




a) quando nevica in
dicembre, il fenomeno si ripeterà entro i prossimi tre mesi. Se così è,
prepariamoci ad altre nevicate …….non facendoci (questa volta) trovare
impreparati (passi la ripetizione);
b) la neve che cade in
dicembre tarderà a sciogliersi a causa del freddo provocato dai mesi che
seguiranno.
Al contrario, la neve che cade in marzo dura poco perché “'a
niva `e marzu dura quantu `i pìecuri allu stàzzu
(La neve di marzo dura il tempo in cui le pecore restano nell'ovile (e cioè, una
sola nottata). Comparando questo proverbio calabrese col “cugino italiano”
“La neve marzolina dura dalla sera alla
mattina” notiamo la forte similitudine.
La neve procura in ognuno,
grandi e piccini, un senso irrazionale di felicità, ma nel contempo provoca
enormi disagi nelle città e nelle frazioni circostanti. A soffrire di più sono
(come da copione) le persone sole, anziani e bambini...gli stessi bambini che
della neve gioiscono, anche perché essa fornisce loro l'opportunità di non
andare a scuola.

Ma pensiamo ai tanti automobilisti che sono rimasti bloccati sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, chiusa per ben sette ore in direzione Nord.
Di sicuro i passeggeri bloccati nelle stazioni, negli
aeroporti, nelle autostrade e nei porti avevano altro a cui pensare che ai
proverbi come “fiocchi di saggezza popolare”, in loro regnava solo un sentimento
di sgomento e di disperazione (d'altronte comprensibile).
Il contadino che invece
vive in uno spazio limitato e consueto ed osserva le fasi lunari, continua ad
essere allegro e fiducioso perché “Annu nivusu….annu
fruttusu” (Anno nevoso anno fruttuoso). Il proverbio ci rimanda
ad un altro che recita:”Jennàru siccu….massaru
riccu” (Gennaio secco, cioè freddo, contadino ricco).

Certo,
molti di questi proverbi sulla meteorologia sono talvolta poco più che
superstizioni, ma nella maggior parte dei casi possono fornire precise
indicazioni sul cambiamento del tempo. Uno dei più grandi filosofi di tutti
tempi, Aristotele, sosteneva che il proverbio è un residuato della filosofia dei
tempi antichi, conservatosi fra molte rovine per la sua brevità ed opportunità.
E volendo essere opportunisti, facciamo nostro il proverbio che dice
“Dopo la neve buon tempo ne viene”. Ma se le
previsioni parleranno ancora di “annuvolamenti irregolari associati a
precipitazioni localmente nevose, anche a quote basse…” sarà come dire che la
situazione non migliorerà…..e allora, a chi credere?
Carlo Grillo
Articolo pubblicato su "Il
Corriere del Sud", Anno XI N°2 - 16 Gennaio/30 Gennaio 2002 pag.
41