Epifania



LA BEFANA: PERSONAGGIO MITICO DI ESTRAZIONE POPOLARE

 


 
NOTTE DI EVENTI MIRACOLOSI
 
I BAMBINI SONO SOLITI APPENDERE LA CALZA DENTRO IL CAMINO



La fine dell'anno, in tutte le città della Calabria come in molte parti del mondo, c'è ancora l'usanza di sparare una gran sorta di petardi, bombe a mano, tric trac e colpi d'arma da fuoco. Inoltre si usa ancora buttare in mezzo alla strada oggetti di vario genere: comodini, vecchie trabacche, materassi, elettrodomestici rotti o semplicemente bottiglie, vasi di terracotta, piatti ecc..! Usanza questa che anche quest'anno, purtroppo, ha fatto registrare un numero non indifferente di incidenti.

Anticamente, però, nella notte che precede il capodanno, si respirava un'aria del tutto diversa, grazie ad una figura adesso scomparsa, ma ancora piena di fascino : il banditore comunale.

Questo personaggio, a notte inoltrata, percorreva le strade del paese a suon di tromba o di tamburo, facendo sosta presso le case dei benestanti. A voce alta e sotto forma di canto augurava le buone feste ed il principio dell'anno al padrone di casa e a tutta la sua famiglia.....Li boni festi vi dùgnu cantannu.....Natali, Pifanìa e Capudannu.....! Il giorno dopo ripeteva il medesimo giro per riscuotere da ciascuno la strenna in denaro.

Oggigiorno sopravvivono timide iniziative di gruppi sporadici che usano ancora portare  “ Li boni festi “ come conferma annuale di un legame di amicizia....Senza èssari chiamàti simu venùti....! Trattandosi di canto augurale, a tutti è data la possibilità di unirsi ai suonatori con il “ rischio “ che il gruppo, aumentando di numero possa trasformare il canto augurale in una festa notturna.

L'Epifania è la festa liturgica più solenne della Chiesa Cattolica. Essa è detta anche “ Prima Pasqua “ e rappresenta nella cultura popolare il culmine delle cerimonie cicliche che scandiscono il corso dell'anno.

La notte che precede la festa dell'Epifania è considerata notte di eventi miracolosi . Gli animali parlano e per questo fatto sono capaci di maledire il padrone  e fare in modo che la sua famiglia vada  incontro a misteriose disgrazie. Per evitare ciò, la sera della vigilia, bisogna farli mangiare in abbondanza. In diverse località della Calabria si racconta una storiella.

Il fattore di una masseria imprecisata era abbastanza scettico ma altrettanto curioso; così decise di appurare personalmente questo evento prodigioso. La notte della vigilia dell'Epifania decise di dormire nel pagliaio, dietro la mangiatoia dei buoi. A mezzanotte l'asino disse al bue “ Mangiàmu bùanu...ca dumani hàmu `e fatigàri. Hàmu `e portàri `u patrùni `ccù ru carru....”

(Trad.  Mangiamo più del solito perché domani avremo da lavorare. Dovremo portare il padrone al cimitero).

Nel sentire queste parole il fattore fu preso da tremenda paura. A fatica giunse a casa ma morì sulla porta.

Le fontane versano olio e nei fiumi scorre vino ma nessuno è in grado di accorgersene. La condizione idonea per poter assistere a questi avvenimenti, secondo la cultura popolare, è quella di essere “ sinceri “ e cioè non essere a conoscenza di nulla.

La notte dell'Epifania i bambini sono soliti appendere la calza dentro il camino o lasciare le proprie scarpe con la speranza di trovarvi dentro cose buone. Attendono tutti l'arrivo della befana mentre ormai si disfa il presepe o l'albero di Natale. La befana è un personaggio mitico, di estrazione popolare, e viene rappresentata come una strega brutta e vecchia ma altrettanto benefica che porta tanti doni ai bambini buoni per ricordare l'omaggio che i Re Magi offrirono a Gesù quando nacque. Ella è vestita di stracci e scende dal cielo viaggiando su una scopa, si infila poi nel camino e giunge nelle case tra il 5 e il 6 gennaio. E proprio in questa notte un tempo si celebrava la Messa della Stella .

Tre persone impersonavano i Re Magi e a cavallo si dirigevano verso la chiesa sotto la guida di una stella di carta. Essa era posta su di un filo e dentro vi era acceso un lume. Succedeva spesso che la carta si bruciava ma questo veniva interpretato dalla gente come segno infallibile della mano di Dio.

Non passerà molto tempo dall'Epifania allorchè la morte di Carnevale simbolizzerà la fine dell'inverno, periodo caratterizzato da freddo e fame, e annunzierà una stagione feconda in cui
si assisterà al risveglio della natura che porterà l'approvvigionamento in tutte le case.
Arriverà un periodo in cui ogni cuore umano metterà da parte le proprie angosce ed i propri tormenti e si abbandonerà alle gozzoviglie ed ai divertimenti più sfrenati.
 

Il Carnevale viene rappresentato con un “ fantoccio “, subisce, cioè, un processo di personificazione. In molte farse carnevalesche lo troviamo accanto ad una vecchia brutta e cattiva che simbolizzerà la Quaresima. Mentre Carnevale consuma un gigantesco pasto e mangia con grande ingordigia fino a strozzarsi, Quaresima rimane digiuna, intimorita e subisce l'aggressività e la spavalderia del primo. In un secondo momento Carnevale appare sofferente per aver mangiato troppo. Invano vengono interpellati i Medici ( i quali rappresentano la cultura ufficiale esprimendosi in lingua italiana ). Carnevale deve morire, ma prima però detterà il testamento al Notaio e chiederà l'assoluzione al Prete. Morto Carnevale, Quaresima piange il venerato sposo.
 



                                                                    Carlo Grillo


 


PULCINI VIRTUALI E CUCCIOLI ELETTRONICI

NELLA CALZA DELLA BEFANA




“Che cosa ti ha portato la Befana?” E' la domanda tipica che si suole fare all'indomani della vigilia. Caramelle, torroni, e cioccolate per i bambini buoni, mentre per quelli cattivi niente all'infuori di cenere e carbone. Questa struttura consolidata nel tempo è dura a morire ma,  in tempi di tecnologia avanzata, necessita di un aggiornamento.

Oggigiorno i bambini (esclusi quelli di tenerissima età) non si accontentano più di liquirizie e lecca lecca o semplici orsacchiotti di peluche ma desiderano quei giocattoli che prepotentemente entrano nelle nostre case attraverso il mezzo televisivo. Non più bambole mute, che accettano passivamente le coccole della padroncina, ma vere collaboratrici che possiedono una loro capacità comunicativa e che a un certo punto ti dicano “….Che gioia, sarò mamma…” oppure “….Che sorpresa, un cucciolo…”.

Le novità dell'anno? Il primo è “Mamy” un pulcino virtuale, il secondo “Furby” (il nome è tutto da interpretare), amici elettronici che comunicano, insegnano giochi, canzoni e parlano con i bimbi. Ritorna il “peluche” ma stavolta sotto le sembianze di un cucciolo (simile a una civetta) da accudire e coccolare per farlo crescere più in fretta. Si gioca ancora alla mamma, dunque, come ai vecchi tempi ma non c'è più quella netta distinzione tra giocattoli maschili e femminili; il ruolo della mamma lo svolge spesso il papà, e viceversa…..proprio come quanto accade  nella vita autentica.

Per i più grandicelli è tempo di telefonini e di certo le offerte non mancano; tim, omnitel, wind ormai hanno catturato l'attenzione di tutti, anche dei più anti-progressisti. “Bisogna adeguarsi per non rimanere tagliato fuori”, ci riferiscono coloro che di “questi aggeggi” non volevano neanche sentirne parlare, e siamo senz'altro d'accordo, ma che ne direste se tutti ne facessimo un uso più intelligente? E' tempo di cellulari ma anche di computer (ammesso che entrino nella calza), c'è n'è almeno uno in ogni casa e uno su quattro è collegato ad internet……che facciamo, non ci colleghiamo?  

Ma ora cambiamo discorso e diciamolo subito: “Gioco del grande fratello”….ecco, l'abbiamo detto! Come si fa a fare gli indifferenti su quello che è stato definito il fenomeno mediatico del 2000? Chi non si è soffermato almeno una volta a guardare i reclusi di Cinecittà? I più “culturalmente impegnati” dichiarano di non aver mai resistito più di cinque minuti davanti allo schermo, ma poi si  scopre che sanno tutto su Marina, su Pietro, su Rocco….ecc. E, ironia della sorte,  saranno i primi a comprare il gioco ai loro figli….. già i figli….cosa non si farebbe per loro! Ma se proprio vogliamo bene ai nostri figli e ci teniamo alla loro salute, allora stiamo attenti a quello che regaliamo.

Prima di comprare il giocattolo assicuriamoci che sulla confezione ci sia il marchio C E che ne garantisce la sicurezza insieme ad un altro simbolo che esclude la colorazione con vernici tossiche. Altra indicazione importante è la fascia di età al quale è destinato. La finalità del costruttore non dovrebbe essere quella di proporzionare il giocattolo alla perspicacia del piccolo ma alla sua capacità di amministrarne i livelli di sicurezza. Un ultimo suggerimento, è consigliabile  riporre i giochi in posti separati, in un contenitore i giocattoli dei piccoli e in un altro quelli dei più grandicelli.


                                                                  Carlo Grillo