de “I ricordi in bianco e nero”. Un “come eravamo” per scoprire la necessaria origine di noi, il legame fra ciò che è stato e ciò che non c’è più. E il discorso potrebbe continuare, in un “logos” che non avrà mai fine. Come le tradizioni e la cultura popolare di una terra, perpetuate da chi, con immensa passione, riesce a cullarle nella crescita del tempo.

 

Caterina Provenzano

Articolo pubblicato su "Il quotidiano della Calabria" del 26 Maggio 2005

 

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CALABRIA LOGOS – SECULU BRIGANTE

 

 

 

 

 

 

 

E' ormai sera, nella piazzetta si beve buon vino e si mangia cibo gustoso. C'è un gruppo che suona la colonna sonora della festa. Tanta allegria, un po' di malinconia, sorrisi, risate e grida felici. C'è chi balla a ritmo della musica alla luce delle prime lampade elettriche.

Chiudere gli occhi e volare con la mente in una Calabria che forse non c'è più. Con la mente, si, perché sono fisicamente da tutt'altra parte ed in un altro tempo. Questi sono i "Calabria Logos", gruppo di musica etnica calabrese. Questo viaggio mi hanno regalato.

Una simile intensa emozione la provai un paio di anni fa quando ebbi l'onore di salire sul palco affianco ai celeberrimi "TENORES DI BITTI Remunnu 'e Locu". Vederli cantare, abbracciati tra loro nella tipica postura del "canto a tenore", mi ha permesso di respirare in pochi minuti secoli di una cultura tanto diversa dalla mia. I "Calabria Logos" sono riusciti a spedirmi altrove così come i "tenores" e non è da tutti, ve lo garantisco…….incredibili.

Si sentono influenze più "moderne", jazz, blues ed altro ancora ma la base è rigorosamente "popolare". I testi sono in dialetto e gli strumenti usati (la chitarra battente, l'organetto, la zampogna, le tamorre) sono quelli di tanto tempo fa prima delle contaminazioni dell'elettronica e dell'elettricità. Il prodotto è un suono "genuino" che potrebbe stancare rapidamente i giovani abituati ai suoni moderni e potenti ma non l'orecchio attento, non chi apprezza sinceramente il grande lavoro svolto da questo gruppo di appassionati.

Le musiche sono ora dolci e struggenti ("Ninna nanna") ora frenetiche ed allegre ("A furmica e la cicala") che mi fanno venire voglia di ballare al centro di quella piazzetta che immaginavo. Se hanno fatto venire voglia a me che non ballo neanche sotto minaccia armata significa che i "Calabria Logos" hanno raggiunto, forse, uno dei loro scopi: quello di appassionare, coinvolgere e trasformare l'ascoltatore in un genuino Calabrese di tanti anni fa.

Bravi "Calabria Logos", bravi e coraggiosi e pazienti per aver sapientemente scavato e ricercato nella cultura della loro terra quei suoni, frasi e sensazioni che rischiano di essere dimenticate con la progressiva e naturale scomparsa di quegli antichi testimoni ancora viventi.
Grazie per il vostro lavoro.

 

Massimiliano Etere

 Recensione pubblicata su "Suonare Suonare", 8 Novembre 2006 - www.suonaresuonare.it

 

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I Calabria Logos vincono il Concorso

MY CHANCE ON AIR

La musica calabrese programmata in 30 Radio Italiane

grazie al Popolo di Internet

 

I CALABRIA LOGOS vincono il Concorso “My Chance On Air”.

Le 30 Radio Partners trasmetteranno la loro musica che potrà essere ascoltata da circa 700.000 ascoltatori in molte città d'Italia ogni 10 giorni più eventuali repliche della trasmissione durante lo stesso periodo.

Il progetto è rivolto a  bands, cantanti, cantautori, poeti, registi etc…..  iscritti al sito www.mychance.it il quale offre a tutti gli artisti la possibilità di avere gratuitamente una propria vetrina on line e dunque proporre la propria musica, sottoposta in seguito al giudizio di esperti appartenenti al variegato mondo dello spettacolo.

Ogni settimana le Radio Partners (ben 18 Radio Web e 12 Radio FM) faranno ascoltare i primi tre classificati in base alle votazioni dei navigatori del sito.

Ecco la Classifica della Settimana che va dal 14 al 21 ottobre 2006.Settimana dal 23/10/2006 al 30/10/2006

1 classificato: Calabria Logos – con il brano  Si muaru        Voti    437

 

2 classificato: Diaciannovecento – con il brano  Follia        Voti    316

 

3 classificato: Griffo – con il brano  Troppo bello        Voti    228

 

La musica dei "Calabria Logos", dunque, viene catapultata, su una ribalta nazionale grazie al popolo di Internet che, come sappiamo, è fatto prevalentemente da giovani. Quei giovani che hanno saputo apprezzare la musica calabrese d'autore (ricordiamo che il brano “Si muaru” è stato scritto da Carlo Grillo, leader della formazione, così come gli altri due presenti nel sito: “Arbiru” e “Seculu brigante”).

Carlo Grillo, etnomusicologo, è anche il Presidente dell’omonima Associazione Culturale nata con lo scopo di “ riscroprire e rivalutare le tradizioni popolari calabresi attraverso un attento lavoro di ricerca e di studio, affinchè si abbia coscienza che tutto il corpus di tradizione orale, comprendente gli usi, i costumi, i canti, i racconti, le leggende, le danze, i modi di dire della nostra terra, sia considerato, anche dalle nuove generazioni, un grosso patrimonio da tutelare e mantenere vivo”.

Grillo riscopre vecchi canti tradizionali e li ripropone in chiave moderna. La musica si inserisce a volte con dolcezza, altre volte con enfasi in quelle scene di vita popolare calabrese ed accoglie al proprio interno contaminazioni musicali che vanno dal folk al rock, al blues.

 

Peter

Articolo pubblicato su "Musica Punto Amici", 23 Ottobre 2006 - www.musicapuntoamici.com

 

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TAMBURELLI E TAMMORRE TARGATE “CALABRIA LOGOS”

 

 

 

Antonio Grillo, voce solista dei Calabria Logos (gruppo di musica etnica che vive ed opera a Cosenza)ha recentemente scoperto il gusto di suonare il tamburello. Ne ha comprati di diversi esemplari in pelle sintetica finchè non si è imbattuto in una tammorra di fattura artigianale. Come per incanto gli è balzata in mente l'idea di costruirsene una da solo.

Un un batter baleno ha allestito un piccolo laboratorio nel garage di casa e da qui è iniziata la grande avventura. Pinze, tenaglie e taglierini insieme a pennelli, colla e chiodini rappresentano ormai la linfa vitale delle sue creazioni. Pelli di capra e di pecora (che lui rimedia presso i pastori del luogo) ormai sono dappertutto.

E' inutile dire che il gruppo Calabria Logos ha da tempo smesso di comprare tammorre. Anche il loro tamburellista ufficiale, Gennaro Sciarrotta, per i concerti, utilizza gli strumenti costruiti nel laboratorio di Antonio.

Il tamburello, di forma più piccola rispetto alla tammorra, è molto diffuso anche in Calabria dove prende il nome di "tammurinu o tambureddu". Esso è presente in molte iconografie calabresi a carattere turistico-commerciale e viene spesso utilizzato come emblema della nostra Regione. Lo troviamo raffigurato su un numero cospicuo di musicassette e dischi ma anche su oggetti di diverso tipo e materiale.

Tamburelli e tammorre vantano origini antichissime.

Sono stati rinvenuti graffiti rupestri che raffigurano sacerdotesse fenice con il tamburo a cornice in mano o nell'atto di suonarlo e da ciò si ritiene che esso sia sempre stato uno strumento essenzialmente femminile,  perchè strettamente connesso ai rituali di fertilità. Da noi, come in altre regioni del Sud Italia, sono impiegati per accompagnare la tarantella,  che come è noto, richiede un forte sostegno ritmico.

La costruzione ha inizio con la concia della pelle (di pecora o di capra)  che si esegue con sale e allume di rocca. La base, su cui si applica la pelle,  è costituita generalmente da telai circolari in legno e da una cornice. Però possono esistere, su volontà del costruttore,  tamburelli e tammorre di diversa forma come nel caso della forma a mezza luna … ed altre. La pelle, ancora bagnata, viene tesa e successivamente fissata con colla e chiodi (o anche spille). A volte si rende necessaria l'aggiunta di un controcerchio di legno. 

Alcuni costruttori sono anche in grado di decorare le cornici di legno con illustrazioni di carattere floreale o raffigurazioni di geste cavalleresche. Una volta applicata la pelle al telaio, il tamburello sarebbe già pronto per essere suonato ma si usa aggiungere (un pò per migliorare il suono, un pò per tradizione) anche una parte metallica costituita dai cimbali, originariamente ricavati da latta di sarde. Sono coppie di piattini metallici battuti e temperati ed applicati con fili di ferro. Sono detti anche sonagli.

Le dimensioni del tamburello variano dai 15 ai 50 cm di diametro. Anche il numero di cimbali varia a seconda della gravità del suono che si vuole produrre. Infatti la componente grave del suono prodotto è costituita dalla percussione della pelle di capretto o di capra, mentre quella più acuta dipende dai cimbali metallici. 

Il tamburello si suona scuotendolo con la mano sinistra e colpendolo dal basso con la destra utilizzando la punta delle dita e facendolo vibrare con l'indice o il medio inumidito. A seconda delle varie tecniche vengono impiegate anche il palmo e il polso. In alcuni casi, al fine di ottenere un suono più vellutato, si lasciano i peli dell'animale attaccati alla pelle.
Un tipo di tamburello industriale, privo di pelle  con solo i sonagli, è utilizzato nella musica pop e rock. Si suona battendolo contro il fianco.

Per suonare all'aperto durante un rituale è necessario fare uso di strumenti dalla voce potente e a tale scopo il telaio di legno della tammorra viene costruito con un diametro superiore ai quaranta centimetri. 

La tammorra viene detta anche tammurro.

Come è stato detto sopra per il tamburello, la tammorra è un tamburo a cornice con la membrana di pelle essiccata di animale (anche per la tammorra è quasi sempre capra o pecora) tesa su una forma circolare di legno alla quale vengono fissati i sonagli.

Suonare la tammorra richiede più sforzo fisico rispetto al tamburello e per questo motivo i suonatori sono, quasi esclusivamente, uomini.
In pratica, bisogna impugnare energicamente il telaio con la mano sinistra e tenuto perpendicolarmente al corpo, mentre la pelle viene percossa dalle dita e dal palmo della destra.
La tammorra può essere suonata da sola o anche utilizzata per accompagnare il canto. Nel secondo caso abbiamo la tammurriata una forma musicale vocale e strumentale, ad andamento essenzialmente binario mentre il ritmo della tarantella (è bene ricordarlo) è ternario. La tammurriata si esegue durante le feste religiose ( nell'area Vesuviana) e nelle occasioni rituali che accompagnano i pellegrinaggi devozionali alla Madonna.

Comunque tamburelli e tammorre si accoppiano spesso con altri strumenti percussivi, come le castagnette o nacchere, il cupi cupi e i campanacci.

 Alla struttura ritmica corrisponde una particolare scansione metrica dei versi, di undici sillabe, che durante il canto subisce però variazioni estemporanee sia nel numero delle sillabe che nell'organizzazione. La danza, in origine un mezzo medianico inseribile in un vasto complesso magico/religioso, diviene pure essa parte indispensabile della vita di una comunità, in un contesto rurale.

 

Peter

Articolo pubblicato su "Il Corriere del Sud", Anno XV N° 15/2006 - 16 Settembre

 

 

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NUOVA RACCOLTA DI CANTI POPOLARI

 

 

 

Una nuova raccolta di musica e canti popolari calabresi è stata prodotta su Cd dal gruppo “Calabria Logos”, l’Associazione Culturale per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi, con sede in Mendicino (CS).

Il gruppo di musica etnica, che si esibisce in concerti in molti centri calabresi, ove riscuote grande successo, è diretto da un artista di valore come Carlo Grillo.

Questa nuova raccolta, dal titolo eloquente “Ancora Sud”, contiene dodici brani che sono frutto di una attenta e meticolosa ricerca di suoni e di canti popolari che rischiavano di perdersi in un colpevole oblio in una terra che dovrebbe prestare più attenzione alle proprie tradizioni e alla propria storia culturale.

Merito di “Calabria Logos”, oltre ad offrirci l’ascolto di musica e canti inediti, quello di arricchire la cultura calabrese, di validi riferimenti artistici e di tradizioni popolari.

 

Anselmo Fata

 
Articolo pubblicato su "Presila Ottanta" Anno XXV N° 258 - Settembre 2007
 
 
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I CALABRIA LOGOS A LABICO
 
 
 
 
Bella esibizione dei Calabria Logos domenica scorsa a Labico (Roma), dove la locale Associazione Eno-gastronomica celebrava la consueta Edizione dell' Ottobrata Labicana.
La giornata era iniziata, come da programma, con una pedalata ecologica nel verde circostante, alla quale era poi seguita una degustazione dei vini del territorio.
In prima serata, ad una tavolata allestita in una delle principali vie del paese, elargizioni al numeroso pubblico di quintalate di pasta e fagioli, accompagnate poi da salcicce e vino (naturalmente, sempre di produzione locale).
Più tardi era stata programmata tutta una serie di giochi di società, tra cui una tombola enogastronomica, ma il nostro gruppo è riuscito  letteralmente a catturare attenzione ed entusiasmo di tutti i partecipanti seduti ai tavoli che riempivano l'intera piazzetta.
Infatti il folto pubblico, tra una "bruschetta" ed una "braciata" compartecipava vistosamente all'atmosfera di festa gioiosa creata non solo dagli strumenti ottimamente suonati, ma soprattutto dalla bravissima Rosalba che attraverso le sue danze entusiasmava gli astanti con un ritmo ed una cadenza che esprimevano quasi un fascino gitano.
Veramente bravi tutti quanti!
 
Gianpiero Imarisio
 
 
Articolo pubblicato sul Portale www.campanesionline.com  - 12 ottobre 2007
 
 
 
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ARTICOLO-INTERVISTA IN SEGUITO ALLA VITTORIA

DEL CONCORSO MY CHANCE ON AIR

 

"Calabria Logos è un gruppo di musica etnica calabrese che nasce in seno all'omonima Associazione Culturale per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi. Si è costituito nel luglio del  2000 a Cosenza, città in cui vive ed opera". Nella settimana scorsa la formazione cosentina  è riuscita a piazzarsi al primo posto nel Concorso “My Chanche On Air” con il brano dal titolo “Si Muaru”. Riusciamo ad intervistarli:
 

1   Cosa avete provato quando avete appreso la vittoria?
Diciamo che non c’è stato l’effetto sorpresa che ha decretato una nostra vittoria. Nel Concorso “My Chance On Air” la votazione dura tutto l’arco di una settimana e c’è la possibilità di tenere sotto controllo la classifica che si aggiorna simultaneamente. Siamo balzati al primo posto sin dal primo giorno e lì siamo rimasti sino alla fine. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno votato: amici, conoscenti, colleghi musicisti, fans ed in particolare alcuni siti amici. Tra questi
www.ntacalabria.it  diretto dal dott. Nino Pansera, un sito che è un vero portale. Un grande punto di riferimento per tutti i calabresi sparsi nel mondo.

2   La vostra vita artistica cambia dopo questo importante riconoscimento?
Ci auguriamo che cambi. I primi segnali già arrivano. Alcune radio partner del progetto (ben 18 radio FM e 12 radio web) ci hanno scritto chiedendoci l’intero Cd per programmarlo in appositi spazi destinati alla musica etnica. Noi andiamo avanti con i nostri propositi di divulgazione della musica calabrese, popolare e d’autore, e in questo sappiamo bene che le radio sono una vera forza.

3  Preferite il pubblico di Internet o gli altri fruitori musicali che vi ascoltano ormai    da tempo.
Il pubblico è pubblico con le dovute differenze chiaramente! Il “Popolo di Internet” ci piace molto perché è fatto prevalentemente da giovani. Quei giovani  che non vanno pazzi per la musica etnica e popolare ma preferiscono generi musicali più alternativi e ribelli. Ecco che allora la soddisfazione per noi è stata doppia. Internet è come l’attore del cinema: tu sei davanti ad un monitor, sai che ti stanno votando ma non vedi nessuno.  

4   Progetti per il futuro sia a livello musicale che personale?
Tanti. Calabria Logos riprenderà al più presto il proprio lavoro di ricerca sul campo nella nostra amata terra ma non solo. Abbiamo intenzione di volgere uno sguardo alle vicine Regioni del Sud, alla Puglia per esempio. Riproporre le pizziche salentine, che tanto assomigliano alle nostre tarantelle “riggitane”, ci riempie di entusiasmo. Dopo anni di esibizioni abbiamo capito che la gente non vuole più svolgere un ruolo passivo nei nostri concerti. Vuole far sentire la propria presenza inventando spesso “passi di tarantella” molto coinvolgenti ed intriganti, che finiscono per coinvolgere un gran numero di persone. Inoltre troverete tutte le ultime novità sul nostro sito
www.calabrialogos.it . Stiamo anche preparando il prossimo Cd che dovrebbe uscire per Natale.

Francesco Iriti

Articolo pubblicato sul Portale www.ntacalabria.it

 

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